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Le Borse e i Mercati Finanziari dal 15 al 19 settembre
Borse e Mercati in settimana tra tassi politica economica e conflitti

Borse

Economia e politica: gli avvenimenti degni di nota avvenuti nel fine settimana appena trascorso riteniamo possano essere quelli legati agli avvenimenti bellici in corso. Sul fronte Russia-Ucraina, il sorvolo da parte di droni russi sui cieli della Polonia prima, e della Romania poi, hanno destato molto scalpore a livello europeo. Subito si sono succeduti commenti da parte dei leader politici internazionali che oltre ovviamente a condannare il fatto hanno cominciato a suggerire ulteriori possibili sanzioni e boicottaggi (ad esempio sugli acquisti di petrolio greggio e gas russo) nei confronti di Putin.

Sul fronte economico nazionale potremmo dire che si comincia a parlare di conti pubblici, pil, ecc. in vista della manovra economica che vede impegnati i nostri politici che con l’autunno prepareranno la legge di Bilancio per il prossimo anno. Si attendono quindi i dati della contabilità nazionale in arrivo verso fine mese.

Lunedì: la settimana inizia al rialzo per le piazze europee che sono tutte in attesa in questi giorni delle decisioni che le Banche Centrali prenderanno in materia di politica monetaria. Ad un’ora e mezza dall’inizio delle contrattazioni l’Ftse Mib guadagna oltre l’1%, così come Parigi. Sulla parità Londra e Zurigo. Nel mezzo Francoforte (+0,60%). Vedremo durante la seduta gli sviluppi di questa situazione.

Sul fronte valute sempre forte l’Euro scambiato a 1,1735 sul Dollaro; in leggera risalita lo Yen a 172,90 contro Euro. Materie prime con prezzo dell’oro stabile, e petrolio in leggera risalita 67,30$ il Brent a causa delle ulteriori tensioni internazionali sui confini Est europei.

L’obbligazionario inizia con lo spread ad 82 punti (minimi della scorsa settimana) rendimenti a 3,52% e prezzi dei titoli al rialzo.

L’andamento dei mercati europei è proseguito per tutta la giornata nella stessa maniera con cui è iniziata. Pertanto Milano è la migliore e termina con un indice che supera quota 43000. Il mercato nazionale è stato spinto dai titoli del lusso, delle banche, tecnologici e difesa. Solo la piazza svizzera chiude al ribasso.

Anche il mercato obbligazionario ha tenuto lo stesso andamento durante la giornata confermando in chiusura i dati riportati sopra.

Nel settore valutario l’euro prosegue il suo consolidamento nei confronti delle altre valute.

Per le materie prime il petrolio Brent ha confermato durante tutta la seduta la tenuta di quota 67$, con scambi in area 67,20/67,40$ a barile. Ha contribuito a questo rialzo del prezzo certamente anche la tensione aumentata nell’area di guerra dell’Est Europa. Non possiamo terminare se non citando i continui rialzi del metallo giallo che in serata ha continuato a segnare record, ultime quotazioni 3680 $ oncia.

Martedì: inizio incerto per le borse stamattina. Sono praticamente al palo. A destare il nostro interesse è il mercato valutario dove assistiamo ad un ulteriore indebolimento del Dollaro che cambia a 1,1808 contro Euro. Altro attore principale sul mercato oggi è ovviamente l’oro scambiato alla soglia dei 3700 $ l’oncia. Sul fronte prettamente italiano segnaliamo questa mattina che il mercato dell’obbligazionario vede uno spread ai minimi: 81 punti base, prezzi dei Btp al rialzo e rendimenti al 3,51%.

L’incertezza del mattino si è trasformata in pessimismo durante la seduta e tutte le piazze europee concludono la giornata con decisi ribassi. Il motivo va ricercato nel fatto che alla vigilia della famosa riunione della Fed gli operatori portano a casa un po’ di guadagni a seguito delle continue sedute positive degli ultimi giorni. In Piazza Affari ad esempio penalizzate più delle altre sono le azioni dei titoli bancari ed assicurativi, alcuni tecnologici e meccanici.

Sul fronte obbligazionario rendimenti e spread (81/82 punti) come in mattinata. Prezzi dei Btp in chiusura un poco contrastati.

Sul mercato valutario si conferma la debolezza del Dollaro con un cambio che non si vedeva da quattro anni circa contro Euro 1,1853 (prezzi pomeridiani post fixing). Resiste invece lo Yen.

