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Le Borse Mondiali ed i mercati finanziari dal 2 al 6 febbraio 2026
Borse condizionate dai risultati trimestrali di varie società, quelle legate alla tecnologia ed all'AI hanno creato scompiglio sui mercati a causa di investimenti elevati e ricavi incerti

In Europa attesa per le decisioni delle Banche Centrali Europea e Britannica in tema di tassi. I dati macroeconomici interni agli Usa relativi a lavoro ed occupazione contribuiscono ad appesantire gli indici.

Eventi internazionali geopolitica e notizie economiche. Non è scemato completamente, anzi durante il fine settimana 31 gennaio – 1 febbraio se ne è parlato spesso del rischio di un attacco bellico degli Usa contro Teheran. Nel Golfo Persico sono schierate un decina di unità navali statunitensi e Trump si dice pronto ad usarle come base per attacchi aerei contro il paese islamico se la diplomazia nei colloqui tra i due paesi non dovesse concludersi con esito positivo.  Sul fronte Russia-Ucraina nessuna novità, gli incontri trilaterali in Arabia erano previsti ma sono stati rinviati. In Medio Oriente invece nonostante la tregua, Israele non ha risparmiato un bombardamento su Gaza, causando una trentina di morti ovviamente tutti civili. L’ultima crudeltà ai danni dei palestinesi è quella della cacciata entro fine mese dell’associazione umanitaria Medici Senza Frontiere, ultimo baluardo di speranza rimasta per la cura ed assistenza della popolazione sotto assedio. Riapre infine la frontiera di Rafa tra Gaza ed Egitto, ciò dovrebbe consentire l’uscita dalla Striscia di palestinesi bisognosi di cure mediche. Dando uno sguardo alle notizie economiche segnaliamo che è stato comunicato il nome di quello che sarà il nuovo Presidente della Fed: Kevin Warsh. Vedremo in seguito come e se varierà la gestione della politica monetaria degli Usa. Altra notizia che riguarda questa volta l’Italia, l’Agenzia di Rating Standard & Poors ha confermato il rating dell’Italia con BBB+ ma con outlook positivo e non stabile come già avvenuto negli scorsi mese da parte delle altre agenzie. Ulteriore nota a nostro favore.

Lunedì: profondo rosso nella notte per tutte le borse asiatiche, in chiusura l’indice Coreano perde addirittura il 5,26%. Va molto meglio al Giappone dove il Nikkei perde l’1,16% ed il Topix lo 0,85%. In Europa l’inizio è in sordina e le borse dopo circa un’ora di contrattazione sono tendenzialmente al ribasso ma poco al di sotto della parità. Fanno eccezione Madrid e Zurigo positive già dal mattino. Durante la seduta però la tendenza cambia e si punta al rialzo tanto che nel primo pomeriggio vediamo gli indici tutti decisamente positivi. In Piazza Affari i titoli migliori sono alcuni bancari ed assicurativi, scendono i titoli legati all’energia ed alla tecnologia. Sul mercato valutario la giornata ha visto l’Euro indebolirsi leggermente verso il Dollaro e verso lo Yen, alle 15,30 i cambi sono €/$ 1,1817 e €/Yen 183,53. Euro forte invece verso il F. Svizzero il cui cambio è salito di nuovo a 0,9210. Nel settore materie e metalli preziosi, il prezzo dell’oro è ulteriormente sceso toccando un minimo di primo mattino in area 4500$ per poi risalire ed essere scambiato durante quasi tutta la seduta in una fascia di prezzo compresa tra 4630/4710$ l’oncia. Stesso andamento anche per l’argento il cui prezzo si è poi stabilizzato nella fascia 77/81$ l’oncia. Anche il petrolio Brent sceso abbondantemente di prezzo già dal pomeriggio di venerdì scorso, oggi è rimasto abbastanza stabile con gli scambi sempre in fascia 66,10/66,30$ a barile. Mercato obbligazionario domestico con spread a 61 punti base e rendimenti al 3,47%. Le borse europee si dimostrano ottimiste, tutte gli indici in chiusura, tranne Parigi, superano il guadagno di un punto percentuale. L’ottimismo sembra dovuto alla nomina di Kevin Warsh alla direzione della Fed, è un funzionario visto molto bene anche al di qua dell’Oceano, ed al fatto che operazioni militari contro l’Iran sembra siano per fortuna allontanarsi. Di questo ne è prova anche l’arretramento dei prezzi del petrolio e dell’oro. Anche Dollaro e Yen proseguono il recupero verso l’Euro. Notizie non buone su come chiude il mercato domestico del reddito fisso. Lo spread è salito a 64 punti i rendimenti però tengono e si fermano al 3,45%, i prezzi dei Btp tutti al ribasso.

