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Le Borse mondiali ed i mercati finanziari dal 22 al 26 Giugno 2026
Borse mondiali al ribasso, ritornano le preoccupazioni legate all'AI. I negoziati di pace proseguono e scende il prezzo del petrolio. Dollaro in forte ripresa

Geopolitica e situazione internazionale: Protagonista (in negativo) dell’ultimo fine settimana è stato senza dubbio il presidente Usa Donald Trump. Mai come in questi due giorni i suoi strali sono stati capaci quasi di fare bloccare i lavori tenuti a Locarno in Svizzera dove il suo vice Vance sta cercando di far chiudere il cerchio con l’Iran insieme ai mediatori pakistani e del Qatar. Già durante l’incontro dei G7, tenutosi nei giorni precedenti ad Evian in Francia, il presidente Usa ha sparato commenti su fatti e persone. Nel vertice più di una volta l’argomento medio orientale è stato oggetto di discussioni, ma le uscite infelici del tycoon hanno spesso messo in crisi i lavori. Molto lavoro per il vice Vance in Svizzera e per il segretario Rubio in viaggio in Medio Oriente che hanno dovuto ricucire questi strappi. Trump intanto prima di ripartire per Washinton non ha fatto mancare i suoi attacchi all’Europa, all’Italia, ed in particolare al nostro Capo di Governo Giorgia Meloni, la quale ha risposto per le rime innescando una polemica durata alcuni giorni.

Fronte bellico Russia-Ucraina: Nessuna novità sul fronte diplomatico anzi, sono stati incrementati gli attacchi da entrambe le parti in conflitto con droni e missili. Danni a strutture petrolifere. Ha destato molto scalpore l’attacco ad una raffineria a pochi chilometri da Mosca colpita da droni ucraini che hanno fatto saltare in aria la copertura di grosso deposito.

Lunedì: la prima seduta della settimana per le borse asiatiche si è conclusa con i mercati contrastati caratterizzati da ribassi decisi per Hong Kong, Filippine, Indonesia. In forte rialzo per Shanghai, Cina e Taiwan. Positive per il Giappone: Nikkei +1,55% e +1,24% per il Topix. Moderato rialzo per Seul. Le borse europee vivono la prima seduta del periodo in modo autonomo ognuna per conto proprio senza seguire un andamento comune. In Gran Bretagna la notizia della mattina è quella relativa alle dimissioni del Primo ministro Starmer fatto questo che non ha influenzato in negativo la borsa di Londra, che anzi termina tra le migliori (+0,72%). Giornata positiva per Madrid che è stata la migliore delle europee con +1%; bene anche Zurigo e Francoforte rispettivamente con +0,54% e +0,62%. Scendono invece Parigi -0,25% e Milano che dopo una seduta di alti e bassi termina con un -0,10%. L’indice Ftse Mib è stato anche penalizzato dallo stacco del dividendo di sei tra i titoli principali, forti ribassi per i titoli legati all’energia ed alla difesa. Al rialzo Nexi +3,28% Stmicroelectronics + 1,94%, Stellantis + 1,45% ed alcuni titoli bancari. Il mercato valutario vede l’Euro indebolirsi nei confronti di tutte le altre valute. La scorsa settimana abbiamo lasciato un Dollaro in forte ripresa nelle giornate di giovedì e venerdì. Stamane quei rapporti di cambio sono stati confermati per tutta la seduta (vedi fixing) ed anche nel pomeriggio il cross €/$ è 1,1427 in ulteriore recupero. Bene anche la Sterlina che cambia con l’Euro a 0,8630. Forte anche lo Yen il cui cambio ridiscende a 184,71. Per le materie prime il prezzo dell’oro ha oscillato in una fascia compresa tra 4140 e 4200 $ l’oncia, mentre decisa è la discesa del prezzo del petrolio Brent, gli operatori sono fiduciosi sull’andamento delle trattative di pace in Svizzera. Il prezzo del Brent in costante discesa è arrivato a 77,80$ a barile. Infine il mercato obbligazionario domestico vede lo spread a 71 punti ed i rendimenti al 3,67% in riduzione con i prezzi dei Btp di riferimento al rialzo. A metà seduta la borsa americana procede positiva per il DJ e negativa per il Nasdaq e l’S&P500.

