Le Borse Mondiali ed i Mercati Finanziari dal 19 al 23 gennaio 26
Un uomo solo è stato in grado di condizionare le Borse mondiali ed i mercati finanziari globali: Donald Trump.
Tre giorni di ribassi per quanto ha dichiarato nel fine settimana scorso il presidente Trump. Dopo il discorso di Davos di mercoledì pomeriggio inversione di tendenza generale, ma con dubbi e incertezze.
Geopolitica ed avvenimenti internazionali: nel fine settimana 17 e 18 gennaio ha continuato a tenere banco il protagonismo di Trump che tiene in scacco mezzo mondo. Mettere le mani sulla Groenlandia è diventato per il presidente Usa un chiodo fisso. Pertanto, tra le tante minacce, l’ultima consisterebbe nell’aumentare ancora i dazi del 10% alle nazioni europee che hanno mandato delegazioni militari sull’isola artica per partecipare ad una simbolica esercitazione. L’Europa dal canto suo, non sapendo che posizione prendere, disorientata dalle possibili azioni dal Tycoon, ha pensato bene di inviare queste minuscole rappresentanze militari sull’isola danese, provocando immediatamente la reazione di Trump che parla di – messa in pericolo dei piani di sicurezza americana-. Intanto per le fredde strade di Copenaghen ed in quelle gelide di Nuuk (cittadina sull’isola) gli abitanti sono scesi spontaneamente a protestare contro il neo colonialista Trump.
Per quanto riguarda una notizia più strettamente economica, è rilevante l’accordo che è stato firmato dall’Europa coi paesi Sud Americani definiti del Mercosur. Si tratta di un accordo commerciale per lo scambio di prodotti agricoli ed alimentari tra Europa e questi paesi: Argentina, Brasile, Paraguay ed Uruguay. Il Venezuela aderì ma fu poi sospeso nel 2017. Ovviamente non tutti i paesi europei sono d’accordo, e lo stesso Trump, pur non essendo direttamente interessato, ha criticato la firma dell’intesa perché danneggerebbe gli agricoltori americani.
Lunedì: Le piazze asiatiche chiudono contrastate questa mattina, in particolare Tokyo chiude con una perdita del Nikkei dello 0,65%. Ma l’attenzione si concentra oggi sull’apertura dei mercati europei che risultano tutti al ribasso, questa volta gli attriti con Trump sulla faccenda Groenlandia cominciano a turbare le borse. Dopo un’ora e mezza di scambi la peggiore è Milano -1,80% e la meno è Londra -0,58%. In Piazza Affari al ribasso Stellantis -1,40%, ampi ribassi per Enel -3,25%, Stmicroelectronics -4,22%, B.ca Generali -3,18%; mentre sale Leonardo +3%. Ma i ribassi sono spalmati su tutto il listino. Sul mercato valutario il Dollaro è stabile ed il cambio con l’Euro a 1,1623. La valuta nipponica cambia con l’Euro a 183,60. Forte impennata dei prezzi dei metalli preziosi nelle contrattazioni notturne ma che continua anche in Europa stamane con l’oro scambiato a 4660$ l’oncia e l’argento a 93$. Scende il prezzo del barile di Brent che passa di mano a 63,30$. Infine dando uno sguardo al settore obbligazionario notiamo uno spread in leggera salita a 64 punti i rendimenti al 3,46% ed i prezzi dei Btp con leggera tendenza al rialzo, tranne qualche segno meno. Le borse del Vecchio Continente chiudono tutte al ribasso confermando l’andamento di tutta la seduta, passando da Parigi -1,78% concludendo con Madrid -0,26% la “migliore”. Qualche movimento si nota anche sul mercato valutario, il F. Svizzero ad esempio già da stamane ha mostrato una certa forza portando il cambio con l’Euro a 0,9280. Nel pomeriggio il rapporto €/Yen torna sopra 184; risale leggermente anche il cambio con il Dollaro. Metalli preziosi sempre in grande fermento, oro a 4676$, argento a 95$, il petrolio Brent rivede quota 64$. Sul mercato del reddito fisso recupera un paio di punti lo spread che finisce a 62.