Martedì: Chiusura positiva ieri sera per la borsa americana con il DJ positivo dell’1%. Anche gli Usa hanno stretto un accordo sui dazi con l’India e questo potrebbe essere uno dei motivi del rialzo. Meno giustificazione riusciamo a trovare per il balzo incredibile avvenuto stanotte nelle piazze asiatiche. Il Nikkei chiude sui massimi con un +3,90% ed il Topix con +3,10%. Seul che chiude con oltre il 6% di guadagno recupera tutto ciò che aveva perso ieri. Le piazze europee aprono al rialzo e viaggiano positive tutta la mattinata. Man mano però si allontanano dai massimi visti in apertura ed intorno alle 12,00 vediamo che Milano è la migliore con un +0,96%. Il rialzo dei principali titoli bancari mantiene in alto l’indice. Al ribasso invece Amplifon -4,30%, B.Cucinelli -2,14%, STMicroelectronics -1,66%. Sul mercato valutario il Dollaro è in ripresa questa mattina ed il cambio con l’Euro è sceso a 1,1788. Appena più debole l’Euro su Sterlina e F. Svizzero mentre è stabile il cambio con lo Yen. Di nuovo al rialzo i prezzi dei metalli preziosi, l’oro è  risalito in area 4900$ mentre l’argento ha rivisto quota 86$ l’oncia. Continua anche questa settimana una fase di estrema volatilità su questo settore. Stabile il prezzo del petrolio Brent intorno ai 66 $ a barile. Settore obbligazionario domestico con lo spread a 60 punti, quindi in deciso ribasso, ma i rendimenti tendono a salire toccando il 3,48%. I titoli dei Btp sono al ribasso. La seconda parte della giornata vede le borse europee affievolire l’entusiasmo delle prime battute e tutti gli indici chiudono intorno ai valori di ieri. Fa eccezione Milano che con un +0,90% consente all’Ftse Mib di mantenere con solidità i 46000 punti (per l’esattezza oggi 46421). Inversione di tendenza sul valutario, nel pomeriggio il Dollaro e lo Yen si appesantiscono nei confronti dell’Euro, sempre forte il F. Svizzero. L’oro al rialzo tutto il giorno in serata viene scambiato 4945$ l’oncia. Nel pomeriggio sale anche il prezzo del petrolio Brent, posizionandosi a 67,30$ a barile. Sul settore del reddito fisso domestico si conferma l’andamento il discesa dello spread (ultimo rilevamento 59 punti), ma i rendimenti salgono 3,51% a causa dei prezzi dei Btp oggi particolarmente al ribasso.

Mercoledì: borsa americana decisamente negativa nella seduta di ieri sera, gli indici tutti al ribasso. Specie il tecnologico Nasdaq il più penalizzato. Non così le piazze asiatiche che hanno chiuso in moderato rialzo. Contrastata la seduta di Tokyo, il Topix ha chiuso al rialzo, mentre negativo il Nikkei sempre per il settore tecno incerto. Positive invece questa mattina le borse europee, le migliori sono Londra, Parigi e Milano. A consentire all’Ftse Mib di segnare +0,90% alle ore 12,00 ci pensano i seguenti titoli: B.ca Monte Paschi +3,21%, Nexi +2,17%, Stellantis e Ferrari con un +1,50% circa a testa. Titoli al ribasso Buzzi -2,95%, Cementir -4,29%. Ma le sorprese vengono dal settore del Forex. Un Euro forte stamane contro le altre valute fa rialzare i tassi di cambio: €/$ 1,1813; €/Yen 185,13. Mentre l’oro ha di nuovo guadagnato con sicurezza quota 5000. Alle 12,00 viene scambiato a 5050$ l’oncia. Ancora più ampio il rialzo dell’argento ritornato a 90$. Sul mercato obbligazionario domestico oggi lo spread è in leggera salita (61 punti), mentre scendono di poco i rendimenti al 3,48%. I prezzi dei titoli sono al rialzo. La giornata prosegue con gli indici positivi, ad eccezione di Francoforte, per terminare in linea con l’andamento della seduta. Madrid però si è limitato a chiudere sui valori di ieri. Singolare il comportamento di Piazza Affari che in un crescendo continuo è arrivata nel primo pomeriggio a superare i 47000 punti (oltre l’1,20%), per poi ripiegare nel finale terminando con un +0,47%, praticamente i minimi della seduta. Abbiamo assistito a movimenti scomposti sia sul mercato dei cambi che nel settore metalli preziosi. Per il primo settore abbiamo visto che il momento registrato dai fixing di giornata, rilevati in tabella, corrispondono al momento di maggiore forza espresso dall’Euro nel corso di tutta la seduta. Infatti nel pomeriggio, anche se leggera, si è vista una ripresa delle altre valute. Alle ore 18,00 i cross sono €/$ 1,180 ed €/Yen 184,86. Anche l’oro ha toccato i massimi a metà seduta mentre nel pomeriggio ripiega decisamente ed alle 18,00 viene scambiato a 4895$. Stesso cliché per l’argento indietreggiato a 85,20$. Il prezzo del petrolio Brent si è mantenuto stabile per tutta la seduta oscillando in area 67$ a barile. E’ rimasto stabile il settore obbligazionario, l’ultimo spread si è fermato a 61 punti ed i rendimenti al 3,47%. La borsa Usa a metà seduta prosegue contrastata, pesante ribasso per il Nasdaq, scende anche l’S&P, al rialzo il DJ.

