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Le Borse ed i mercati finanziari dall’ 8 al 12 dicembre 2025: il taglio dei tassi negli Usa
Le Borse mondiali nei primi tre giorni della settimana caute ed in attesa di una decisione della Fed sui tassi

taglio dei tassi negli Usa

Confermato il taglio dei tassi negli Usa, una nuova tegola si abbatte su Wall Street il crollo di Oracle e di Broadcom con possibile ripercussione sul settore tecnologico.

Geopolitica, Sicurezza, Asset russi sequestrati. Parecchi e complessi gli eventi del fine settimana appena trascorso (6/7 dicembre). Giorni difficili per l’Ucraina che ha subito bombardamenti costanti e intensi da parte dei Russi. I danni sono stati notevoli, anche in termini di vite umane, ma la cosa più grave è lo stallo delle negoziazioni di pace. Quello che lascia perplessi, anche se dal personaggio ci si può aspettare di tutto, è l’atteggiamento di Trump. Il presidente Usa aveva da sempre dimostrato una certa ostilità nei confronti di Zelensky, ma ora la sua antipatia si è estesa anche a tutta l’Europa, prova ne sia tutto il rapporto pubblicato da Trump sulla sicurezza nazionale, nel quale invita l’Europa a badare da sola alla sua sicurezza. Quasi rinnegando l’esistenza degli Organismi di Difesa e Collaborazione Internazionali. Al contrario dimostra grande simpatia per Putin, al punto che il leader del Cremlino sentendosi spalleggiato ha a sua volta espresso pesanti parole contro l’Europa accusandola di non favorire i trattati di pace.

Ad aggravare questa situazione si aggiunge la faccenda degli asset russi sequestrati e custoditi in massima parte in Belgio il cui eventuale utilizzo da parte europea creerebbe un pericoloso risentimento del Cremlino che minaccia gravi ritorsioni.

Il Presidente francese Macron ha effettuato un viaggio in Cina in questo fine settimana, i malpensanti parlano di interessi economici diretti Francia Cina. I benpensanti ipotizzano che Macron cerchi l’aiuto di Xi Jinping per fare da mediatore con Putin.

Lunedì: La borsa di Tokyo ha concluso le contrattazioni con un leggero segno positivo. Senza particolari temi la piazza nipponica resta in attesa di vedere i movimenti delle altre borse. In Europa la seduta inizia anche qui tranquilla, dopo un’ora di scambi i mercati ruotano intorno alla parità, la migliore è Parigi con un +0,40%. A Milano la borsa è aperta, ma essendo oggi giorno festivo in Italia, si prevedono scarsi volumi essendo assenti gli operatori bancari. Nonostante ciò alcuni titoli in evidenza reggono l’indice: B.ca Monte Paschi +3,70%, B.ca Ifis +3%, Fincantieri+3%, Mediobanca +2%. Al ribasso: Stellantis -1% ed Stmicroelectronics -1,36%. Il Forex ci mostra il cambio con il Dollaro stabile mentre lo Yen di nuovo a 181,17. Per le materie prime l’oro segna 4210$ ed il Brent 63,66$ a barile (questo alle ore 10,00). Il mercato obbligazionario domestico inizia stamane con i valori di venerdì per lo spread 69 punti mentre i rendimenti salgono a 3,51%, prezzi dei titoli in discesa. Nel corso della seduta tutte le borse hanno girato verso il basso, e così si apprestano a chiudere, in controtendenza solo Zurigo. Piatta la chiusura di Piazza Affari ma si confermano le performance dei titoli segnalati prima. Le borse attendono la riunione Fed di mercoledì. Tutta la situazione politica internazionale non giova certo ai mercati. Stabile il mercato valutario, i cambi non si discostano molto anche dai fixing in tabella. L’oro durante la seduta ha subito una leggera flessione di prezzo, lo stesso vale per il Brent che ha perso circa 1 dollaro nei confronti di venerdì. Il settore del reddito fisso termina la giornata con lo spread in leggero rialzo 71 punti, come i rendimenti 3,57%. A metà seduta gli indici Usa sono tutti al ribasso di circa un -0,40%. Fronte negoziati di pace Ucraina-Russia. Continuano i viaggi in Europa di Zelensky che oggi a Londra ha incontrato i “volenterosi”, poi andrà a Bruxelles e domattina sarà a Roma. Ci auguriamo che gli incontri siano orientati a fargli accettare gli accordi di pace, piuttosto che ad accontentarlo con armi e finanziamenti.

