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La “sconfitta” di San Francesco d’Assisi
A ottocento anni dalla sua morte, il messaggio del Poverello d’Assisi viene oscurato da consumismo, individualismo e perdita di valori.

sconfitta di San Francesco

La sconfitta di San Francesco si manifesta oggi

in una società che ha smarrito il senso profondo del suo messaggio

Dalla data del 3 ottobre 1226, passaggio del Santo poverello in paradiso, sono decorsi 800 anni e l’Uomo ne ha dimenticato il messaggio.

La sconfitta di questo anniversario è proprio nell’opposizione del mondo contemporaneo che rifiuta i valori del Santo Poverello d’ Assisi.

La sua scelta di povertà, umiltà e pace stride profondamente con l’attuale cultura dell’accumulo, dell’apparire e della violenza, rendendo il suo messaggio oramai inascoltato.

Oggi al centro del palcoscenico dei giovani non vi è la solidarietà e\o l’amore per sorella povertà, ma l’egoismo sfrenato, l’accumulo ed il possesso.

Francesco scelse la spogliazione totale, di allontanarsi dalle ricchezze che suo padre aveva per vivere di povertà di amore di solidarietà con i soli sandali ed il solo saio.

Oggi, invece, il successo e il valore di un individuo sono quasi esclusivamente misurati dal suo potere d’acquisto, dalla sua capacità di spendere e spandere, dal consumismo sfrenato che distrugge la Madre Terra, siamo all’antitesi dei valori francescani, rendendo la radicale povertà un concetto obsoleto ed abbandonato, impraticabile ed anche allontanato dal comune sentire.

L’amore per il povero oggi è divenuto odio, cattiveria, allontanamento del povero dai presunti civili e la povertà è divenuta pietra di scandalo: pensate ha fatto più scandalo il reddito di cittadinanza che l’acquisto di miliardi in carri armati; più effetto il discorso della remigrazione che quello dell’accoglienza, con la stessa Chiesa che sembra essersi assopita e non ha più la forza per raddrizzare la barra.

Con la povertà è venuta meno anche l’umiltà. Il Poverello volle stare agli ultimi posti, servire e non essere servito, aiutare e non essere aiutato, oggi al contrario, i moderni sistemi socio-economici e i canali di comunicazione spingono verso l’individualismo, la competizione aggressiva e l’autopromozione costante; pensate che ci sono tanti che pensano di poter vivere con i soli video, con il fare soldi sull’immagine, con il non fare nulla di profondo ma raccattare monete in qualsiasi modo.

Ed infine la Pace, Assisi per secoli è stato baluardo della pace universale, città della pace, oggi invece, il messaggio di pace si è spento in tante guerre e la conflittualità esplode sempre più.

Francesco predicò il dialogo, la nonviolenza e la fratellanza universale, dopo 800 anni siamo giunti ad un mondo globalizzato dominato da guerra geopolitiche, da una forte polarizzazione sociale, la logica disarmata di Francesco appare debole, ed anche accantonata da tutti.

Francesco, il Santo poverello, il Santo della speranza universale degli ultimi è collocato in disparte, diviene uno  “sconfitto” come tutti i deboli del mondo, come tutti i diversi del mondo, come tutti quelli che soffrono e che patiscono di fame e di carestia, anche l’ approccio del “perdente” che agli  occhi del mondo rappresentava la vera grande forza storica, facendo del suo insegnamento un punto di riferimento morale ed ecologico ancora oggi celebrato per la sua straordinaria modernità, è divenuto una mera illusione, un esempio che viene spostato di lato al cosiddetto vivere civile .

Il poverello, figlio di Pietro di Bernardone, che rinunciò alle ricchezze e volle vivere povero tra i poveri e gli emarginati, dopo aver predicato la pace, l’amore per il creato e le sue creature, aver incontrato e dialogato con il mondo musulmano, aver dato una scossa epocale alla Chiesa e alla società, viene messo in disparte, allontanato dal comune sentire dell’umanità di oggi che lo vede con forte ostilità.

L’itinerario spirituale dei poveri e della povertà non è più oggetto di seguito, non è più oggetto di rispetto e di valore.

Ed anche il suo “Laudato sii, mio Signore, per tutte le creature, per sorella nostra madre Terra”, non viene raccolto, la Terra continua ad essere saccheggiata e derubata con una Umanità che ha virato verso la propria estinzione.

San Francesco è conosciuto universalmente per il Cantico di Frate Sole, o Cantico delle creature con la lode a Dio Altissimo e a tutte le creature, un cantico che oggi viene deriso, vituperato, sconfessato.

L’Umo vuole divertirsi, arricchirsi, godersi la vita e calpestare i deboli, i poveri e gli ultimi, allontanare gli afflitti, mandare in mare a morire i migranti, sopraffare gli altri per l’egoismo personale: insomma il messaggio del Poverello d’ Assisi capovolto, niente carità, niente amore, niente fratellanza, ma solo rivendicazione, odio e guerre.

(Michele Marra)

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