La semplicità del buon vivere: come rileggere la lezione di Epicuro nell’epoca dello sfrenato egoismo.
Una riflessione per il Lunedì dell'Angelo.
Fin dai tempi di Epicuro la filosofia guidava l’Uomo verso la serenità quotidiana e verso un buon vivere fatto di piccoli gesti quotidiani e profonde relazioni che miravano alla libertà dalle paure.
«Non rovinare ciò che hai desiderando ciò che non hai; ricorda che ciò che ora hai un tempo era tra le cose che speravi di avere.» — Epicuro
Il messaggio antico e quanto mai savio di un grande studioso dell’animo umano e delle sue inclinazioni. Non sono gli eccessi a regalarci la serenità, bensì la riconoscenza per il poco del quotidiano, per la felicità dei piccoli gesti, per la semplicità di uno sguardo e di una carezza.
La regola è sempre una: “ Scegli il piacere semplice, non l’eccesso “, liberando la mente dalle paure inutili “
Mangiare quando si ha fame, dormire quando si ha sonno, non avere paura del futuro e della morte, ma convivere con la fine della vita e con i pericoli futuri senza finire nei cunicoli dell’esasperazione e delle paure. Imparare a distinguere tra piaceri “necessari” e “superflui”.
Coltivare l’amicizia autentica e la gratitudine, desiderare di meno.
Epicuro riteneva che l’amicizia fosse la più grande fonte di felicità. Gli amici veri ci sostengono nelle difficoltà e rendono la vita più leggera, ma l’amicizia va coltivata anche con un pensiero, con un sorriso, con una telefonata. Mentre la gratitudine ti comanda a non inseguire nuovi desideri, ad accontentarsi di quel poco che abbiamo senza voler accrescere a dismisura l’egoismo. Il ringraziare gli altri anche con piccoli gesti, l’accettare quel poco che siamo ed il quotidiano anche monotono significa accogliersi e sapersi confrontare con serenità con la vita e le sue preoccupazioni.
Ma la radice dell’infelicità è tutta nel desiderio smodato che ti porta a voler sempre di più, compreso anche la corsa effimera verso acquisti inutili di beni che poi non puoi consumare, se riduci i desideri superflui e sai gestire il tuo cuore nella semplicità scoprirai che l’effimero non ti serve, che l’indebitamento per un momento che si ritiene gioioso non è utile se poi ti schiavizza ad un lavoro in più, una rinuncia in più ed una pena maggiore. Quindi, vivere il presente, tanto il passato non può essere cambiato, il futuro è incerto, mentre la tua gioia è solo nei piccoli passi quotidiani del presente. Bisogna saper godere dell’attimo, senza rimpianti e senza ansie. Bisogna sapere accettare la natura della vita.
Accettare la natura delle cose ci rende più sereni e meno ansiosi. Quando vivi una difficoltà, ricorda che fa parte del ciclo naturale della vita e bisogna accogliere con serenità i cambiamenti, senza opporre resistenza. Così ti sentirai più leggero, meno ansioso, meno insoddisfatto, saprai coltivare amicizie sincere, praticare la gratitudine e ridurre la tua sudditanza dal vano, dall’effimero, dalle schiavitù di questa nostra vita postmoderna. Applica l’antico credo di un filosofo spesso recepito male ed avrai la serenità delle piccole cose. Ed allora, piano piano, svestiti delle sovrastrutture inutili, degli affaticamenti che ti turbano e scegli piaceri semplici e genuini; dedicando tempo agli amici veri; riconoscendo e ridimensionando le paure irrazionali; impara a praticare la gratitudine ogni giorno; a vivere il presente senza rimpianti e senza ansie, a seguire il tuo pensiero ed il tuo sentire senza seguire le mode; accetta la natura della vita con i suoi cambiamenti, riduci i desideri smodati e superflui
Epicuro ci insegna che la felicità non si trova nei grandi eventi, ma nella semplicità, nell’amicizia e nella libertà dalle paure inutili, ed allora il sentiero è tracciato, liberandoci dell’effimero e del vano sapremo gioire di una serenità di piccoli gesti di liberazione dalle ansie e dai rimpianti.
(Michele Marra)
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