Dopo un inizio fiacco risale invece il prezzo del petrolio Brent ed anche di un bel 1,50%, le quotazioni serali lo vedono a 68,50 $ a barile. Questo aumento è stato determinato dagli attacchi dei droni ucraini alle raffinerie ed ai porti di esportazione russi. Sembra che i danni a queste infrastrutture siano tali da ridurre la produzione e la messa in circolazione di greggio sovietico che continua a rifornire quanto meno i paesi dell’Est Europa. Il nostro osservato speciale l’oro ha visto i prezzi in grande rialzo questa mattina, per poi ripiegare leggermente nel pomeriggio e farci vedere alle 19,00 gli scambi intorno a 3689 $ oncia.

Mercoledì: in attesa della riunione pomeridiana della Fed le borse europee risultano contrastate a metà mattinata: Francoforte positiva, Parigi Londra e Zurigo sulla parità, negativa Piazza Affari.

Il comparto valutario non si discosta molto da come l’abbiamo lasciato ieri sera. Mentre per le materie prime oro e petrolio entrambi lasciano sul terreno rispettivamente uno 0,80% (3665$) e uno 0,50% (68,05$).

Il settore obbligazionario domestico stamane si presenta con corsi dei titoli stazionari, così come lo spread a 82 punti e i rendimenti a 3,51%.

La giornata è trascorsa così come è stata tracciata stamattina. Le piazze europee terminano tutte sulla parità, fanno eccezione Parigi (-0,40%) e Milano che è decisamente negativa (-1,29%) Un bel contributo a questo ribasso è stato dato dai titoli bancari e del settore meccanico.

Il mercato valutario conferma lo stesso andamento di ieri, dove l’Euro si è ulteriormente rafforzato su Dollaro e Yen (rispettivamente 1,1850 e 173,40).

Le materie prime vedono un leggero recupero dell’oro che a metà pomeriggio vale 3685$ oncia mentre tiene il prezzo il petrolio Brent 68,07$ a barile.

Concludendo il nostro mercato del reddito fisso vede i rendimenti del decennale al 3,50% e lo spread a 82 punti. Prezzi dei titoli senza grandi variazioni.

Dato oramai per scontato che questa sera il presidente J. Powell alla riunione Fed comunicherà un taglio dello 0,25% del tasso di interesse (lo stesso è già avvenuto nel primo pomeriggio da parte della Banca Centrale del Canada), e consapevoli che i mercati hanno già scontato questa notizia, attendiamo la giornata di domani per capire se restiamo in una fase ribassista per le borse, stabile per i rendimenti dell’obbligazionario e con l’Euro sempre così forte.

Giovedì: il tanto atteso taglio dei tassi è avvenuto. Nel pomeriggio di ieri il comunicato della sforbiciata di un quarto di punto è stato confermato. Ma gli operatori non paghi già puntano alle prossime riunioni del massimo organo di controllo americano in quanto tra le parole di Powell hanno letto della possibilità di altri due tagli entro l’anno sempre dello 0,25% ciascuno.

Fatto è che ieri sera tra indici Usa solo il DJ ne ha beneficiato. Diversamente invece questa mattina Tokyo continua a galoppare verso nuovi massimi ed il Nikkei ha guadagnato oltre l’1%. Le piazze europee hanno aperto più freddine tutte effettivamente positive con una tendenza a consolidare il rialzo solo dal pomeriggio. Piazza Affari con alti e bassi durante la mattinata è stata trainata dai titoli del lusso, da alcuni tecnologici e da Stellantis. Deboli i bancari.

Sul valutario il Dollaro nel corso della giornata ha recuperato sull’Euro ritornando a quota 1,1785. Non così per la valuta nipponica ancora più debole (174,34).

Sia oro che petrolio oggi risultano più deboli, una sosta lungo la corsa rialzista vede il prezioso metallo scambiato a 3658$ e il greggio a 67,80%.

In leggera risalita lo spread a 83 punti così come i rendimenti a 3,55% con corsi dei Btp tutti al ribasso.

Quanto detto si conferma in chiusura nei relativi comparti di mercato.

Venerdì: Se l’America ieri sera ha chiuso con un leggero rialzo questa mattina le piazze asiatiche terminano le negoziazioni con il segno meno. Tokyo si è mossa in autonomia e sulla base di motivazioni interne: la Banca del Giappone ha lasciato il tasso di interesse invariato a breve termine. In Europa le borse sono state sottotono tutta la giornata, gli operatori si sono messi un po’ alla finestra in un clima prefestivo in quanto mercoledì quello che si aspettavano è accaduto. In attesa di nuovi spunti operativi ci si muove poco e con cautela. A conferma di ciò basta confrontare le chiusure di oggi con quelle di ieri, praticamente gli indici sono rimasti invariati. Fa eccezione Zurigo che archivia un +0,50%.

Sul mercato valutario l’Euro oggi più debole consente al Dollaro ed allo Yen di recuperare cambi visti lunedì. Il primo segna 1,175, il secondo 173,85.