Giovedì: e così ci risiamo. Vera o falsa che sia la paura dei prezzi gonfiati dei titoli tecnologici ed AI colpisce di nuovo. Ma questa volta ci sono altri timori legati al settore. Molte di queste società hanno effettuato ingenti investimenti per la ricerca e lo sviluppo in questo campo, mettendo mano alla tasca nei mesi passati, ma senza sapere ne quando e quanto si ricaverà da essi. Avevamo visto i primi segnali già nei giorni scorsi, ma ieri sera la chiusura negativa del Nasdaq, già sceso il giorno prima, ha confermato i timori. Negativo anche l’S&P, mentre il DJ si salva. Questa mattina negative le piazze asiatiche. Il Nikkei perde lo 0,80%. Le borse europee partono tutte al ribasso. Milano che alle ore 11,30 segna -0,27% vede i seguenti titoli al rialzo Bper +2,54%, Amplifon +2,65%, Cementir +2,38%, e CHN Industrial +7,50% (titolo questo non inserito nell’ Ftse Mib). Oggi pomeriggio è prevista la riunione della Bce che deciderà oltretutto anche in materia di tassi. Lo stesso farà la Bank of England, ma i mercati sono convinti che non ci saranno variazioni del costo del denaro. Sul mercato valutario lieve recupero del Dollaro contro l’Euro. Il cambio alle 11,45 risulta 1,1790; mentre si indebolisce lo Yen che contro Euro cambia a 185,31. Mercato dei metalli preziosi con l’oro al ribasso, passa infatti di mano a 4860$, mentre pesante ribasso per l’argento a 78$ oncia. Al rialzo il prezzo del petrolio, il Brent viaggia oltre 68,50 $ a barile. Mercato del reddito fisso domestico con spread in leggera salita a 61 punti, così come i rendimenti al 3,49%. Prezzi dei Btp al ribasso. Forte peggioramento della tendenza dalla tarda mattinata, tutti i mercati iniziano a scendere decisamente. Quando si aprono le borse americane, negative, anche in Europa la situazione peggiora. I motivi sono vari. Il primo: le Banche Centrali lasciano i tassi invariati. Era nell’aria questa decisione e più o meno i mercati l’avevano già scontata. Il secondo motivo quello legato alle società del settore tecno ed AI che abbiamo visto prima, ed il terzo relativo agli Stati Uniti dove i dati sull’occupazione comunicati in mattinata sono stati negativi, molto al di sotto delle attese, e con la perdita di posti di lavoro nel mese di dicembre. Il finale vede Milano e Madrid le peggiori piazze, rispettivamente -1,75% e -1,97%. Pesante la perdita di Stellantis -5,71% (sembra voglia chiedere aiuto al Governo per gli incentivi sulle auto elettriche), e crollo di tutti i titoli bancari. Sul valutario i cambi sono rimasti stabili. Mentre per le materie prime sono continuati i ribassi, per l’oro a 4830$ (ore 21,00), e l’argento crollato a 74$. Anche il petrolio retrocede a 67,33$ a barile. Per il settore del reddito fisso l’ultima segnalazione di seduta vede lo spread a 60 punti ed i rendimenti al 3,46% i prezzi dei Btp terminano contrastati. Ad un’ora dalla fine della seduta Wall Street prosegue al ribasso.