Martedì: Iera sera chiusura per la borsa americana con gli indici non nella stessa direzione. Il Nasdaq e l’S&P500 in leggero ribasso, positivo il DJ +0,29%. Di tutto altro tenore l’andamento sulle borse asiatiche che hanno chiuso tutte in profondo ribasso. Considerando il crollo di Seul (Kospi -10%) ed il pesante calo del Nikkei di Tokyo -3,55% viene immediato pensare che le vendite si sono concentrate sul settore tecnologico, seguendo quanto avvenuto per il Nasdaq (dove il solo titolo Spacex ha chiuso con -16% dopo gli exploit dei primi giorni di quotazione). Anche le piazze cinesi hanno avuto una seduta negativa e gli indici lo dimostrano ampiamente: Hong-Kong -1,82%, Cina -2,77%, Shanghai1,37%. Inizio al ribasso per l’Europa, tendenza che con il passare delle ore aumenta. I titoli oggetto delle vendite anche per le borse del Vecchio Continente sono quelli del settore chip, tecno ed AI. Alle 12,00 la peggiore è Francoforte con -1,23%, seguita da Milano con -1,13%, dove il titolo peggiore è Stm con -7,24%. Mercato valutario con il Dollaro sempre ben saldo (€/$ 1,1410), anche lo Yen si rafforza sull’Euro (€/Yen 184,13). Scendono questa mattina i prezzi delle materie prime. L’oro viene scambiato a 4120$ l’oncia, mentre il barile di petrolio Brent vale 77,50$. Per il settore obbligazionario domestico lo spread segna 72 punti ed i rendimenti il 3,64%. La seduta si conferma negativa per le borse europee ad eccezione di Zurigo +0,45% l’unica con segno più, e Londra che finisce sulla parità -0,09%. Milano è risultata la peggiore -1,46% superando anche Francoforte -0,98%. I titoli maggiormente venduti sono anche in Piazza Affari quelli legati alla tecnologia, non a caso il crollo di Stmicroelectronics -8,44% e Prysmian -4,10% hanno pesato parecchio sul risultato finale. Se aggiungiamo Stellantis -6,74% e i principali titoli bancari anch’essi negativi si giustifica l’esito negativo. Sul Forex un Dollaro molto forte ha contraddistinto gli scambi odierni. Il cambio €/$ registra 1,1380 in serata, ma anche lo Yen guadagna sull’Euro, il cambio €/Yen infatti è sceso a 183,89. Per le materie prime la giornata si conferma con i prezzi al ribasso, alle 20,00 gli ultimi prezzi rilevati ci dicono: oro a 4130 $ l’oncia mentre il Brent segna 77 $ a barile. Leggero rialzo ancora per lo spread nel pomeriggio (73 punti) nonché dei rendimenti al 3,66%. Il listino dei Btp di riferimento chiude in leggero rialzo. Forte ribasso a New York per l’indice Nasdaq a due ore dalla fine della seduta sta perdendo il 2,73%, scende anche l’S&P500 di quasi un punto, mentre il DJ è al rialzo.

