Le Borse Mondiali ed i mercati finanziari dal 16 al 20 febbraio 2026
Scenari internazionali quanto mai incerti che non spaventano le Borse, anzi il bilancio finale è positivo. La Corte Suprema Usa blocca di dazi di Trump, l'Europa festeggia. Al rialzo anche le materie prime
Situazione geopolitica conferenze ed incontri internazionali: Nel fine settimana appena trascorso, 14/15 febbraio, si è tenuta a Monaco di Baviera la “Conferenza sulla Sicurezza”, evento che si ripete ogni anno dal 1963. Vi partecipano capi di Stato e di Governo non solo europei oltre a personaggi apicali di Organizzazioni Internazionali nonché rappresentanti delle Forze Armate. Tra i leader presenti hanno partecipato anche Zelensky, ed il Segretario di Stato americano M. Rubio. I temi affrontati sono stati quelli relativi ovviamente alla situazione Ucraina e come ci si potrà organizzare per garantire la sicurezza al territorio quando la guerra cesserà. Nel suo discorso Rubio ha parlato dei rapporti Europa-Usa che pur restando uniti, perché baluardo della cultura occidentale, devono prevedere una maggiore indipendenza ed autonomia in vari settori del Vecchio Continente. Quindi anche la Presidente UE Von der Lyen ha concluso confermando che l’Europa dovrà essere più autonoma ed indipendente nel gestire sicurezza, energia, commercio, e gestione di tecnologie digitali e materie prime.
Sul fronte medio orientale, si sono verificati nel fine settimana alcuni attacchi da parte dell’esercito israeliano che, a loro dire, dando la caccia ad alcuni elementi di Hamas hanno colpito determinati obiettivi. Ci sono state purtroppo una dozzina di vittime innocenti. Segnaliamo infine che martedì 17 si apriranno a Ginevra una serie di incontri. Ci sarà il trilaterale Russia-Ucraina-Usa per le negoziazioni di pace. Inoltre altri importanti incontri tra Usa ed Iran il cui argomento fondamentale sarà discutere i programmi sul nucleare.
Lunedì: Borse cinesi, coreana e vietnamita chiuse questa mattina per festività. Oggi è chiusa anche Wall Street. In Giappone invece, dove la seduta è regolare, l’indice Nikkei termina con una leggera perdita -0,24%, peggio il Topix -0,82%. Le borse europee aprono in leggero rialzo e così continua la seduta, fa l’andatura Madrid +1,15%, a distanza seguono le altre. Milano con un aumento contenuto (+0,37% alle 12,30) vede i titoli bancari in recupero dalle perdite della scorsa settimana oltre a Leonardo +2,29%, Unipol +2,10% e Poste Italiane +2%. Il mercato valutario questa mattina si mantiene stabile. €/$ 1,186 ed €/Yen 182,10 sono i cambi registrati alle 12,30. Per le materie prime l’oro si scambia intorno ai 5000$ e l’argento intorno ai 76,50$ l’oncia. In linea con i prezzi di fine settimana scorsa anche il petrolio Brent a 67,70$ a barile. Anche il settore obbligazionario domestico inizia la giornata senza particolari variazioni con lo spread a 62 punti i rendimenti al 3,38% ed i prezzi dei titoli in leggero ribasso. Finale contrastato per le borse europee, Madrid positiva +1%, come Zurigo e Londra ma in maniera minore. Parigi e Milano sulla parità, mentre è negativa Francoforte -0,46%. Ai rialzi dei titoli già segnalati occorre aggiungere i buoni risultati di Fincantieri +3,40%, Saipem +2,39% e Generali 1,30%. Il mercato dei cambi ha continuato la seduta senza scossoni, per essere pignoli segnaliamo l’euro nel pomeriggio in leggera ripresa. L’oro sceso sotto i 5000$ già da metà seduta ma con un andamento stabile si scambia in serata a 4992. Sale invece il prezzo del Brent che rivede quota 68,40 a barile. Anche per il settore obbligazionario domestico lo scenario non cambia, la seduta termina con i valori stabili.