Martedì: ieri la borsa americana è rimasta chiusa per festività, le piazze asiatiche quindi saranno state orientate dall’andamento al ribasso di quelle del Vecchio Continente perché stamane hanno terminato tutte in rosso. I timori di una nuova guerra commerciale scatenata da Trump si fanno sentire anche ad Est. Inizia un’altra giornata all’insegna del ribasso sulle piazze europee, stesso copione di ieri ma discese più decise, tutti gli indici dopo circa due ore di contrattazione perdono oltre l’1%. Le attese sono puntate anche sull’apertura di Wall Street di oggi i cui future sono decisamente negativi. L’indice Ftse Mib che segna alle 11,00 -1,50% ci mostra al ribasso Stellantis-1,76% e Generali -1,58% che sono due titoli essenziali del paniere ma i ribassi sono assolutamente generalizzati. Sul mercato valutario prende forza l’Euro nei confronti di tutte le valute tranne il F. Svizzero. La valuta elvetica considerata in parte anch’essa bene rifugio si rafforza per il terzo giorno consecutivo. I cross attuali sono €/$ 1,1727, €/Yen 185,00, €/Chf 0,9269. Inutile dire che i metalli preziosi continuano a macinare record, l’oro stamane viene scambiato a 4735$ e l’argento a 95,15. Stabile il prezzo del barile di Brent che passa di mano in area 64$. Sul mercato domestico dei Titoli di Stato vediamo questa mattina i prezzi dei Btp al ribasso lo spread risale a 63/64 punti, i rendimenti salgono al 3,50%, anche il settore risente delle tensioni con gli Stati Uniti sulla faccenda Groenlandia. Si conclude la giornata con gli indici al ribasso per le piazze europee, pur allontanandosi dai minimi di giornata chiudono con ribassi superiori all’1% Madrid, Milano e Francoforte. Le altre piazze con gli indici al ribasso tra l’1% e lo 0,60%. In Piazza Affari anche Telecom Italia si aggiunge ai titoli peggiori con -2,85%, in controtendenza Campari +3,70% e Saipem +2,98%. Sul mercato delle valute si conferma la caduta del Dollaro e dello Yen contro Euro e Franco Svizzero, la tabella dei fixing è quanto mai chiara confrontando le chiusure tra ieri ed oggi. Prezzo dell’oro alle stelle nel pomeriggio, il valore del metallo giallo alle 18,15 è di 4750$. Anche il prezzo del petrolio ha ripreso a salire nel pomeriggio con il Brent alla soglia dei 65$ ed il Wti oltre i 60$ a barile. Per finire, la giornata si conferma negativa anche sul settore domestico del reddito fisso. Lo spread conclude a 64 punti contro Bund, i rendimenti risaliti si sono poi attestati a fine seduta al 3,47% ed i prezzi dei titoli finiscono al ribasso. La borsa di New York a metà seduta vede gli indici tutti negativi oltre l’1%.
Mercoledì: profondo rosso ieri sera a Wall Street per le chiusure degli indici Usa. S&P e Nasdaq hanno perso oltre il 2% ciascuno, il DJ ha chiuso con -1,76%. Questa mattina il Giappone ha chiuso negativo su tutti i fronti, oltre al Topix -1% ed al Nikkei -0,50% si sono registrate forti vendite sul mercato obbligazionario nipponico. Ai timori derivanti dalla difficile situazione geopolitica si aggiungono problemi interni al Giappone (economia in difficoltà, tassi di interesse elevati, elezioni anticipate ecc.). In Europa i mercati sono ancora in fase ribassista, anche se meno marcata, la peggiore è Milano che però si contiene con -0,50%. Ad osservare i monitor si intravede una possibile correzione verso l’alto. Piazza Affari è penalizzata molto dal settore dei titoli bancari, B.ca Monte Paschi, Bper, Pop. Sondrio, Credem perdono tutti oltre il 2%. I titoli al rialzo sono Diasorin, Erg, Tenaris, Amplifon, tutti nell’ordine del 2% circa. Sul settore valutario rallenta di poco la forza del F. Svizzero ed anche dell’Euro che consente a Dollaro e Yen di recuperare qualche minimo punto. Impressionante il percorso al rialzo dell’oro il cui prezzo ogni giorno sta aumentando di 100$. Questa mattina gli scambi avvengono in area 4860$ l’oncia. L’argento viene scambiato a 95$. Abbastanza stabile il prezzo del petrolio, il Brent segna stamane 63,80$ a barile. Concludiamo la panoramica mattutina con il nostro reddito fisso. Osserviamo lo spread ancora in risalita a 65 punti base, i prezzi dei titoli sono in salita ed i rendimenti al 3,48%.