Mercoledì: Borsa americana in forte ribasso ieri sera in chiusura di una seduta tutta negativa. Pesante la perdita del Nasdaq -3,29%, ma anche l‘S&P500 ha terminato con un -1,44%, si è salvato solo il DJ che ha chiuso sulla parità. Contrastati questa mattina i mercati asiatici. In chiusura negativo il Giappone con entrambi gli indici, il Nikkei ha perso lo 0,88%, il Topix -0,67%. Negativa Taiwan mentre salgono le borse cinesi. Seul con un +3%, recupera parte del crollo subito ieri. Le borse europee aprono e vivono una seduta al ribasso. Occorre comunque fare dei distinguo, infatti Zurigo continua ad andare in controtendenza ed anche oggi sale (di oltre l’1%), la segue anche Parigi in quella direzione. Le altre piazze sono al ribasso con Francoforte la peggiore -1%. Sul mercato valutario l’Euro continua ad indebolirsi contro tutte le valute monitorate, ma spicca un Dollaro molto forte €/$ 1,1326 cross che non si vedeva da mesi. Yen in ulteriore ripresa €/Yen 183,23. Continua la discesa dei prezzi delle materie prime, l’oro durante la mattina è oscillato in fascia di prezzo 4000/4100; ma nel primo pomeriggio è sceso sotto i 4000$ l’oncia ed alle 15,30 segna 3960$. Rivediamo così un prezzo di circa sei mesi fa. Il petrolio Brent continua a scendere ed il barile costa meno di quanto costava all’inizio del conflitto, siamo a 73,80$ (i minimi di giornata), considerando i 77$ di inizio seduta. I valori di riferimento del mercato obbligazionario si mantengono in linea con quelli di ieri, (73 punti per lo spread e 3,60% i rendimenti). Finale contrastato per le borse europee, al rialzo terminano: Zurigo +1,49%, Parigi e Londra. Al ribasso le altre tre piazze monitorate. Milano -0,74% il ribasso è causato dalle vendite dei titoli legati all’energia ed alla difesa: Saipem -3,14%, Eni -3,35%, Leonardo -4,84%. Salgono Diasorin +3,91%, Ferrari +2%. Sul mercato valutario leggero recupero dell’Euro sul Dollaro dai minimi della giornata, ma la forza conquistata dal biglietto verde resta evidente ed alle 18,00 il cross è 1,1350. L’oro recupera quota 4000$ l’oncia, e gli scambi alle 18,00 avvengono a 4010$ circa. Recupera invece pochi centesimi il Brent il cui barile vale 74,20. Infine il mercato obbligazionario domestico ci mostra i seguenti valori finali 73 punti e 3,59% per i rendimenti, con i prezzi dei Btp al rialzo. Dopo tre ore di scambi la borsa Usa viaggia in territorio positivo.

Giovedì: Chiusura della borsa di Wall Street con gli indici poco mossi ieri sera, ma continua ancora la debolezza del Nasdaq che termina con un -0,43%. Sulla parità la chiusura dell’S&P500 (0,10%), in leggero rialzo l’indice DJ +0,35%. Forte rialzo questa mattina per gli indici tecnologici delle piazze asiatiche, il Kospi di Seul con un +5,42% recupera quasi tutto quello che aveva perso i giorni scorsi, anche il Nikkei in forte rialzo +4,61% porta l’indice ai livelli di lunedì azzerando tutte le perdite. Anche le altre piazze asiatiche chiudono positive ad eccezione di Hong-Kong. Anche stamane in Europa le borse aprono in ordine sparso. Dopo un paio di ore di scambi tutte le piazze si orientano verso un cauto rialzo, Milano alle 11,45 segna un +0,34% trascinata dal rimbalzo di Stm +4,0%. Il mercato valutario vede l’Euro in leggero recupero su dollaro e Yen, €/$ 1,1370 ed €/Yen 184,00. Materie prime con prezzi al ribasso, l’oro viene scambiato a 3990$ l’oncia ed il petrolio Brent a 72,60$ a barile. Il mercato obbligazionario domestico vede lo spread fermo ai livelli di ieri (73 punti), così come i rendimenti al 3,59%. La seduta delle borse europee è proseguita per tutte in territorio positivo e così la chiusura mostra il segno positivo per tutte, ma con dei distinguo, infatti la migliore è Francoforte +1,05% fino a Milano che termina con un +0,28%. L’indice di Piazza Affari vede il rialzo di Stmicroelectronics +2,50%, Cnh Industrial +2%. Scendono tutti i titoli legati alla difesa. Mercato valutario sempre a favore del Dollaro e delle altre valute nei confronti di un Euro più debole. La giornata ha comunque mostrato anche una certa volatilità dei cambi con molte oscillazioni anche a favore della Moneta Europea. Intorno alle 18,00 il cross €/$ è 1,1380 ed €/Yen è 184,03. I prezzi nel settore materie prime subiscono nel pomeriggio una leggera inversione di tendenza, si ritorna di poco a salire ed alle 18,30 il prezzo dell’oro è 4041$ e quello del barile di Brent è 74,75$. Valori di fine seduta sul settore obbligazionario domestico: 74 punti per lo spread e 3,59% per i rendimenti. I prezzi dei Btp in chiusura si presentano contrastati. A metà seduta gli indici Usa sono al rialzo, il Nasdaq in particolare recupera quasi l’1%.