Martedì: La chiusura della borsa Usa di ieri sera conferma l’andamento della seduta, gli indici sono negativi. Stamattina negative alcune piazze asiatiche, il Nikkei di Tokyo positivo ma poco sopra la parità. In Europa le borse sono contrastate, la migliore dopo due ore di negoziazione è Milano con un +0,60%. In evidenza oggi per rialzi Leonardo +3,50%, Fincantieri +2%, Generali 2,60%, B.ca Mediolanum +3,30%. Per ribassi Saipem -1,58%, Tenaris -1,20%. Mercato valutario con Euro in rafforzamento anche se lieve contro Dollaro e Yen. Alle 11,00 i cross sono rispettivamente 1,1656 ed 181,90. Per le materie prime l’oro oggi viene scambiato a 4204$, mentre il petrolio Brent intorno ai 62,40$. Nel settore del reddito fisso si conferma la leggera crescita dei rendimenti 3,57% mentre lo spread come ieri a 70 punti base. Tra alti e bassi ma comunque in mancanza di una direzione precisa si conclude anche quest’altra giornata sui mercati europei. Gli indici chiudono contrastati, la migliore è Francoforte +0,49%, la peggiore Parigi -0,69%. Milano conclude con un +0,33% grazie ai rialzi dei titoli sopra già segnalati che si sono rafforzati ulteriormente. Sul mercato valutario peggiora lo Yen che contro l’euro viene scambiato a 182,46, il peggioramento nel pomeriggio; il dollaro resta abbastanza stabile. L’oro durante il pomeriggio è leggermente salito e gli ultimi scambi serali lo vedono passare di mano a 4211$ l’oncia. Il Brent al contrario scende sotto quota 62$, gli ultimi scambi serali avvengono a 61,90$ a barile. Il mercato domestico del reddito fisso termina la giornata con lo spread a 70 punti i rendimenti al 3,55% ed i prezzi dei Btp in leggero rialzo. La borsa americana conclude la giornata odierna con gli indici poco mossi dopo una seduta senza particolari spunti operativi.

Mercoledì: Anche le terza giornata della settimana si conclude con gli indici asiatici piatti, continua l’attesa per la riunione della Fed di oggi pomeriggio. Anche i mercati orientali non stanno mostrando nessuno spunto operativo particolare. Con la stessa aria di attesa iniziano le contrattazioni nel Vecchio Continente e si trascinano lente e deboli per tutta la mattinata. A metà seduta, tranne Londra, tutte le borse europee sono negative. Anche gli altri settori sono stabili, i cambi restano in linea con i valori ieri sera. Per le materie prime l’oro si scambia intorno a 4200$ e in leggero recupero il Brent lo vediamo a 62,30$. La giornata si chiude con gli indici al ribasso, tutti sono in attesa della riunione Fed di questa sera alle 20,00 (ora italiana). Degno di nota il ribasso dei seguenti titoli Fincantieri -3,62%, Ferrari -4,40%. In senso inverso Unicredit +1,55%, Prysmian +2,40%, tanto per citare titoli presenti nel paniere del FTSE Mib. IL mercato del Forex è rimasto abbastanza stabile, basta paragonare i fixing di ieri con quelli di oggi. Dello Yen debole ne abbiamo parlato, scambia con l’Euro a 182,13. Tra le materie, se oro e petrolio Brent mantengono i prezzi in linea con quelli di stamattina, è degna di nota la costante salita del prezzo dell’argento che oggi ha raggiunto quota 60$ l’oncia. Invece il settore domestico dei Titoli di Stato anche oggi ha registrato un aumento dei rendimenti, le ultime di oggi lo segnala 3,56%. Anche lo spread risale dai minimi della scorsa settimana e chiude oggi a 71 punti base. A metà seduta Wall Street viaggia in territorio di poco positivo. In attesa della riunione di questa sera che per il presidente Jerome Powell potrebbe essere l’ultima, la Banca Centrale del Canada si è già espressa lasciando i tassi invariati. Una notizia di macroeconomia relativa all’Italia riguarda l’industria. Da comunicato dell’Istat la produzione industriale è diminuita nel mese di ottobre dell’ 1% nei confronti del mese di settembre, si osservano pure flessioni per i beni di consumo e strumentali.