L’evento di oggi è sicuramente il discorso che Trump terrà alla 14,30 a Davos in Svizzera ospite del Forum dell’economia mondiale. Le sue parole potrebbero pesare in un verso o nell’altro. Infatti, sarà per le cose che ha detto ma i mercati che avevano toccato il punto negativo peggiore intorno alle 14,15, mano mano che il Tycoon sviscerava il suo discorso risalivano lentamente, al punto tale che tranne Milano e Francoforte (-0,50% la prima, -0,58% la seconda), tutte le altre piazze si sono fermate intorno alla parità. Il mercato valutario dopo la chiusura nel pomeriggio ha visto Dollaro e Yen recuperare sull’Euro, mentre il F. Svizzero al contrario perde punti. I metalli preziosi, oro ed argento sempre forti, ma si scostano dai massimi intorno alle 20,00 segnando 4835$ e 93$ l’oncia. Sprint del prezzo del petrolio che spinto dal discorso del presidente Usa che si è espresso a favore dell’uso del liquido nero vede aumentare il prezzo sia del Brent a 65,30 sia del Wti 60,70$. Sul mercato domestico del reddito fisso è continuato a risalire lo spread che chiude la giornata a 67 punti base. Anche i rendimenti sono al rialzo a 3,51%, i prezzi dei Btp sono al ribasso. In serata la borsa americana viaggia positiva con gli indici che recuperano mediamente lo 0,50%.
Giovedì: tranquillizzati dal discorso di Trump a Davos che è sembrato più accomodante, i mercati sono ripartiti verso l’alto. Già ieri sera Wall Street ha chiuso positiva. Lo stesso dicasi per le piazze asiatiche questa mattina presto, dove il Nikkei in Giappone ha addirittura chiuso con un +1,70% recuperando la quota di 53600. Non venendo meno anche le piazze europee questa mattina partono all’insegna del segno positivo. Spiccano Francoforte e Parigi con un rispettivo +1,35%. In Piazza Affari spiccano i rialzi di STMicroelectronics +3,20%, Saipem +2,35%, titoli del settore auto, e rimbalzano alcuni titoli bancari in perdita ieri. Il settore valutario sembra avere ritrovato il suo equilibrio i cross attuali sono: €/$ 1,1694, €/Yen 185,50, €/Chf 0,9276 (registrati alle 10,45). Sempre forti i metalli preziosi, l’oro questa mattina passa di mano in area 4830$, l’argento segna 94$ l’oncia. Retrocede un poco il prezzo del petrolio Brent che si scambia a 64,70$. Anche il settore obbligazionario domestico ha risentito in positivo, lo spread torna a 64 punti alle prime battute, e ha continuato a scendere segnando 62 punti al rilevamento delle 10,40; i rendimenti dei Btp decennali si attestano al 3,49%, risalgono i prezzi dei titoli. Mercati con il vento in poppa per tutta la giornata, tutte le borse europee chiudono al rialzo Milano, Madrid e Francoforte sono le migliori con gli indici oltre il +1%. Bene Parigi e Zurigo, Londra si limita ad un + 0,12%. Sul nostro listino si sono visti acquisti diffusi su molti titoli ma colpisce il rialzo di Danieli +9,57% Cementir +4,50%, Erg +4%, al contrario Fincantieri -8,70%. Sul settore valutario continua a rafforzarsi l’Euro contro il Dollaro, stabile il cambio con lo Yen e F. Svizzero, recupera la Sterlina. Sempre più in alto il prezzo dell’oro che intorno alle 18,00 vale 4880$. Il petrolio Brent invece resta intorno a 64$. Anche il mercato obbligazionario ha vissuto una giornata positiva, lo spread finisce a 61 punti i rendimenti al 3,49% i prezzi dei titoli chiudono contrastati. A metà seduta gli indici della borsa Usa guadagnano intorno allo 0,90%.
