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Le Borse ed i mercati finanziari dal 6 ottobre al 10 ottobre
Politica internazionale, attesa per la ratifica dell'accordo di pace in Medio Oriente. Le parole di Trump. Argomenti che condizionano i mercati.

Borse e mercati finanziari

Buone speranze per una tregua in Medio Oriente. Come reagiranno i mercati?

Politica: Il primo week-end di ottobre si spera che potremo ricordarlo per un motivo importante che riguarda il conflitto in Medio Oriente. Anche Hamas in settimana ha accettato con qualche riserva il piano in venti punti di Trump, rilanciando su tre fondamentali argomenti: il rilascio degli ostaggi con contestuale tregua durante l’operazione. Ritiro dell’esercito israeliano entro i vecchi confini ante invasione Gaza City e cessate il fuoco definitivo. Questa materia sarà oggetto degli incontri che iniziano lunedì 6 in Egitto. Saranno presenti i rappresentanti Israeliani e di Hamas con una delegazione Usa.

Altro argomento che ha tenuto banco durante la settimana scorsa e con epilogo sabato è stato quello della Sumud Flotilla. Le barche della spedizione umanitaria hanno raggiunto lo sbarramento navale (illegittimo) di Israele, hanno subìto l’abbordaggio e i volontari sono stati portati a terra in stato di fermo. Stanno rientrando in patria con i fogli di via. La missione che si sapeva non poteva avere altro scopo che non quello del risveglio delle coscienze è riuscita nel suo intento.

Economia: In mancanza di particolari notizie economiche internazionali, ci soffermiamo su quelle interne che sono relative alla manovra finanziaria. Si inizia a configurare la nuova legge di bilancio e sono iniziate a circolare le prime voci relative ad importi da destinare e a quali settori. Aliquote di tassazioni, sgravi fiscali e misure per il contenimento della spesa.

Lunedì: La giornata inizia con l’eclatante notizia proveniente dal Giappone. L’indice Nikkei 225 chiude la seduta con un + 4,80% (47944 punti) il motivo è dovuto all’elezione di Sanar Takaichi del partito conservatore nipponico prossima alla guida del governo giapponese. I mercati gioiscono conoscendo la sua politica fiscale espansiva, e scommettono sul rilancio dell’economia giapponese. Al contempo crolla lo Yen del 2% penalizzato anche dal taglio dei tassi che slitterà.

In Europa la giornata inizia con i mercati al ribasso, spicca quello di Parigi (-2% )dove a causa delle dimissioni del Governo Lecornu aumenta la situazione di instabilità politica ed economica francese.

Il mercato valutario vede questa mattina l’Euro indebolirsi su tutte le valute scambiate. Il Dollaro registra un tasso di cambio di 1,1670. Si apprezzano anche Sterlina e Franco Svizzero, che presentano in genere tassi di cambio più stabili. Cede lo Yen come già descritto (175,50 per un Euro). La settimana sul mercato del reddito fisso domestico è iniziato con i prezzi in generale ribasso, spread e rendimento in leggero rialzo (86 punti il primo 3,58% il secondo).

Materie prime, che c’è da dire: oro oltre quota 3900 dollari già dalle prime battute. Ci portiamo verso nuovi record a breve. Petrolio Brent in leggera ripresa rispetto a venerdì quota oltre 65$.

A causa della crisi francese e del migliore andamento del nostro debito pubblico a metà giornata è stato registrato un solo punto di differenza tra i ns Btp ed i Titoli di Stato francesi.

La giornata sulle piazze europee è proseguita tra alti e bassi, abbastanza indecisa sulla direzione da prendere, effetto questo dovuto alla situazione d’oltralpe. Sul finale comunque la piazza parigina ha terminato con un -1,36%, le altre contrastate ma senza scossoni.

Sul mercato obbligazionario trascinati da Parigi un poco tutte le piazze hanno visto i titoli al ribasso con i rendimenti in aumento. Il nostro domestico finisce con gli stessi valori segnalati poco sopra.

