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L’arte digitale al confine tra vita e morte
L'avvento dell'intelligenza artificiale e la trasformazione digitale stanno ridefinendo i confini della nostra esistenza, sollevando interrogativi che travalicano la sfera meramente tecnologica per approdare a questioni di natura profondamente filosofica.

Al Museo Madre di Napoli (Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina), la mostra Spettri Digitali si configura come un viaggio negli inferi della nostra coscienza digitale. Non una semplice esposizione, ma una vera e propria archeologia del presente, dove i vincitori del Premio Paul Thorel – Alterazioni Video, Eva & Franco Mattes e Anna Franceschini – scavano nel sottosuolo della rete per portare alla luce i resti di un’umanità sospesa tra vita e morte.

“Il paradosso digitale: come il web ha trasformato il nostro rapporto con l’oblio”

C’è qualcosa di profondamente perturbante nell’osservare come il digitale abbia stravolto il nostro rapporto con la mortalità. Mentre i visitatori si muovono tra le installazioni, emerge con forza un paradosso: mai come oggi abbiamo avuto così tanti strumenti per ricordare, eppure la memoria collettiva si è trasformata in un cimitero di immagini senza custodi. La curatrice Sara Dolfi Agostini costruisce un percorso che assomiglia a un’indagine antropologica, dove ogni opera è un reperto di questa nuova condizione esistenziale.

“Anna Franceschini: tra ex voto napoletani e la catena di montaggio digitale”

Anna Franceschini lavora come un’alchimista contemporanea, trasformando gli ex voto – quei simboli di fede popolare che da secoli abitano Napoli – in prodotti da catena di montaggio. Nella sua opera c’è tutto il dramma della nostra epoca: la ricerca del sacro si scontra con la logica della riproduzione infinita, e ciò che un tempo era oggetto di devozione diventa souvenir da banco dei pegni dell’anima. La sua performance Videogiochi Napoli è un rito laico che svela senza pietà i meccanismi di produzione del valore nell’era dell’accesso.

“Alterazioni Video e l’AI: ricreare l’assenza attraverso l’intelligenza artificiale”

Con Alterazioni Video, il dolore privato per la scomparsa dell’amico Filippo Anniballi si trasforma in operazione collettiva. L’uso dell’intelligenza artificiale per ricreare il volto del defunto apre interrogativi inquietanti: cosa resta di una persona quando può essere ricostruita algoritmicamente? Le loro opere oscillano tra il tributo affettuoso e la parodia feroce, in un cortocircuito emotivo che costringe a chiedersi dove finisca il lutto e dove inizi lo sfruttamento dell’immagine.

“Eva & Franco Mattes: quando un meme diventa arte (e sopravvive ai suoi creatori)”

Eva & Franco Mattes, pionieri dell’arte in rete, dimostrano come un’immagine possa sopravvivere ai suoi stessi creatori. Mickey is Died, il loro Topolino impiccato diventato meme globale, è il perfetto esempio di come il web funzioni da macchina mitologica contemporanea: ciò che viene lanciato nella rete smette di appartenere a chi l’ha creato, per diventare patrimonio di un inconscio collettivo sempre più distorto.

Percorrendo le sale, si ha la sensazione di assistere a un grande esorcismo. Gli artisti non si limitano a descrivere il fenomeno degli spettri digitali, ma praticano una sorta di necromanzia contemporanea, evocando fantasmi per imparare a conviverci. In un’epoca in cui ognuno di noi lascia ogni giorno frammenti della propria identità nella rete, la mostra al MADRE ci ricorda che forse l’unico modo per non diventare fantasmi è imparare a fare i conti con la nostra mortalità digitale.

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