Giovedì: Secondo le previsioni il taglio dei tassi di interesse da parte della Fed di 25 punti base è avvenuto. Il costo del denaro in Usa scende in una forbice che va tra il 3,50 ed il 3,75%. Per la Fed è la terza volta consecutiva che viene effettuato un taglio. Inoltre dal discorso di Powell non si esclude un proseguimento per questa strada anche l’anno prossimo ma con maggiore moderazione (forse un solo taglio). Come immediata reazione gli indici Usa che andavano verso il finale di seduta sono saliti chiudendo tutti ben positivi. In nottata anche le piazze asiatiche sono partite all’insegna del rialzo. Ma l’effetto in Asia è stato effimero in quanto svanito presto a causa di nuove preoccupazioni provenienti dal settore tecnologico ed AI. Il titolo Oracle nelle contrattazioni serali newyorkesi ha perso quasi il 12% facendo tornare le preoccupazioni di circa un mese fa. Le piazze asiatiche adeguandosi al clima terminano tutte al ribasso. Giocoforza anche in Europa il clima è turbato, la seduta delle borse dopo un’ora di contrattazione è al palo, solo Parigi mostra un minimo di ottimismo +0,40%. In Piazza Affari salgono i titoli legati alla moda Cucinelli +3,50%, Ferragamo +1,50%. In conseguenza del taglio dei tassi in America, l’Euro si rafforza sul Dollaro e viene scambiato a 1,170. Lo Yen scambia a 182,40 contro Euro. Per le materie prime l’oro si mantiene intorno ai 4218 $ l’oncia e il petrolio Brent intorno ai 61,50 $. Continua a salire il prezzo dell’argento che ha superato i 62$ l’oncia. Per il settore obbligazionario domestico i primi dati mattutini sono in linea con quelli di ieri: 71 punti lo spread e 3,56% i rendimenti dei Btp. Cambiamento di direzione da metà seduta, le borse europee trovano qualche spunto operativo e gli indici salgono. Milano chiude con un +0,54% sostenuta da alcuni titoli bancari (Unicredito e B.ca Intesa) oltre da Cucinelli già segnalato che ha confermato nel pomeriggio la buona performance. Positive anche le altre piazze tranne Zurigo poco sotto la parità. Il mercato dei cambi ha visto un Euro rinforzarsi ulteriormente nella giornata odierna. I fixing in tabella rendono idea di ciò. Negli scambi pomeridiani la tendenza si conferma. Impennata del prezzo dell’oro (4270$) alle 19,00 e caduta del Brent 60,90$ sono i valori delle materie prime. Se nel caso del metallo giallo questo può essere dovuto al taglio dei tassi, nel caso del petrolio i soliti squilibri tra domanda ed offerta per il prossimo anno ed i timori espressi dall’Agenzia Internazionale per l’Energia che prevede un surplus record con punte di 4 milioni di barili al giorno a livello mondiale comprimono il prezzo. Infine inversione di tendenza anche per lo spread il cui ultimo rilevamento segna 68 punti ed i rendimenti al 3,52%, i prezzi dei Btp sono tutti saliti. A metà seduta Wall Street vede in verde il DJ e in perdita il Nasdaq che risente di un altro attuale -12,20% di Oracle.

Venerdì: seduta positiva per le piazze asiatiche, il Giappone non è da meno ed il Nikkei chiude al rialzo dell’1,37%, sulla base di notizie economiche interne migliori del previsto ed un recupero dei titoli tecno. Si accodano anche le piazze europee a questa scia rialzista e le prime battute vedono gli indici con guadagni minimi di 0,50%. A Milano (+ 0,70% dopo la prima ora di scambi) fanno l’andatura alcuni titoli bancari, Leonardo e Stellantis. Nel settore valute i cambi si mantengono stabili a meno di un impercettibile arretramento dell’Euro. Per le materie prime invece l’oro è alla soglia dei 4300$ l’oncia e stamane anche il petrolio Brent è in leggera rimonta 61,60$ a barile. Spread in discesa (67 punti) e rendimenti stabili sono i primi segnali che arrivano questa mattina dal settore obbligazionario domestico. La seduta prosegue positiva, anche se meno delle battute iniziali, ma quando apre Wall Street, che apre al ribasso, lo scenario in Europa cambia. Le piazze del Vecchio Continente invertono la tendenza gli indici cominciano a scendere sempre più rapidamente seguendo l’andamento d’oltre Oceano ma senza un vero motivo. Fatto è che passano in territorio negativo e le chiusure sono quindi tutte in rosso. Il motivo che spinge al ribasso la borsa Usa va cercato nella discesa dei titoli tecnologici, oggi tocca a Broadcom -10%, che ritornano a fare preoccupare gli operatori. Il mercato valutario conferma negli scambi pomeridiani l’andamento della giornata. Gli ultimi cambi sono in linea con quelli in tabella. L’oro è stato protagonista oggi. Con violente oscillazioni di prezzo in un verso o nell’altro il metallo prezioso ha toccato un massimo di 4350$, per poi ripiegare ed essere scambiato per il resto dalla seduta intorno ai 4300$. Il petrolio Brent continua a mantenersi in area 61,40 $ a barile. Infine le ultime segnalazioni riportano il valore di 70 punti base per lo spread con i rendimenti al 3,55%.