Venerdì: pesanti le perdite per gli indici di New York che ieri sera hanno chiuso tutti e tre con perdite superiori ad un punto percentuale. I mercati asiatici questa mattina hanno terminato tutti al ribasso, fatta eccezione del Giappone, dove entrambi gli indici hanno chiuso positivi. Rimbalzi tecnici sui titoli del comparto AI ed un certo ottimismo in vista delle prossime elezioni anticipate di domenica hanno sostenuto la piazza nipponica. Apertura al ribasso per le piazze europee, dopo circa tre ore di scambi osserviamo però che Francoforte e Madrid sono positive, tutte le altre piazze sono al ribasso. Piazza Affari segna -0,36% con i titoli bancari che fanno l’andatura: Bper +2%, Unicredit +1%, B.ca Pop. Sondrio +1,30%, Unipol Assicurazioni +2,20%. Ma oggi la notizia eclatante arriva da Stellantis, il titolo crolla in borsa e non riesce ad aprire (-23,50% ad € 6,250), il gruppo automobilistico ha comunicato che gli oneri sono saliti a 22 miliardi e la società non sarà in grado di distribuire dividendi. Inoltre il consiglio di amministrazione ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue non convertibili fino ad un importo di 5 miliardi. Secondo in Ceo A. Filosa la causa di questi oneri deriverebbe dai costi eccessivi affrontati per la transizione energetica che poi non è avvenuta con i ritmi e con i tempi previsti. Le richieste dei clienti già ridotte per tanti motivi, sono ancora impostate a modelli con prevalente motorizzazione termica o ibrida. Sugli altri settori oggi vediamo che i cambi dell’ Euro sono abbastanza stabili sia contro Dollaro che contro Yen. Notiamo invece una Sterlina recuperare dopo la fase di debolezza vista ieri. I prezzi dei metalli preziosi sono in ripresa, oro a 4880$ ed argento a 74,20$ sono i valori registrati alle 12,15. Stabile invece il prezzo del petrolio Brent, il barile passa di mano a 67,65$. Sale lo spread che oggi è arrivato a 63 punti base mentre i rendimenti sono leggermente più bassi al 3,45%, al rialzo i prezzi dei Btp. Con il passare delle ore la tendenza si indirizza verso l’alto per tutte le borse, questo avviene anche per il fatto che la borsa americana ha iniziato la seduta con un bel rimbalzo tecnico. Le chiusure si confermano tutte positive, le migliori Madrid e Francoforte, che come visto già da subito sono andate su. Milano riesce a chiudere con un +0,13% nonostante la debacle di Stellantis che termina con -25,17% a € 6,111. Raffrontando la tabella dei cambi osserviamo che nel pomeriggio l’Euro si è di nuovo rinforzato nei confronti di Dollaro e Yen. Poco variati i cambi con le altre valute. Metalli preziosi con i prezzi in altalena, di nuovo al rialzo specie nel pomeriggio il prezzo dell’oro e dell’argento (4960$ il primo e 77,55$ il secondo). Anche il petrolio Brent rivede in serata i massimi della settimana risalendo a 68,65$ a barile. Infine nel mercato obbligazionario domestico oggi i valori sono rimasti stabili per lo spread (63 punti), appena più alti i rendimenti nell’ultimo rilievo (3,48%), mentre i prezzi dei Btp hanno chiuso contrastati. A meno di tre ore dalla chiusura Wall Street vede gli indici in grande recupero. Alle 22,00 chiude con un forte rialzo annullando la perdita di ieri.

Borse Mondiali ed Europee: sono stati circa tre gli argomenti che hanno avuto conseguenze sulle borse questa settimana. Le piazze europee specie i primi giorni sono state in attesa delle decisioni che la BCE e la Banca d’Inghilterra avrebbero espresso in materia di tassi. Le borse asiatiche e quelle statunitensi sono state invece coinvolte dalle problematiche legate ai tanti titoli di società tecnologiche ed AI quotate nei loro listini. La borsa Usa ha dovuto fare anche i conti con i risultati poco incoraggianti relativi a lavoro e disoccupazione. Questi tre argomenti hanno creato molta incertezza e preoccupazione negli operatori dei rispettivi mercati spingendo a vendite anche consistenti, ma poi repentini acquisti a prezzi più bassi hanno riportato i mercati a recuperare prontamente. Tutta questa situazione si è tradotta in una forte volatilità sugli indici che si è riscontrata per tutta la settimana. E’ interessante verificare che il bilancio finale di tutta questa situazione è stato addirittura positivo per alcuni indici: il DJ che è sui massimi, l’Ftse100, il Cac 40 e lo Smi. Stabili altri indici: S&P, Nikkei ed il Dax. In perdita il Nasdaq100, l’Ftse Mib, l’Ibex35.