Il mercato valutario nel post fixing vede il dollaro tornare ad essere scambiato a 1,170 mentre si conferma la debolezza dello Yen. Materie prime con petrolio stabile per tutto il giorno sui 65,50 $ a barile. Ci riserviamo le ultime righe per parlare del metallo giallo che approfittando della situazione generale di incertezza continua a guadagnare terreno. Tutta la giornata si è mosso in area 3930/50$, per salire a 3960 ed oltre mentre scriviamo (ore 18,30).

Martedì: chiusura leggermente positiva ieri per due indici Usa, solo il DJ termina in leggero ribasso. Questa mattina Tokyo chiude in linea con l’ultimo valore registrato ieri. In Europa la prima parte della mattinata vede le borse leggermente in recupero rispetto a ieri, ma prive di particolari stimoli. In Piazza Affari in evidenza titoli come Stellantis, Telecom, Generali. Mercato valutario con il Dollaro in leggero recupero su Euro (1,1670) mentre è ancora debole lo Yen (175,95). Le materie prime da noi monitorate mostrano segni di stabilità nei prezzi di stamani. L’oro dopo il nuovo strappo di ieri viene scambiato a 3955$ dollari oncia. Il Brent a 65,35$ a barile. Prezzi dei Btp tutti al ribasso questa mattina con i rendimenti al 3,58% e spread a 85 punti.

La giornata è proseguita senza particolari turbamenti e le chiusura delle borse europee ci mostrano gli indici invariati per Francoforte Parigi e Londra. In leggero ribasso Milano e Zurigo. Il mercato valutario mostra un fixing del cambio Euro/Dollaro in linea con quello di ieri, ed anche nel pomeriggio gli scambi erano sugli stessi valori. Diversamente lo Yen ancora sotto pressione veniva scambiato oltre la soglia di 176,00 contro Euro. Il mercato obbligazionario è proseguito e terminato sui valori già esposti sopra, spread appena più alto di un punto (86).

Come già visto anche in precedenti sedute, nel pomeriggio l’oro ha ripreso a correre. Infatti già raffrontando la tabella con le chiusure vediamo la differenza con ieri. In tarda serata il metallo giallo veniva scambiato a 3980 $. Finiamo segnalando il petrolio in ripresa con il prezzo ritornato in area 65,50 $ sulle ultime battute serali.

Mercoledì: ieri sera gli indici di Wall Street hanno chiuso tutti e tre al ribasso. Leggermente al ribasso la chiusura di Tokyo. Ma questa mattina dal settore delle materie prime arrivano le novità. Neanche tanto nuove, infatti l’oro che aveva cominciato a risalire già nella tarda serata di ieri ha rotto questa mattina presto la soglia dei 4000$ l’oncia. Anche il prezzo del petrolio è al rialzo questa mattina siamo oltre i 66 $. Positive le borse europee sulle battute iniziali; mentre sul valutario Dollaro in ripresa contro Euro e Yen sempre in fase di debolezza.

Durante tutta la seduta lo scenario non è cambiato, per le borse europee l’andamento positivo generalizzato si è rafforzato nel pomeriggio e viene confermato dalle chiusure all’incirca un +1% per le piazze di Milano, Parigi e Zurigo. Minore il guadagno per Francoforte e Londra. Il mercato valutario continua a mostrarci lo stesso copione già segnalato. Il mercato del reddito fisso si è orientato verso una diminuzione dello spread (83) ma anche dei rendimenti 3,50% in contemporanea i prezzi salgono.

Ma ciò che stupisce è ancora la corsa del prezzo dell’oro. Dopo avere superato la soglia psicologica dei 4000$, tutto il giorno il bene rifugio l’ha fatta da padrone e nel pomeriggio è stata raggiunta la soglia di 4040$. Incertezze geopolitiche, ShutDown in America, vendita di Dollari contro acquisto di oro da parte di alcune banche centrali dei paesi asiatici, sembra siano alla base di queste impennate di prezzo. Nell’ambito delle materie prime anche il petrolio, oggi in ripresa, ha guadagnato un dollaro a barile tornando a 66,40. Il motivo sarebbe da ricercarsi nella decisione venuta dall’ultima riunione dei paesi Opec che ha stabilito per novembre un aumento di produzione bel inferiore a quanto gli analisti si aspettassero.

