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L’Atteggiamento così defilato dell’Europa nel conflitti creati da Israele ci rende complici?
Nella crisi che stiamo vedendo nell'area più orientale del Mediterraneo dove sono coinvolti Israele ed i territori che la circondano l'atteggiamento del tutto silenzioso e defilato dell'Europa ci lascia stupiti.

L’Europa ed i suoi silenzi

La mancanza di prese di posizioni, un atteggiamento così defilato dell’Europa, nella faccenda medio orientale senza mai esprimersi nei confronti delle Nazioni protagoniste di certi eventi.

L’Europa che non pronuncia un proprio giudizio, sull’operato di Governi che con aggressività e violenza stanno sconvolgendo il Mondo in aree geografiche a noi vicine e strategiche ridisegnando la geografia di certi territori. Continui silenzi che lasciano meravigliati.

Il non condannare i comportamenti genocidi perpetrati da Paesi che parecchi parlamentari europei continuano ancora a definire democratici, ed il non ripudiare ed isolare queste nazioni interrompendo ogni tipo di accordo economico commerciale, fanno si che ai nostri occhi questa Europa è solo un’area geografica collocata in un certo angolo del Pianeta ma che sta lì come un vecchio spettatore assonnato che guarda il palcoscenico del Mondo che inesorabilmente va alla deriva.

L’Europa, quella che dopo la Seconda Guerra Mondiale, una volta sconfitte le dittature, sarebbe diventata la culla della democrazia, puntando alla pace e l’unione tra i popoli, allo sviluppo economico ed al benessere sociale dovrebbe essere punto di riferimento ed esportatore di tali valori.

Un’area divenuta attrattiva anche per quei paesi dell’Est del Continente che una volta liberi dal vincolo sovietico hanno scelto di aderire all’UE.

Eppure tutte queste tradizioni, tutta questa cultura così variegata, tutti questi valori messi insieme anziché contribuire a creare un territorio che possa essere l’ago della bilancia tra Oriente ed Occidente è in realtà una parte del pianeta che conta poco a livello internazionale, sminuendo anche il peso e l’importanza di tutti noi europei agli occhi del resto del mondo.

 

L’atteggiamento dell’Europa nei confronti di Israele e delle sue azioni belliche

L’atteggiamento dell’Europa nella politica internazionale ed in particolare nei confronti di Israele e delle sue mire espansionistiche è decisamente discutibile. Ho molta difficoltà ad accettare quel concetto che definisce la nazione israeliana un alleato all’Occidente ed all’Europa.

Provo rabbia e disgusto quando sento dire, l’ho ascoltato anche da alcuni parlamentari italiani, che Israele è l’unica nazione democratica medio orientale.

Il “democratico” stato di Israele dall’ottobre del 2023 sta perpetrando una ininterrotta azione militare svolta a senso unico, vale a dire che non si scontrano sul campo due eserciti contrapposti, nei confronti della Palestina, della Cisgiordania ed ora di nuovo anche del Libano.

In risposta all’attacco terroristico perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023 (che stranamente la tanto decantata intelligence israeliana non ha fermato a tempo), con la scusa di stanare ed eliminare i miliziani autori di questo attacco, il Governo israeliano ha invaso e distrutto la Striscia di Gaza.

Pertanto per due anni ininterrottamente un esercito armato di tutto punto ha invaso questo territorio palestinese, dove vivono due milioni di abitanti, non per combattere contro un altro esercito, ma per dare la caccia ai componenti di questa sorta di resistenza armata che a detta di Israele si nascondeva in rifugi sotterranei.

Tutta questa banale scusa, serviva semplicemente al criminale capo del Governo israeliano ed ai suoi accoliti, a radere al suolo questo territorio e massacrare quanti più palestinesi possibile, per espandere lentamente Israele ed allargare i suoi confini.

Abbiamo assistito al massacro di settantamila Palestinesi residenti nella Striscia di Gaza, la scusa della caccia agli uomini di Hamas è stata il leitmotiv per uccidere quanta più popolazione possibile e radere al suolo le già precarie case e costruzioni pubbliche.

I crimini perpetrati nei confronti del Popolo Palestinese sono stati di un’efferatezza che ricordano in alcuni casi addirittura assedi di tipo medioevale. Si inizia con il bombardare oltre le civili abitazioni anche gli ospedali, i luoghi di culto, le scuole, fino ad arrivare a non fare entrare gli aiuti umanitari essenziali: cibo, acqua e farmaci con il preciso intento di far si che il massacro continuasse anche senza l’uso delle armi tradizionali. Morti silenziose che fanno meno rumore, ma il repulisti prosegue ed i più deboli, bambini e vecchi sono i più colpiti.

Tra le altre azioni belliche condotte da Israele non dimentichiamoci delle uccisioni di medici, paramedici, e giornalisti. I primi se non ci sono più non possono curare, i secondi non possono più raccontare, e nel silenzio la strage continua, nonostante di fatto dallo scorso autunno non si dovrebbe sparare più.

Tutto ciò in parte sta ricominciando in Libano e nella Cisgiordania da quando a fine febbraio un altra scellerata azione bellica è stata intrapresa dai due folli leader l’americano e l’israeliano.

 

Ma l’Europa dové? Cosa dice? Come reagisce, cosa fa?

Nulla silenzio totale a livello di Unione Europea. Non una parola, non una decisione, non un’iniziativa presa in nessun senso. Non ho mai sentito di una riunione dei vertici dei rappresentanti europei per discutere e ratificare dei provvedimenti nei confronti di questo mostruoso comportamento di un paese definito alleato e democratico. Nemmeno una parola di biasimo nei confronti del Governo israeliano.

Israele andrebbe sanzionato a livello comunitario, l’Europa dovrebbe puntare i piedi, gli accordi commerciali andrebbero rivisti e limitati, per non parlare delle forniture di armi che già da tempo sarebbe stato giusto fermare.

Inoltre è bene ricordare che la Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato d’arresto nei confronti di Benjamin Netanyahu già dal novembre 2024 a causa dei conclamati crimini perpetrati. Non basta neanche questo a fare prendere una decisione all’Europa?

D’altro canto di che ci meravigliamo se nonostante il mandato di cattura vola indisturbato traversando l’ Oceano e viene accolto con gli onori diplomatici da quell’altro scellerato di Trump che lo considera un amico?

Fortunatamente qualche singolo Stato dell’UE comincia a fare sentire quanto meno il proprio parere iniziando a dissociarsi da certi comportamenti, è il caso della Spagna ed anche ultimamente dalla Germania. Forse anche in Italia si comincia a sentire qualche timida critica nei confronti di questi alleati così scomodi. Nulla di forte, per carità, magari fossimo noi ad essere gli apripista a livello nazionale e poi europeo di una revisione degli accordi con queste controparti.

Le uniche azioni sono portate avanti da un manipolo di coraggiosi attivisti quelli della famosa “Flotilla” che non possono certo fare più di una manifestazione atta a smuovere le immobili coscienze, mentre le poche Bandiere Palestinesi ancora appese alle finestre da oltre due anni sono oramai sbiadite e lacerate come il cuore ed il fisico del Popolo che rappresentano.

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