Mercato obbligazionario domestico e spread: non è bastato questa volta il parere positivo sull’Italia che sabato scorso è stato comunicato da Standard & Poors, tanto meno il successo delle recenti emissioni di Titoli di Stato a galvanizzare il settore. Anzi abbiamo osservato che lo spread è risalito dai minimi di 58/59 punti della scorsa settimana ed è rimasto sempre sopra i 60 punti, precisamente tra 63 e 64. Anche i rendimenti sono un poco risaliti in una fascia percentuale 3,45% -3,50%. A causa dei tassi di interesse rimasti invariati, ed alla riduzione del rendimento del Bund tedesco si è allargata la forbice con il benchmark di riferimento penalizzando di poco il comparto.

Mercato Valutario: sul mercato Forex il Dollaro questa settimana faticosamente è riuscito a recuperare qualche punto nei confronti dell’Euro. Leggendo la tabella dei fixing il recupero, limitato ma costante, è durato tutte le sedute. Contrariamente lo Yen si è mostrato di nuovo debole ed il cambio con la moneta europea è ritornato a fine periodo oltre 185.

Petrolio Brent: il greggio non è stato tra i protagonisti dei mercati questi giorni. Gli eventi geopolitici che spesso fanno da orientamento al suo prezzo non hanno riservato particolari novità. La diplomazia ha lavorato con difficoltà sia nei rapporti Usa-Iran, che nel conflitto Ucraina-Russia. Certo è che le infrastrutture energetiche ucraine sono sempre più inutilizzabili nel presente, quando si arriverà alla pace sarà necessario ricostruire il tutto. A parte ciò il prezzo è stato stabile mantenendosi comunque sui massimi raggiunti in queste ultime due settimane mostrando un range compreso tra 66,00 e 69,00 dollari a barile. Abbiamo osservato spesso un certa volatilità intraday, segno di un mercato in cerca di direzione.

Oro: il metallo giallo dopo la marcia indietro di giovedì 29 e la caduta libera di venerdì 30 gennaio, in questa settimana si è mantenuto quasi sempre al di sotto della soglia dei 5000 dollari l’oncia. La volatilità dell’asset è stata però la caratteristica di questi giorni. Abbiamo assistito infatti a continui alti e bassi, movimenti molto nervosi che spesso sono avvenuti con variazioni intraday anche nell’ordine di oltre cento dollari. Questo fa pensare che l’oro resta ancora oggetto di interesse di molti operatori, pertanto anche sulla base di quelle che potranno essere gli sviluppi geopolitici internazionali, il bene rifugio potrebbe riprendere la strada rialzista. La forbice di prezzo vista in questi cinque giorni segna i minimi a circa 4600 ed i massimi a circa 4980 dollari l’oncia.

Date 02/02/26 03/02/26 04/02/26 05/02/26 06/02/26
FtseMib 46005 46421 46636 45820 45877
Dax(D) 24798 24781 24653 24491 24721
Cac40(Fr) 8181 8180 8262 8238 8274
Ftse100(Gb) 10342 10315 10402 10309 10370
Smi(Ch) 13409 13373 13508 13466 13503
Ibex35(E) 18115 18119 18102 17746 17943
Dow Jones 49408 49241 49501 48909 50116
Nasdaq100 25739 25339 24891 24549 25076
S&P500 6976 6918 6883 6798 6932
Nikkei225 52727 54720 54377 53818 54253
Eur/Usd 1,184 1,1801 1,182 1,1798 1,1794
Eur/Gbp 0,8658 0,8623 0,8616 0,8691 0,8679
Eur/Chf 0,9199 0,9173 0,9168 0,9161 0,9175
Eur/Yen 183,59 183,92 185,15 185,11 185,27
Petrolio Brent 66,03 67,21 67,58 67,65 68,62
Usd a barile
Oro ($ oncia) 4697 4947 4920 4868 4952
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