Venerdì: la borsa statunitense ieri sera ha chiuso positiva ma i recuperi non son andati oltre lo 0,77% del Nasdaq, gli altri due indici intorno allo 0,60%. Contrastati in nottata i mercati asiatici, il Giappone ha chiuso con un limitato rialzo: Nikkei +0,29%, il Topix +0,37%. Le prime fasi di seduta vedono le borse europee muoversi contrastate. Ma già dopo tre ore l’andamento va verso il rosso. Milano e Parigi con un -0,42% seguono Zurigo che al momento è la peggiore con -0,50%. Sul listino meneghino spunto di Saipem +3,80%, Fincantieri +2,65%, Leonardo +1,65%. Al contrario Campari -2,30%, Nexi -2,45% e Ferragamo -3,10%. Sul settore valutario un Dollaro ed uno Yen sempre deboli nei confronti della moneta europea contraddistinguono l’andamento mattutino dei cambi. La Sterlina oggi si rafforza ed il cross scende a 0,8674; stabile il F. Svizzero. L’oro è sempre osservato speciale tra le materie, durante la notte sui mercati aperti il prezzo ha raggiunto i 4900$ l’oncia, gli scambi odierni sulle nostre piazze hanno confermato questo traguardo ulteriore consolidandolo ampiamente. Il “metallo sempre più prezioso” passa di mano a 4920$. Inutile aggiungere che l’argento è arrivato a 98,50$. Prezzi al rialzo anche per il petrolio questa mattina, Il Brent vale poco più di 65$ ed il Wti scambia ad oltre 60$ a barile. Concludiamo con il nostro reddito fisso notando che lo spread è appena risalito a 63 punti, così come i rendimenti al 3,50%. I prezzi dei Btp sono tutti al ribasso. Le borse europee continuano e terminano la seduta al ribasso. Tranne Francoforte di poco sopra la parità. I ribassi però sono modesti segno di un mercato incerto ed in attesa di qualche spunto operativo che indichi una strada. Sull’ Ftse Mib si confermano in parte gli andamenti dei titoli già prima segnalati. Relativamente al Forex l’andamento della seduta è confermato dai fixing in tabella ma nel pomeriggio l’Euro ha acquistato ancora più forza, lo stesso vale per la Sterlina contro Euro: 0,8664. La sorpresa positiva viene dal mercato obbligazionario. Lo spread ha terminato la settimana sotto la fatidica soglia dei 60 punti, attestandosi a 58 con l’ultimo rilevamento. Di pari passo in discesa i rendimenti al 3,48%, i prezzi dei titoli hanno chiuso contrastati. Infine si conferma il rialzo dei prezzi delle materie che hanno toccato i massimi proprio sul finale di giornata. Nell’ultima seduta di questa particolare settimana, anche la borsa americana si è dimostrata incerta e disorientata. Gli indici hanno chiuso così: L’ S&P 500 sulla parità, il DJ in perdita dello 0,50%, il Nasdaq con un +0,34%.
Borse Mondiali ed Europee: settimana a due facce quella appena trascorsa per le borse mondiali. I primi due giorni della settimana decisi ribassi generalizzati dovute alle parole minacciose pronunciate da Trump specie contro l’Europa, sulla faccenda Groenlandia. La mattina di mercoledì i ribassi sono stati limitati, gli operatori erano cauti ed attendevano chiarimenti dal discorso che il presidente Usa avrebbe tenuto a Davos alle 14,30. Rassicurati dalle sue parole:- non ci sarà nessun intervento armato per entrare in possesso dell’isola danese, e nemmeno dazi contro le otto nazioni europee che hanno schierato delegazioni militari sull’isola;- gli acquisti sui listini sono ripresi e gli indici europei hanno limitato le perdite. In serata (mercoledì) la borsa Usa ha chiuso positiva. La ripresa dei rialzi è poi continuata nella giornata di giovedì sia per le piazze asiatiche che per quelle del Vecchio Continente. L’ultimo giorno della settimana però le borse hanno di nuovo fatto un leggero passo indietro. Giorni di incontri, discorsi, dibattiti e tanta carne a cuocere, tutti aspetti che non riescono ad orientare i mercati in un verso o nell’altro.
Mercato obbligazionario domestico e spread: la scorsa settimana lo spread era sceso ai minimi ed i rendimenti pure. Anche i mercati obbligazionari hanno subìto delle oscillazioni vistose con i timori di altri dazi che potevano pesare sui conti dell’import-export. Spread risalito nella prima parte del periodo fino a 67/68 punti(massimo della settimana) per poi ripiegare da giovedì e tornare ai minimi dei giorni scorsi. I rendimenti dei titoli non hanno mai superato il 3,50%. Nell’ultimo giorno operativo una ventata di ottimismo ha colpito il settore che ha visto lo spread scendere ad un minimo di 58 punti con i rendimenti al 3,48%.
