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La strage di Capaci – 34 anni fa l’Italia si scoprì adulta e nuda

strage di Capaci

Capaci – 34 anni fa la strage di Capaci, di persone innanzitutto e di certezze poi. In primis Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e tutti i ragazzi della scorta uccisi, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, unitamente agli agenti feriti che “morirono” restando in vita, Angelo Corbo, Paolo Capuzza, Gaspare Cervello e Giuseppe Costanza che se avesse impedito al Magistrato di guidare avrebbe disegnato un altra storia, senza essere condannato ad dimenticato come i suoi colleghi, da un opinione pubblica e da uno Stato che forse gli ha “rimproverato” inconsciamente di essere rimasto in vita al posto del Giudice.
Strage di certezze poi, perché l’evento icona della lotta alla mafia nel tempo si e’ compreso bene essere stata in realtà simbolo della lotta di ogni potere occulto nazionale e non, all’ uomo che a Capo degli uffici penali ministeriali, aveva deciso di violare le banche Svizzere per decriptare i conti correnti in cui confluivano i proventi di tutti i traffici illeciti dell’Italia Savoiarda. Per questo all’ “Addaura” era in compagnia di Carla de Ponte, Magistrato Svizzero che coordinava l’intelligence Elvetica seguendo il genio di Giovanni Falcone come ci spiega Catello Maresca nel libro sul Magistrato Siciliano, il cui busto si trova nell’Accademia dell’ FBI a Quantico in Virginia.
Dopo tutto questi anni, si comprende sempre più che in quella voragine provocata dai cinquecento chilogrammi di tritolo sono finite tutte le false verità raccontate alla gente senza neanche troppo pudore da inchieste depistate dal primo momento, ed orientate unicamente a perseguire i “peri incrinati” Corleonesi, non in grado assolutamente di compiere da soli un attentato che deve avere avuto necessariamente una progettazione logistica generata da menti ed operatori con esperienze para e militare. Dietrologia forse, ma logica se a distanza di più di trent’anni vengono inquisiti oggi Prefetti all’epoca Ufficiali di Polizia per il coinvolgimento in fatti di sangue come l’omicidio di Pier Santi Mattarella e altri Funzionari assolti sempre oggi, ma all’epoca come Bruno Contrada tolti dalla battaglia contro la mafia, in una cornice di sospetti e veleni dove i Carabinieri del ROS, dicono i Giudici di Palermo e Caltanissetta, “trattavano” con la mafia che oggi vede protetto da Poliziotti e Carabinieri, il pentito Giovanni Brusca, l’uomo che premette il congegno che determino’ l’esplosione, stipendiato dallo Stato oltre ad essere stato liquidato con centinaia di migliaia di euro.

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