Martedì: questa mattina la borsa di Tokyo vede la seduta terminare negativa, entrambi gli indici chiudono al ribasso, il Nikkei -0,42%, ed il Topix -0,68%. Anche oggi non tutte le piazze asiatiche sono aperte. In Europa la mattinata ha visto i mercati muoversi a rilento e con pochi stimoli, gli indici poco mossi in un senso o nell’altro se non fermi intorno alla parità. Si attende l’apertura di New York per avere la solita guida, il solito orientamento. Piazza Affari a due ore dalla chiusura delle contrattazioni guadagna mezzo punto percentuale e vede salire i seguenti titoli: Erg +5,25%, Italgas+2%, Telecom +2,32%. Positivi anche tre titoli bancari: B.ca Intesa, Monte Paschi ed Unicredit con guadagni superiori all’1%. Al ribasso Diasorin e Fincantieri entrambe di circa -3,50%. Sul mercato valutario oggi l’Euro è più debole, sia Dollaro che Yen sono in ripresa ed i rapporti di cambio alle 15,45 risultano i seguenti: €/$ 1,1824 ed €/Yen 181,44. Sterlina più debole nei confronti dell’Euro, il cross infatti è salito a 0,8740. Prezzi delle materie prime al ribasso nella giornata odierna. L’oro scambiato in mattinata in area 4950 è sceso a 4890/4900 nel primo pomeriggio. L’argento è indietreggiato a 74$; stessa sorte per il petrolio che ritorna a 67,70$ a barile. Concludiamo la panoramica con uno sguardo al mercato obbligazionario domestico dove vediamo lo spread fermo a 62 punti i rendimenti in leggero ribasso al 3,36% ed i prezzi dei titoli al rialzo. Andando verso la conclusione della giornata, tutti gli indici si sono indirizzati verso il rialzo, ed in Europa le chiusure sono tutte positive. I progressi sono compresi tra il massimo del Dax +0,82% ed il minimo del Cac40 +0,54%. Invariati i cambi mentre scendono i prezzi di oro e petrolio. Invariati anche i rendimenti dei nostri Btp con lo spread che oscilla tra 62/61 punti base. Dopo quasi tre ore di contrattazione la borsa Usa ci mostra il Nasdaq in territorio negativo, e gli altri due indici sulla parità.
Mercoledì: ieri sera la prima seduta della settimana per la borsa americana non riserva sorprese. Gli indici chiudono intorno alla parità mostrando una leggera flessione per il Nasdaq, ed un piccolissimo incremento per gli altri due. Continuano le festività asiatiche per il Capodanno Lunare, e le borse orientali lavorano a macchia di leopardo. Ma in Giappone dove si è tenuta la seduta regolarmente gli indici sono stati positivi, entrambi hanno chiuso con oltre l’1% di guadagno. Il rialzo si deve al fatto che gli operatori danno fiducia all’operato del primo ministro Takaichi in materia economico finanziaria, e anche a fattori più diretti come i buoni dati sull’esportazioni giapponesi. Borse europee positive anche questa mattina, dopo due ore di scambi gli indici sono tutti al rialzo, in testa Madrid +1,20% fino a Parigi +0,44%. Milano guadagna quasi l’1%, i titoli bancari fanno l’andatura, Mediobanca in testa +6%. A seguire Erg +7%, Leonardo +3%, Saipem +1,80%. Il settore valutario non presenta particolari scostamenti, i cambi restano in linea con quelli registrati ieri sera. Risalgono invece i prezzi per oro e argento. Il metallo giallo è scambiato a 4920$ l’oncia e l’argento a 75,85$. Sui livelli dei prezzi di ieri il petrolio Brent il cui barile passa di mano a 67,80$. Infine osservando il settore del reddito fisso domestico vediamo lo spread a 61 punti base, i rendimenti al 3,35% con i prezzi dei Btp contrastati. Il trend rialzista si è rafforzato in giornata per mostrare il meglio di se in fase di chiusura forse anche perché da oltre Oceano arrivano segnali positivi. Il finale è positivo con +1,30% per l’Ftse Mib, si confermano le performance dei titoli già segnalati prima, anzi migliorati. Nel mercato Forex abbiamo assistito ad un peggioramento dello Yen, tornato ad un rapporto con l’Euro maggiore di 182. Discreta la tenuta del Dollaro che nel pomeriggio migliora. Il rialzo costante durato tutta la giornata ha consentito all’oro di rivedere la soglia dei 5000$ l’oncia. L’argento segue a ruota e risale a 77/78 $ l’oncia. Tra le materie il petrolio Brent fa un vero e proprio balzo arrivando a 69,50$ a barile spinto dai timori di un possibile attacco Usa nei confronti dell’Iran in quanto nei colloqui di Ginevra le divergenze non si sono attenuate. Stabile il settore obbligazionario, i valori segnalati prima sono rimasti pressoché invariati nel pomeriggio.