Venerdì: Ieri sera chiusura piuttosto tranquilla per la borsa Usa, il Nasdaq in moderato rialzo +0,75%, gli altri due indici sono rimasti pressoché invariati. Di tutto altro aspetto invece l’andamento odierno e la chiusura delle borse asiatiche, tutte al ribasso, ma con grandi perdite di nuovo sui settori tecnologia ed AI. Il bilancio dell’ultima seduta di periodo vede: Seul -5,80%, Tokio -4,15% il Nikkei e -1,32% il Topix. Perdite tra l’1,50 ed il 3% per le borse cinesi. Apertura negativa per le borse europee che si adeguano al clima generale. Piazza Affari, come già altre volte riferito, ben poco influenzata dai titoli del settore AI deve il ribasso (-1% ore 10,00) dovuto ai titoli bancari e quelli del settore difesa tutti in rosso. Mercato valutario con rapporti di cambio in linea con quelli di ieri sera. Per le materie prime la tendenza al ribasso prevale, ma è contenuta nell’ordine di pochi Dollari. L’oro segna 4027$ l’oncia ed il Brent 73,20$ a barile. In leggero rialzo lo spread a 75 punti base mentre restano invariati i rendimenti al 3,59%, per completare il quadro del reddito fisso. Chiusura al ribasso per tutte le borse europee, la peggiore è Francoforte con -1,29%, segue Milano con -1%. Sul listino di Piazza Affari scendono i titoli bancari, Stellantis -2,05%, Amplifon -4,84%, Saipem -5,18% ed i titoli legati al settore difesa. Al rialzo Ferragamo +6,08%, Cnh Industrial +4,39% e Ferrari +3,14%. Sul mercato valutario l’Euro ha recuperato in parte su Dollaro e Yen, i fixing di oggi mettono in mostra i cambi che sono risaliti. Nel pomeriggio comunque il cross €/$ è di nuovo sceso a 1,1388 mentre il cross con lo Yen è rimasto ben solido a 184,23 facendo pensare quindi che il recupero della valuta nipponica sull’Euro si sia esaurito. Sul settore delle materie prime nella seduta odierna l’oro ha mostrato una certa ripresa. Il prezzo in risalita si è gradatamente riportato alla soglia dei 4100$, ed il grosso degli scambi è avvenuto in area 4050/90. Al contrario il petrolio Brent conferma la contrazione del prezzo e nella giornata odierna il barile è stato scambiato tra 72 e 73 dollari i minimi di settimana. Gli ultimi valori di riferimento registrati per il comparto obbligazionario domestico sono rimasti invariati: 74 lo spread e 3,59% i rendimenti. Guardando il listino dei Btp di riferimento hanno chiuso quasi tutti al rialzo ma con scostamenti di pochi centesimi. La chiusura della borsa americana questa sera vede l’indice Nasdaq perdere un altro 1%, stabili gli altri due indici.

Borse mondiali ed europee: borse asiatiche in preda ad isteria da AI e tecnologia. I listini con titoli rappresentanti questa materia (Kospi e Nikkei) hanno trascorso una settimana sulle montagne russe. A Wall Street anche il Nasdaq termina la settimana in perdita con oscillazioni non violente tranne il forte ribasso di martedì. Listini europei con bilanci finali settimanali contrastati: Milano e Francoforte in perdita, Parigi e Madrid negativi ma di poco, Londra e Zurigo terminano positive. Le borse del Vecchio Continente, come sempre meno soggette ai movimenti dei titoli tecno, hanno visto vendite su titoli di settori più tradizionali. Ritornando alla borsa americana gli indici nel quale sono quotati i titoli industriali, Dow Jones, termina il periodo in guadagno. Stabile la settimana per l’S&P500.