Accordo di pace raggiunto per il Medio Oriente

Giovedì: La notizia diffusasi quando da noi era notte ha portato già entusiasmo sulle piazze americane che hanno chiuso al rialzo. Lo stesso vale per le borse asiatiche che hanno terminato con ampi margini positivi. L’accordo di Sharm elSheikh così lo chiameremo, viene firmato alle 11,00 ora italiana. I mercati europei però metabolizzata la notizia ritracciano dai massimi di ieri e viaggiano indifferenti con segni leggermente negativi.

Alti e bassi sul mercato valutario. Nei confronti dell’Euro notiamo un dollaro in leggera ripresa mentre si indeboliscono la Sterlina e il Franco Svizzero. Sempre debole lo Yen. Le materie prime che seguiamo sono scambiate ai prezzi di ieri per il petrolio, mentre l’oro vale circa dieci dollari meno del fixing di ieri (intorno ai 4030$).

Senza variazioni nei confronti di ieri il settore del reddito fisso. Durante la seduta però un generale incremento di questa tendenza al ribasso si è accentuata ed ha coinvolto tutti i settori. Le piazze europee, tranne Francoforte stabile, hanno chiuso con i segni meno, ma senza traumi. Invece su Piazza Affari le vendite hanno spinto al ribasso deciso l’indice che perde sul finale l’1,50%. Molto grave il -15% registrato da Ferrari. Parecchi titoli indipendentemente dai settori hanno registrato dei cali significativi dovuti a vendite per realizzi o sistemazioni di portafoglio. Sul valutario, Dollaro in ripresa specie nel post fixing, ed anche la tensione sullo Yen si è leggermente placata.

Vera flessione per le materie prime. Rivediamo l’oro rientrare sotto i 4000$ già dalla metà seduta con oscillazioni in un verso o nell’altro nell’ordine di 50/60$ alla volta. Ma quasi non ci meravigliano più. Nella tarda serata (ore 22,00) registriamo uno spot a 3978 $ oncia. Ciò è dovuto al recupero del dollaro ed alla tregua in Medio Oriente, oltre ovviamente ai fisiologici realizzi su questi prezzi top. Anche il Petrolio Brent vede il suo prezzo di nuovo al ribasso, ed anche deciso, siamo di nuovo a 65,00$ a barile. Concludiamo con il mercato domestico obbligazionario lo spread è rimasto ad 82 punti base con rendimenti stabili 3,52%. Anche gli indici di Wall Street che chiudono mentre scriviamo registrano tutti e tre un leggero ribasso.

Venerdì: Che cosa ha portato sui mercati la bella notizia di ieri relativa all’accordo di tregua firmato in Egitto e confermato con il cessate il fuoco siglato nel pomeriggio? E’ presto detto. Ben poco.

I mercati azionari oramai sui massimi e certi che l’accordo si attuasse avevano già cominciato i realizzi di routine questo a livello generale. Alcune piazze hanno subito le perdite in determinati settori (tecnologici in Asia); (bancari e meccanici) in Europa. Sul mercato valutario il Dollaro si è rafforzato, oggi in parte anche lo Yen. Il settore del reddito fisso ha visto i rendimenti dei titoli leggermente inferiori agli inizi settimana con Spread in discesa.

Le materie prime hanno evidenziato una necessaria battuta d’arresto per il prezzo dell’oro, che però e durata solo il pomeriggio di ieri. Solo il petrolio continua a dare segnali di debolezza il prezzo stamane si mantiene inferiore a 65$. Ma dal pomeriggio quando hanno aperto le piazze Usa le borse europee hanno subito un netto calo che ha generato un ribasso incondizionato sui titoli di vari settori. Le chiusure vedono gli indici terminare con Milano la peggiore -1,70%, e Londra -0.86% la meno penalizzata. Nel mezzo tutte le altre.

La forte discesa è da attribuire alle parole pronunciate da Trump che ha rilanciato forti dazi contro la Cina. Si è innescato un effetto a catena partito da Wall Street che ha traversato rapidamente l’oceano. Sul valutario Dollaro e Yen proseguono il recupero sull’Euro. Sul mercato obbligazionario spread in risalita ad 85 punti e rendimenti ai minimi di settimana 3,49%, corsi dei titoli al rialzo. L’oro si è mantenuto sotto la soglia dei 4000$ per buona parte della seduta. Il petrolio Brent ha invece subito una forte flessione. Nel giro di mezza seduta la discesa è stata costante fino a terminare perdendo oltre 3 dollari nei confronti di ieri. L’allentarsi di tensioni internazionali ed la minaccia di dazi verso i paesi asiatici sono stati la causa di tale flessione.

