Le Borse mondiali ed i mercati finanziari dal 21 al 25 settembre 2026
Settimana in cui borse e mercati attendono notizie e spunti operativi dagli incontri internazionali dei paesi ONU presso la sede di New York. Seguirà poi il bilaterale tra Trump e Xi.
Situazione geopolitica internazionale: In Russia domenica 20 si è svolta una tornata elettorale dove il partito di Putin ha ottenuto una vittoria schiacciante. Nonostante la chiamata alle urne per la popolazione, l’Ucraina ha compiuto una forte offensiva ed ha scagliato migliaia di droni sul paese dello Zar. Sono state colpite varie infrastrutture, tra cui un’ennesima raffineria di petrolio con conseguenti danni economici ed ambientali. La risposta russa non si è fatta aspettare ed ha fatto sentire la sua voce con gli stessi strumenti. Bilancio finale si contano vittime e feriti da entrambe le parti.
Nell’area Mediorientale le milizie dei ribelli Houthi hanno attaccato una base militare in Arabia colpendo e distruggendo un aereo Eurofighter italiano li presente. I ribelli si sono “quasi scusati” con il nostro paese per l’incidente dicendo che non hanno nulla contro l’Italia, ma si domandano che cosa ci facesse un aereo italiano in una base araba. Continuano gli scontri tra le parti in conflitto, mentre sono circolate alcune voci secondo cui sarebbe aumentato il numero di navi in transito nello Stretto di Hormuz.
Rientrando nel Vecchio Continente segnaliamo che anche in Germania domenica 20 c’è stata un’altra e più vasta tornata elettorale regionale. Anche in questa occasione, come quindici giorni fa in Sassonia, il partito del Cancelliere Merz ha dovuto incassare una dura sconfitta specie in alcune aree importanti come il Lander di Berlino e del Meclemburgo-Pomerania Anteriore. La sua leadership forse per ora non è in discussione, ma i risultati venuti fuori dai seggi mostrano che il dissenzo verso il suo operato, ed il suo partito (CDU), sono il pensiero di una buona parte dei cittadini tedeschi. Il tutto in un momento in cui la Germania stà già traversando un periodo socio economico non certo dei migliori.
Nell’ambito degli incontri internazionali c’è attesa per il discorso che pronuncerà Trump martedì 22 e Zelensky mercoledì 23 nell’aula delle Nazioni Unite a New-York. Anche il Presidente iraniano Pezeshkian prenderà la parola mercoledì. Ci sarà poi un importante incontro giovedì 24 tra Trump e Xi-JinPing. Il leader cinese arriverà a New York ed a margine dell’incontro Onu verranno trattati argomenti caldissimi quali: scambi commerciali, guerre, pace, ed economia mondiale.
Borse Mondiali ed europee: La seduta iniziale di lunedì ha visto tutte le borse muoversi al rialzo. Archiviata la settimana delle Banche Centrali i mercati sono partiti sperando in un alleggerimento della crisi mediorientale con il prezzo del petrolio in discesa. Solo le borse asiatiche sono rimaste più tranquille, prive anche del fondamentale riferimento della borsa di Tokyo chiusa fino al 23 per festività. Bene le borse europee, bene Wall-Street dove dobbiamo segnalare il doppio massimo toccato dal Nasdaq sia lunedì che martedì. Lo scenario cambia rapidamente già da metà settimana, con il prezzo del petrolio che ricomincia a salire, lo spread ed i rendimenti dei Titoli di Stato al rialzo, si raffreddano i mercati azionari. Si attendono gli esiti degli incontri dell’Onu, ma ben presto si intuisce che non sono certo serviti ad apportare novità per le varie aree di crisi internazionali. Nel bilaterale Usa-Cina i due leader hanno ostentato gentilezza, amicizia e proposte di collaborazione reciproca, fermo restando che non è certo facile cambiare pensieri e modi di fare radicati nel tempo. Pertanto sui mercati azionari abbiamo vissuto una settimana di alti e bassi con gli indici a volte disorientati. In Asia giovedì riapre Tokyo e chiude Seul per due giorni, venerdì anche Shanghai è rimasta chiusa per festività. Il bilancio finale delle piazze asiatiche si può definire in ordine sparso: positivo il Giappone nelle due giornate di apertura, così come Seul per i tre giorni in cui ha operato. Al palo invece o leggermente al ribasso i listini delle piazze cinesi. Nel Vecchio Continente invece il bilancio finale è leggermente negativo se guardiamo solo i numeri. Venerdì però una notizia ha spinto i listini verso l’alto: a margine degli incontri all’Onu, l’Iran ha lanciato agli Usa una proposta di tregua di sette giorni che sarebbero propedeutici per la riapertura dello Stretto di Hormuz a patto che vengano rispettate determinate condizioni. Alcuni settori di mercato ci hanno creduto, il prezzo del petrolio è sceso, le borse europee e quelle americane nel pomeriggio sono salite. Restando sulla borsa statunitense la settimana si è conclusa al rialzo per tutti e tre gli indici di Wall-Street. Quest’ultima seduta ha consentito di mantenere i numeri in equilibrio permettendoci di affermare che nonostante tutto la tenuta è stata buona, anzi il Nasdaq ha toccato martedì un nuovo massimo storico.