Giovedì: Ieri sera la chiusura di New York è stata positiva. Contrastate invece risultano le chiusure delle piazze asiatiche, Tokyo risulta tra le piazze positive. In Europa apertura al ribasso per tutte le borse, tranne Zurigo. L’indice Smi continua la sua fase positiva toccando nuovi record. La geopolitica si riprende la scena, potrebbe essere questa la causa del ribasso, gli incontri di Ginevra dagli esiti incerti, ed oggi a Washington il Bord of Peace progetto di Trump abbastanza discusso. A metà seduta comunque tutte le piazze sono al ribasso, anche Zurigo ha invertito la tendenza. Milano vede in discesa i titoli legati all’energia: A2A -3,92%, Edison -5%, Erg 5,50%; ma non passa inosservata la profonda perdita di Fincantieri -9% e Stellantis -3,50%. Sul mercato valutario il Dollaro stamane in ripresa contro l’Euro porta il cambio ad 1,1780; mentre perde leggermente di forza lo Yen di nuovo a 182,24 contro Euro. Forte rialzo del prezzo del petrolio, sia il Brent che il Wti hanno rivisto quotazioni dimenticate da tempo. Il primo a 71,50 ed il secondo a 66,50$ a barile. I motivi li abbiamo già accennati, e sono gli stessi che stanno diffondendo timori anche nei comparti azionari. Il metallo giallo però stamane è in leggera flessione nei confronti dei prezzi di ieri sera e passa di mano a 4980$ l’oncia. Sul settore obbligazionario i rendimenti sono il leggero rialzo al 3,37% lo spread a 62 punti con i prezzi dei titoli al ribasso. L’andamento continua invariato per tutto il giorno e le chiusure delle piazze europee sono tutte negative. I ribassi sono compresi tra il -1,22% dell’Ftse Mib ed lo -0,05% dello Smi svizzero. Si accentua il ribasso di Fincantieri e Stellantis e si confermano le flessioni per i titoli del settore energia. Il calo dei titoli legati a tale comparto è dovuto alla pubblicazione del decreto bollette emesso dal nostro Governo. La misura contenuta nel decreto che ha spaventato la borsa è quella che farà cambiare il meccanismo di formazione dei prezzi sul mercato elettrico italiano, discostando il nostro paese dalle regole comunitarie. Sul valutario il Dollaro continua a migliorare verso l’Euro, mentre il cambio della valuta europea resta invariato contro lo Yen. In tarda serata l’oro viene scambiato a 4994$, ma il grafico intraday lascia trapelare una certa volatilità. L’argento in linea con il metallo giallo finisce a 78,20$. Il petrolio conferma il rialzo ed il barile vale 71,70$. Infine i valori finali sul mercato obbligazionario domestico ci mostrano lo spread a 61 punti i rendimenti al 3,35%, i prezzi dei titoli hanno chiuso al ribasso.