<b>Borse Mondiali ed Europee: Le Borse europee hanno avuto un comportamento di attesa per i primi tre giorni. Giovedì e maggiormente venerdì la tendenza è diventata decisamente ribassista ed abbiamo anche spiegato perché. Piazza Affari è stata la peggiore penalizzata anche da alcuni titoli in particolare (Vedi Ferrari giovedì -15%). Lo stesso comportamento si è visto per la piazza di New-York per i primi quattro giorni. Venerdì deciso ribasso per tutti e tre gli indici ma il tecnologico Nasdaq lascia sul terreno il 3,50%. La piazza nipponica ha viaggiato per conto suo spinta dai fattori interni su esposti e termina la settimana in guadagno.

Mercato obbligazionario domestico e spread: Causa crisi politico economica francese anche i comparti dei Titoli Pubblici sulle varie piazze europee ne hanno risentito. Il nostro settore tra alti e bassi in settimana ha mostrato rendimenti minimi al 3,49% e massimi al 3,58% e spread tra 82 ed 86 punti base.

Mercato valutario: Dollaro debole nei confronti della moneta europea durante la prima parte dei giorni analizzati. Dopo l’accordo di tregua firmato con l’intervento del presidente Usa la valuta americana ha ripreso un po’ di vigore, mostrando un buon fixing venerdì. Anche se le ultime battute serali lo vedevano di nuovo scambiato a 1,1610. Lo Yen indebolito da quanto avvenuto lunedì è rimasto sotto pressione per tutta la settimana, specie mercoledì e giovedì si sono visti i tassi di cambio peggiori contro Euro.

Petrolio: il prezzo del Brent durante i giorni monitorati ha subito le conseguenze derivanti da una situazione geo politica in evoluzione. Ma anche le notizie che riguardano la maggiore o minore domanda di greggio, bilanciata con le scorte stoccate nei paesi importatori creano variazioni di prezzo che per i primi giorni non sono state particolarmente vistose. Crollo del prezzo nel pomeriggio dell’ultimo giorno per i motivi menzionati prima, ma anche trascinato da una flessione generale di tutti i comparti.

Oro: Il metallo giallo anche questa settimana ha dato spettacolo. Il record dei 4000$ l’oncia è stato raggiunto e superato di slancio nella giornata di mercoledì, vigilia della firma dell’accordo in Medio Oriente. Una volta avvenuto questo importante ed atteso accordo l’oro ha leggermente ritracciato, ma è opinione diffusa che la sua forza resti ancora immutata. Alcuni analisti sono convinti che la corsa al rialzo non è ancora terminata. Nei cinque giorni i prezzi minimi sono stati intorno ai 3940 ed i massimi 4050 $ oncia.

Date 06/10/25 07/10/25 08/10/25 09/10/25 10/10/25
Ftse Mib 43146 43071 43484 42792 42048
Dax(D) 24396 24386 24597 24611 24241
Cac40(Fr) 7972 7975 8060 8041 7918
Ftse100(Gb) 9479 9484 9549 9509 9427
Smi(Ch) 12551 12522 12648 12609 12481
Dow Jones 46695 46603 46602 46358 45480
Nasdaq100 24978 24840 25137 25089 24222
S&P500 6740 6715 6754 6735 6556
Nikkei225 47944 47951 47786 48596 48088
Eur/Usd 1,1678 1,1666 1,1627 1,1611 1,1568
Eur/Gbp 0,8695 0,8703 0,8671 0,8683 0,8709
Eur/Chf 0,9314 0,9314 0,9305 0,9309 0,9324
Eur/Yen 175,22 176,05 177,53 177,4 176,46
Petrol Brent 65,72 65,15 66,4 65,04 62,85
Usd a barile
Oro 3946 3972 4044 3973 3989
in Usd Oncia
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