Mercato obbligazionario domestico: C’è poco da dire sul settore in oggetto, le oscillazioni dei benchmark di riferimento sono state molto ristrette dimostrando quindi una certa stabilità. In questi giorni gli operatori prestano molta attenzione ai dati diffusi relativi ad inflazione, occupazione, e movimenti sui tassi da parte delle Banche Centrali. Proprio in settimana la sottoscrizione dei Titoli di Stato, che si è chiusa con successo, ha visto i titoli assegnati con i rendimenti in discesa generando un risparmio per le casse dello Stato. I valori massimi e minimi sono stati per lo spread 75-71 e per i rendimenti 3,67%-3,59%.

Mercato valutario: E’ dalla metà della scorsa settimana, in concomitanza con la prima riunione della Fed presieduta da Kevin Warsh, che il biglietto verde ha cominciato a dimostrare segnali di ripresa. Forte del primo discorso pronunciato da Warsh che promette una vera e propria rivoluzione per la Banca Centrale e le sue politiche, il neo presidente ha fatto inoltre trapelare un’ipotesi di aumento dei tassi già da quest’anno. Queste notizie hanno dato vigore al Dollaro che ha consolidato il recupero in questa settimana toccando i migliori tassi di cambio con l’Euro da un anno a questa parte. La tendenza è andata avanti per tutto il periodo e la valuta Usa è stata anche aiutata dal fatto che il prezzo dell’oro sta continuando a scendere. L’Euro ha perso forza anche nei confronti dello Yen specie a metà periodo nei giorni in cui il cambio è sceso sotto a 184.

Petrolio Brent: Le trattative per raggiungere un accordo di tregua in Medio Oriente basato su punti più solidi e precisi sembra che stia andando avanti. Questo avviene con più successo se Trump sta in silenzio, giovando di questi momenti il prezzo del Brent ha vissuto una settimana di ribassi e comunque di oscillazioni in un’area “tranquilla” sempre contenuta entro i 77$ a barile. Se pensiamo che era questo all’incirca il prezzo del barile prima che iniziasse l’offensiva Usa possiamo essere già abbastanza soddisfatti, augurandoci che presto possa scendere anche il prezzo del raffinato ai distributori cosa che ci auguriamo tutti noi comuni cittadini. I massimi e minimi di periodo sono stati 77,50 e 72,50 dollari a barile.

Oro: Il prezzo del metallo giallo ha rotto il supporto di 4000$ di cui già parlammo nel recente passato. Il prezzo però ha tenuto in quanto più di un rimbalzo ha riportato il valore a ridosso di questa fatidica soglia. Sembra chiara una tendenza ribassista, i prezzi più alti del periodo non hanno superato i 4200$, nella giornata di venerdì abbiamo osservato un rialzo più deciso con allontanamento dal famoso supporto. Riteniamo che a meno di fatti nuovi il movimento in area 4000/4200 possa continuare per un po’. Massimi e minimi di periodo: 4200/3960 dollari l’oncia.

Date 22/06/26 23/06/26 24/06/26 25/06/26 26/06/26
FtseMib 52797 52024 51639 51783 51265
Dax(D) 25151 24894 24716 25001 24671
Cac40(Fr) 8400 8341 8385 8432 8385
Ftse100(Gb) 10438 10429 10462 10530 10508
Smi(Ch) 13849 13911 14118 14232 14173
Ibex35(E) 19542 19476 19390 19513 19425
Dow Jones 51713 51667 51849 51920 51876
Nasdaq100 30347 29347 29220 29440 29118
S&P500 7473 7365 7358 7357 7354
Nikkei225 72354 69788 69175 72366 69360
Eur/Usd 1,1456 1,1392 1,134 1,1342 1,1401
Eur/Gbp 0,8646 0,862 0,8616 0,8618 0,8625
Eur/Chf 0,9257 0,9225 0,9216 0,9223 0,9218
Eur/Yen 185,33 184,02 183,35 183,57 184,3
Petrolio Brent 77,68 77,15 74,75 73 72,62
Usd a barile
Oro ($ oncia) 4195 4130 4040 4024 4050
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