Anche le tensioni sul prezzo dell’oro si sono calmate ed il metallo prezioso oggi è scambiato in area 3650/3660 $ oncia. Il petrolio Brent cede di nuovo circa un dollaro nei confronti di ieri ed è scambiato a 66,70.

Infine relativamente al mercato obbligazionario domestico si segnala uno spread leggermente più alto ad 83 punti con rendimenti del decennale al 3,57%.

Borsa Mondiali ed europee. La prima parte della settimana gli operatori di tutte le piazze sono stati alla finestra. Tutti puntavano alla notizia proveniente da oltre oceano del mercoledì con la quale la Fed avrebbe tagliato i tassi. Questa attesa ha spinto anche a portare a casa dei profitti in quanto molte piazze viaggiavano sui massimi di periodo. Pertanto se le borse Usa sono rimaste abbastanza stabili, quelle europee, hanno reagito in ordine sparso. Alcune più stabili, altre tra cui Milano registrano invece due giorni di ribasso deciso tra martedì e mercoledì. Fa eccezione il mercato giapponese in quanto sembra non condizionato da fattori comuni e prosegue dritto verso l’alto. L’indice Nikkei 225 segnava 42190 punti il primo settembre mentre il 18 settembre chiude a 45300.

Negli ultimi due giorni della settimana abbiamo visto i mercati europei poco mossi, e tranne un cauto ottimismo sulla piazza americana, nell’ultima seduta anche Tokyo si allontana dai massimi del giorno precedente.

Mercato obbligazionario domestico e spread. Il nostro mercato obbligazionario continua a dimostrare un buono stato di salute. I rendimenti dei nostri titoli di Debito Pubblico decennali hanno tenuto un divario abbastanza stretto con gli omologhi tedeschi. Abbiamo visto un minimo di spread ad 81 punti ed un massimo a 82 da chiusure ufficiali. Ma merita segnalare che nel pomeriggio di martedì si sono segnalati (post fixing) valori inferiori ad 80 punti. Anche i rendimenti hanno oscillato tra 3,51% e 3,57% come massimo.

Mercato valutario. Potremmo definire l’Euro il protagonista almeno della prima parte. Fino a mercoledì la Moneta Unica sì è rafforzata nei confronti di tutte le altre valute, anche quelle più stabili hanno ceduto qualche decimo nei suoi confronti. Ma il Dollaro è stato il più esposto ed ha sofferto fino ad un cambio superiore a 1,18. Così come lo Yen scambiato mercoledì oltre 174,00.

La valuta Usa e lo Yen venerdì hanno recuperato posizione contro un Euro che si è un poco indebolito e siamo ritornati a leggere tassi di cambio in linea con la scorsa settimana. Degna di nota una flessione della Sterlina contro Euro dovuta alla notizia che il debito pubblico britannico ha superato le previsioni.

Petrolio Brent. L’oro nero ha recuperato quota 68$ con un certo sforzo e ci è riuscito solo a metà settimana, ripiegando poi di nuovo in area 67$. La momentanea risalita del prezzo è stata causata da motivi bellici, legati al conflitto Russia-Ucraina. Nella seconda parte della settimana il prezzo ritorna a scendere e specie venerdì ha toccato i 66,50$ minimo, ciò dovuto al timore di una possibile futura offerta in aumento contro una riduzione della domanda.

Oro. Il prezioso bene rifugio che ci ha fatto vedere altri record intorno a martedì, ha poi ripiegato e intorno a giovedì abbiamo registrato i prezzi della settimana scorsa. Ben inteso l’oro mantiene ben saldo il valore raggiunto oltre i 3650$ ed a conferma di questo conclude la settimana di nuovo in salita (3670) proiettandosi verso ulteriori record. Complice anche il taglio dei tassi Fed.

Auguriamo ai lettori buon fine settimana.

Date 15/09/25 16/09/25 17/09/25 18/09/25 19/09/25
Ftse Mib 43054 42505 41955 42308 42312
Dax(D) 23749 23329 23347 23671 23639
Cac40 (Fr) 7897 7818 7787 7816 7854
Ftse100 (Gb) 9277 9196 9208 9228 9217
Smi (Ch) 12144 12019 11999 12049 12110
Dow Jones 45884 45758 46018 46142 46315
Nasdaq 100 24294 24274 24224 24455 24626
S&P 500 6618 6607 6600 6632 6664
Nikkei 225 chiusa 44902 44790 45303 45046
Eur/Usd 1,1766 1,1807 1,1837 1,1818 1,1736
Eur/Gbp 0,8641 0,8656 0,8675 0,868 0,8708
Eur/Chf 0,9353 0,9336 0,9317 0,9331 0,9344
Eur/Yen 173,38 173,55 173,28 174,24 173,79
Petrolio Brent 67,41 68,47 68,26 67,65 66,7
in Usd a Barile
Oro 3679 3690 3685 3642 3670
in Usd Oncia
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