Venerdì: La borsa di Wall Street ieri sera ha chiuso al ribasso per tutte e tre gli indici, comunque i segni meno non hanno superato -0,54% del DJ. Anche le piazze asiatiche, quelle aperte, stamattina hanno chiuso al ribasso, il Nikkei ha perso l’ 1,12% per realizzi diffusi. Sempre in Asia ha fatto eccezione l’indice coreano con un +2,31%. Contrariamente alle attese le borse europee aprono al rialzo. Dopo un’ora di scambi Piazza Affari + 0,77% vede un rimbalzo di prezzo per Fincantieri e Stellatis. Ampi rialzi anche per Unipol +6% e Ferragamo +5,50%. Nessuna sorpresa questa mattina per il mercato valutario, i cambi dell’Euro contro le principali valute restano stabili. Per le materie prime l’oro stamane si scambia di nuovo oltre i 5000$ (5022 alle ore 10,00); sale in scia anche l’argento a 79,50$; si conferma stabile il prezzo del Brent 71,50$ a barile. Nessuna variazione anche per i dati relativi al settore obbligazionario, spread 61 punti rendimenti 3,35% prezzi dei titoli al rialzo. Ma tutte le piazze europee incrementano e consolidano i rialzi quando si diffonde la notizia che la Corte Suprema Americana ha bocciato la manovra sui dazi di Trump. Pur consapevoli che al presidente Usa, che gode di ampi poteri, non mancano i modi per aggirare il veto della Suprema Corte, le borse europee hanno comunque festeggiato. In chiusura Milano e Parigi sono state le migliori (+1,40%, +1,39%), a seguire le altre. A fine seduta regine della giornate le azioni Moncler +13,41%, ed Unipol +8,67%; bene anche i titoli bancari. Sul mercato Forex la giornata è proseguita con una certa stabilità, i cambi €/$ a 1,1760 ed €/Yen a 182,70 registrati in tarda serata non si discostano molto dai fixing in tabella. Il prezzo del petrolio ha trovato equilibrio in area 71,40/71,60$ a barile ed è rimasto stabile per tutta la seduta. Non così invece per i metalli preziosi, l’oro che ha consolidato di nuovo i 5000$ in tarda serata viene scambiato a 5080$, ma ancora meglio fa l’argento che balza a 84,20$ l’oncia negli scambi serali. Gli ultimi valori relativi al mercato obbligazionario domestico ci mostrano lo spread a 61 punti ed i rendimenti al 3,34%, quindi stabili. Chiusura dei Btp con andamento contrastato. L’ultima seduta della settimana vede gli indici della borsa Usa chiudere positivi.
Borse Mondiali ed europee: settimana dall’andamento decisamente contrastato per le borse mondiali. A disorientare i mercati azionari ad inizio periodo ci hanno pensato varie ricorrenze e festività che hanno tenuto chiuse diverse borse. Quelle americane lunedì e durante tutta la settimana a macchia di leopardo varie piazze asiatiche per il Capodanno Cinese. Questa situazione ha fatto si che quell’effetto trascinamento di un mercato a seguito dell’andamento di un altro non si verificasse. Fatto positivo perché evidenzia lo status di ogni piazza con più autonomia. Pertanto, se i primi giorni del periodo i mercati sono stati influenzati più da aspetti tecnico economici, nella seconda ed ultima parte della settimana gli eventi geopolitici si sono fatti di nuovo portatori di motivi di incertezze che hanno spinto gli operatori ad alleggerire posizioni rialziste. Vendite diffuse hanno infatti portato giù i listini nella giornata di giovedì. Si è trattato comunque di un fatto transitorio, l’ultima seduta del periodo in esame ha visto tutte le piazze mondiali salire, tranne qualche eccezione in asia questa mattina. Nonostante il susseguirsi di notizie che avrebbero potuto influire sugli indici ponendo le borse quanto meno in una fase d’attesa, il bilancio finale è positivo per tutti i listini. Alla fine sono i numeri che contano, se il lettore confronta gli indici in tabella noterà come parecchi benchmark sono sui massimi.
Mercato obbligazionario e spread: cinque giorni operativi con un mercato obbligazionario domestico tranquillo. Non abbiamo visto particolari variazioni sullo spread, la forbice si è mantenuta molto stretta tra un minimo di 60 ed un massimo di 62 punti base. I rendimenti dei nostri Btp sono invece scesi di qualche frazione attestandosi e mantenendosi ai minimi di 3,34% – 3,36%. Nel complesso l’andamento settimanale dei prezzi dei Btp si è dimostrato altalenante, ma ciò non ha impedito ai rendimenti di restare ai minimi da inizio anno.