Borse mondiali ed europee: un’altra settimana interlocutoria per le borse mondiali, gli indici dimostrano un andamento incerto e disorientato. I primi tre giorni si è operato semplicemente puntando alla decisione della Fed in merito al taglio dei tassi. Una volta che ciò è avvenuto se ne sono giovati solo gli indici Usa nella chiusura di mercoledì. Immediatamente dopo però altri eventi legati a titolo dell’area AI (Oracle) con i loro andamenti negativi mettono in discussione quella già debole speranza di ripresa. Nella giornata di giovedì, forse inaspettatamente, i mercati hanno ripreso un certo vigore e scrollandosi di dosso eventuali timori sono ripresi i rialzi. Positive infatti le piazze europee. In serata anche gli indici Usa sono saliti, tranne il Nasdaq condizionati dal ribasso dei titoli tecnologici, Oracle in particolare. Ma una vera seduta di rialzo generalizzato è stata quella delle piazze asiatiche di venerdì, l’ultimo giorno del periodo ha infatti portato rialzi in quei mercati, dove anche il settore AI e tecno ne hanno beneficiato. Infatti il bilancio settimanale del Nikkei 225 è positivo. Diversamente invece il finale di settimana sui mercati europei ed americani. I primi dopo quasi tutta la giornata al rialzo hanno invertito la tendenza in scia con l’apertura di New York partita male a causa della discesa dei titoli tecnologici ed AI. La piazza americana invece negativa per tutta la seduta termina con gli indici al ribasso, in particolare il Nasdaq lascia sul terreno quasi il 2%.

Mercato obbligazionario: è continuato anche questa settimana il buon andamento del settore del reddito fisso domestico. Dopo i minimi dello scorso periodo, anche in questi cinque giorni lo spread ha confermato, anzi incrementato di poco la discesa toccando venerdì i nuovi minimi (67 punti contro Bund). I rendimenti hanno ripreso qualche centesimo e si sono attestati in una forbice percentuale tra 3,51% minimo e 3,57% massimo.

Mercato valutario: il comparto ha visto un certo equilibrio nei cambi per i primi tre giorni della settimana. Dal pomeriggio di mercoledì, a seguito delle decisioni di politica monetaria da parte della Fed, abbiamo assistito ad un rafforzamento dell’Euro nei confronti specialmente di Dollaro e Yen. I cambi riportati in tabella mostrano la variazione avvenuta. Anche gli scambi pomeridiani e serali hanno mantenuto quella tendenza.

Petrolio Brent: prezzo del Brent in discesa questa settimana, giovedì il prezzo ha toccato un minimo (meno di 61 dollari a barile) che da tempo non si registrava. Come sempre condizionato dall’ equilibrio tra domanda ed offerta di greggio, dalle osservazioni e dalle comunicazioni di notizie da parte degli organismi di controllo del settore (Opec ed Aie), e dalla attuale situazione geopolitica, il prezzo ha oscillato in questa area ristretta 61-63 dollari a barile. Se gli accordi di pace per la guerra in Est Europa si raggiungeranno presto definendo anche la commercializzazione del greggio russo, il prezzo del barile potrebbe trovare la sua direzione.

Oro: settimana di deciso rialzo per il metallo giallo che specialmente dopo la decisione Fed si è ulteriormente rafforzato confermando il vecchio adagio: il prezzo dell’oro si muove in senso inverso ai tassi di interesse. Nei cinque giorni siamo passati dai minimi di lunedì 4180 ai massimi di venerdì 4350 dollari. Segnaliamo infine l’andamento dell’argento che si muove in genere a rimorchio del suo parente più prezioso. In questi cinque giorni il metallo grigio ha oscillato in una forbice di prezzo che è andata da 58 a 64 dollari l’oncia con un incremento di circa il 10%.

Date 08/12/25 09/12/25 10/12/25 11/12/25 12/12/25
Ftse Mib 43433 43574 43465 43702 43514
Dax(D) 24046 24163 24110 24295 24186
Cac40(Fr) 8108 8053 8023 8086 8069
Ftse100(Gb) 9645 9642 9656 9703 9649
Smi(Ch) 12981 12931 12921 12905 12887
Dow Jones 47739 47560 48058 48704 48458
Nasdaq 100 25628 25669 25776 25687 25197
S&P 500 6847 6841 6887 6901 6827
Nikkei 225 50582 50655 50603 50149 50836
Eur/Usd 1,1655 1,1637 1,1634 1,1714 1,1731
Eur/Gbp 0,8746 0,8735 0,8741 0,8751 0,8767
Eur/Chf 0,9388 0,9385 0,9356 0,9333 0,9333
Eur/yen 181,29 181,96 181,32 182,25 182,99
Petrolio Bre 62,79 62,02 61,82 60,99 61,34
Usd a barile
Oro 4188 4211 4200 4276 4292
Usd oncia
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