Mercato Obbligazionario domestico e spread: Il settore in oggetto continua a traversare un momento difficile che non sembra fino ad ora trovare un punto d’arrivo. Per tutta la settimana lo spread è stato costantemente al rialzo andando a sfiorare il pericoloso tetto psicologico dei 100 punti base contro Bund tedesco, mentre i rendimenti sempre in costante ascesa hanno superato il 4,50%. I Titoli di Stato di riferimento continuano a subire la pressione delle vendite ed i prezzi scendono ulteriormente. A confermare questo quadro generalizzato per tutti i mercati occidentali verifichiamo che negli Stati Uniti i rendimenti dei Treasury Bond hanno superato la fatidica soglia del 5% (sfiorando anche il 5,50%) dei rendimenti. Sia il Bond decennale che il trentennale da oltre vent’anni non contavano rendimenti così alti. Sul domestico i minimi e massimi di periodo sono stati 88/98 punti per lo spread, e il 4,32%-4,53% per i rendimenti.
Mercato Valutario: Sul settore delle valute possiamo certamente affermare che il buon andamento del Dollaro verso Euro e Yen è stato il principale evento osservato nel periodo. Il biglietto verde è già partito decisamente resiliente rafforzandosi ulteriormente a metà settimana quando il cambio con l’Euro è sceso sotto la soglia di 1,140. A favorire questo comportamento possono essere stati anche i dati sulle PMI statunitensi risultati migliori delle attese. A questo si aggiungono anche una serie di commenti di esponenti della Federal Reserve che fanno ipotizzare un ulteriore stretta della politica monetaria Usa per i prossimi tempi. Fatto è che il cross €/$ continua a viaggiare a 1,1390 circa anche negli ultimi due giorni della settimana, toccando valori di due mesi fa. Il rapporto Euro/Yen invece ha avuto un comportamento stabile per tutti e cinque giorni con il cambio costantemente in area 179,90/180,70. Nel pomeriggio di venerdì un’ulteriore spinta dello Yen ha portato il cambio con l’Euro fino ad un minimo di 179. Stabile per tutto il periodo il cambio Euro/Sterlina tranne l’ultima seduta con un miglioramento della Moneta Unica nei confronti di quella del Regno Unito, (il cross è salito sopra lo 0,8604). Più movimentato l’andamento del Franco Svizzero contro Euro che in settimana ha subito oscillazioni più ampie del solito.
Petrolio Brent: Il periodo è iniziato con un ritracciamneto del prezzo del greggio. Erano sopraggiunte durante gli ultimi giorni alcune notizie rassicuranti che avevano contribuito a fare scendere il prezzo dell’oro nero sotto la fatidica soglia dei 100 $ a barile. Una delle notizie riguardava il ripristino da parte dell’ Arabia Saudita del gasdotto Est-Ovest; un’altra parlava di un numero crescente di petroliere che riuscivano a transitare per Hormuz. A queste notizie avremmo potuto aggiungere anche la speranza di qualche chiarimento in sede di incontri alle Nazioni Unite. Qualche cosa è accaduto, almeno a parole, vedremo poi se seguiranno i fatti, a margine di quegli incontri con la proposta dell’Iran su Hormuz. Dei primi due eventi non si hanno più conferme, mentre i colloqui in sede Onu non hanno certo ammorbidito immediatamente le posizioni, e l’asset si è mosso esclusivamente sulla base di tutte queste notizie. Questi sono i motivi per i quali in questi cinque giorni abbiamo visto il prezzo del petrolio Brent oscillare da un minimo di 98,40 di martedì fino ai massimi di quasi 108 dollari a barile di giovedì.
Oro: Anche questi cinque giorni sono trascorsi senza nessuno spunto operativo particolare per l’oro. L’asset continua a sembrare un poco trascurato dagli operatori alle prese con altri settori di mercato che destano più interesse o preoccupazione. Il metallo giallo per tutto il periodo ha oscillato in una fascia di prezzo abbastanza ristretta che ha visto i minimi a 4260 ed i massimi a 4350 dollari l’oncia. Il buon andamento del Dollaro ed i rendimenti dei titoli obbligazionari che continuano a salire sono i motivi che riducono l’interesse per questo bene rifugio.
| Date | 21/09/26 | 22/09/26 | 23/09/26 | 24/09/26 | 25/09/26 |
| FtseMib | 52371 | 52156 | 51987 | 51543 | 51867 |
| Dax(D) | 25575 | 25600 | 25427 | 25267 | 25409 |
| Cac40(Fr) | 8139 | 8155 | 8123 | 8081 | 8078 |
| Ftse100(Gb) | 10739 | 10723 | 10705 | 10680 | 10695 |
| Smi(Ch) | 13956 | 13953 | 13922 | 13906 | 13946 |
| Ibex35(E) | 19724 | 19792 | 19637 | 19573 | 19700 |
| Dow Jones | 52049 | 51864 | 51512 | 51350 | 51829 |
| Nasdaq100 | 30482 | 30732 | 30470 | 30479 | 30608 |
| S&P500 | 7765 | 7765 | 7706 | 7704 | 7743 |
| Nikkei225 | chiusa | chiusa | chiusa | 65514 | 66364 |
| Eur/Usd | 1,149 | 1,1463 | 1,1411 | 1,1367 | 1,1403 |
| Eur/Gbp | 0,8578 | 0,8578 | 0,8595 | 0,8598 | 0,8604 |
| Eur/Chf | 0,9438 | 0,9393 | 0,939 | 0,9409 | 0,9445 |
| Eur/Yen | 180,7 | 180,17 | 180,2 | 180,57 | 179,7 |
| Petrolio Brent | 100,39 | 99,97 | 101,75 | 107,36 | 106,07 |
| Usd a barile | |||||
| Oro ($ oncia) | 4347 | 4335 | 4290 | 4273 | 4276 |
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