Mercato valutario: nel settore valutario il cambio Euro/Dollaro rimasto stabile nei primi due tre giorni ha cominciato poi a propendere a favore della valuta Usa. Il cross infatti è ridisceso sotto la soglia di 1,18 attestandosi ad 1,1750 per poi restare stabile intorno a questo rapporto fino a fine periodo. Contrario il comportamento del cambio Euro/Yen. La valuta giapponese che aveva dimostrato una certa debolezza la scorsa settimana, ha cominciato un recupero costante che ha toccato il momento migliore martedì quando il cross è sceso a 181 Yen per un Euro. Leggera risalita del rapporto nella seconda parte della settimana dove si è rivisto e confermato un cambio di 182,50 circa.
Petrolio Brent: Il prezzo del Brent già da alcune settimane era risalito dai minimi dimostrando i giorni passati una buona tenuta dell’area 67/69$. In questi cinque giorni ha ulteriormente guadagnato valore superando di slancio i 70$ a barile e posizionandosi con decisione nella fascia 71/72 Dollari. Il valore ha rivisto i massimi di cinque sei mesi fa. Tale rialzo va attribuito agli esiti incerti degli incontri Usa-Iran in tema di accordo sul nucleare. Il susseguirsi di colloqui dai quali non derivano decisioni ferme, e lo schieramento della flotta americana nel Golfo Persico che sembra si andrà ad infoltire, non rasserena certo gli operatori. Il risentimento quindi sul prezzo del petrolio è immediato pur sperando tutti che Trump si astenga da un eventuale intervento armato.
Oro: il metallo giallo ha mostrato in questo periodo un andamento abbastanza regolare, senza strappi di prezzo come avvenuto nelle settimane passate. Non sono mancati comunque giorni in cui si è osservata una certa volatilità intraday. Tutti i movimenti sono rimasti compresi in una fascia di prezzo minimo di 4880 ed una massima di 5080 dollari. Il bene rifugio ha ovviamente risentito del clima incerto a livello internazionale, non a caso gli acquisti sono cominciati ad aumentare nella seconda parte della settimana, sulla base delle rinnovate incertezze dello scenario internazionale.
| Date | 16/02/26 | 17/02/26 | 18/02/26 | 19/02/26 | 20/02/26 |
| FtseMib | 45419 | 45764 | 46361 | 45794 | 46473 |
| Dax(D) | 24801 | 25005 | 25287 | 25044 | 25261 |
| Cac40(Fr) | 8316 | 8361 | 8429 | 8399 | 8515 |
| Ftse100(Gb) | 10474 | 10545 | 10692 | 10627 | 10687 |
| Smi(Ch) | 13656 | 13753 | 13807 | 13800 | 13860 |
| Ibex35(E) | 17848 | 17980 | 18202 | 18018 | 18186 |
| Dow Jones | chiusa | 49533 | 49663 | 49395 | 49626 |
| Nasdaq100 | chiusa | 24702 | 24899 | 24797 | 25013 |
| S&P500 | chiusa | 6843 | 6881 | 6862 | 6910 |
| Nikkei225 | 56806 | 56566 | 57144 | 57467 | 56826 |
| Eur/Usd | 1,1855 | 1,1826 | 1,1845 | 1,1753 | 1,1767 |
| Eur/Gbp | 0,869 | 0,8733 | 0,8724 | 0,8738 | 0,8728 |
| Eur/Chf | 0,9129 | 0,9116 | 0,9124 | 0,9119 | 0,9132 |
| Eur/Yen | 181,79 | 181,06 | 181,99 | 182,05 | 182,63 |
| Petrolio Brent | 68,36 | 67,09 | 69,5 | 71,85 | 71,6 |
| Usd a Barile | |||||
| Oro ($ oncia) | 4992 | 4885 | 5002 | 4990 | 5070 |
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