Mercato valutario: settimana movimentata sul Forex, le valute protagoniste di questi giorni sono state il Dollaro ed il Franco Svizzero. Già nel pomeriggio di lunedì il Dollaro ha iniziato ad indebolirsi nei confronti dell’Euro peggiorando decisamente a metà settimana. Giovedì in mattinata si è osservata una certa ripresa, ma già nel pomeriggio il rapporto di cambio restava 1,1750 con l’euro. La valuta elvetica al contrario si è rafforzata nei confronti dell’Euro raggiungendo a metà settimana il cambio più basso a 0,9268. Ultimi due giorni con Dollaro e Yen sempre deboli verso l’Euro mentre la Sterlina che ha sofferto contro l’Euro a metà settimana è tornata ai rapporti di cambio visti la settimana scorsa. Franco Svizzero sempre resiliente contro Euro.
Petrolio Brent: il prezzo del petrolio già dalla scorsa settimana aveva abbandonato i minimi, ed in questi giorni il valore del barile non ha subìto particolari oscillazioni. Il massimo di prezzo di 65 $ raggiunto lo scorso 13 gennaio si è rivisto il 21 gennaio quando Trump durante il suo discorso ha nominato i benefici che deriveranno (per gli Usa) dai 50 milioni di barili venezuelani. Per il resto il settore non è stato condizionato più del dovuto dai fatti della settimana. Solo venerdì i prezzi del petrolio sono risaliti dai primi scambi toccando i massimi del periodo, il motivo sembra scaturire dalle ultime minacce nei confronti dell’Iran pronunciate da Trump. Rischi di operazioni “estreme” tipo Venezuela alimentano negli addetti ai lavori la paura di una limitazione delle forniture di greggio provenienti da quell’area asiatica.
Oro: ma veniamo al protagonista assoluto di questi giorni sui mercati: il prezioso metallo giallo. Non sembra mai arrivare il traguardo per l’oro che addirittura avanza questa settimana con aumenti di prezzo dell’ordine di 100 $ al giorno. Di commenti ne abbiamo fatti già tanti, pertanto ci limitiamo a segnalare dei numeri: minimo e massimi di settimana 4650$ / 4980$. Pensiamo alle parole di alcuni analisti che circa sei mesi fa dissero: l’oro potrebbe arrivare anche a 5000$, ma non prima della fine del 2026.
| Date | 19/01/26 | 20/01/26 | 21/01/26 | 22/01/26 | 23/01/26 |
| FtseMib | 45196 | 44713 | 44488 | 45091 | 44832 |
| Dax(D) | 24959 | 24690 | 24561 | 24856 | 24901 |
| Cac40(Fr) | 8112 | 8063 | 8069 | 8149 | 8143 |
| Ftse100(Gb) | 10195 | 10127 | 10138 | 10150 | 10143 |
| Smi(Ch) | 13277 | 13170 | 13157 | 13228 | 13147 |
| Ibex35(E) | 17665 | 17429 | 17440 | 17663 | 17544 |
| Dow Jones | chiusa | 48489 | 49077 | 49384 | 49099 |
| Nasdaq100 | chiusa | 24988 | 25327 | 25518 | 25605 |
| S&P500 | chiusa | 6797 | 6876 | 6913 | 6915 |
| Nikkei225 | 53583 | 52991 | 51774 | 53689 | 53847 |
| Eur/Usd | 1,1631 | 1,1728 | 1,1739 | 1,1706 | 1,1742 |
| Eur/Gbp | 0,8671 | 0,8722 | 0,8744 | 0,8722 | 0,8681 |
| Eur/Chf | 0,9282 | 0,9268 | 0,9268 | 0,9283 | 0,9277 |
| Eur/Yen | 183,69 | 185,18 | 185,23 | 185,88 | 185,71 |
| Petrolio Brent | 63,95 | 64,87 | 65,27 | 63,98 | 66,29 |
| Usd a barile | |||||
| Oro ($ oncia) | 4676 | 4747 | 4832 | 4877 | 4984 |
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