La battaglia di Lauria (7/8 agosto 1806 )
Nel 1806 l’esercito napoleonico conquista l’italia meridionale ad eccezione della Sicilia e Giuseppe Bonaparte viene nominato Re dopo la vittoria francese del 9 marzo 1806 a Campotenese ,vicino Castrovillari .
Con tale conquista i francesi ponevano varie guarnigioni in centri strategici e quindi ritenevano completata la conquista della penisola . Nel tentativo di pacificare il popolo, i francesi danno luogo ad impiccagioni ed incendi che producono effetti contrari e quindi nasce un movimento di reazione che sfocerà nei fatti di Lauria .
Infatti, neanche due mesi dopo i francesi nelle loro relazioni scrivevano che tutto il Pollino, con le valli del Noce , Sinni ed Agri erano in fermento se non in rivolta . Il movimento di reazione si radicò immediatamente ,anche in relazione ai luoghi impervi della zona della Basilicata e Calabria che i francesi ebbero difficoltà nello stabilire la loro linea di azione nei confronti di questi insorti e lealisti con i Borboni .
Nel contempo ,con l’aiuto degli inglesi numerose truppe napoletane sbarcarono a Policastro, Maratea, Sibari e Policoro e si riunirono agli insorti nella zona montana di confine tra Calabria e Basilicata.
A Lauria, cittadina di 8.000 abitanti, ben difesa da mure di cinta ed anche un antico castello medioevale, dopo varie angherie subite dalla guarnigione francese, con soprusi, profanazioni e prepotenze, come ad esempio il fatto di bastonare il Sindaco sulla piazza del paese per non aver fornito carne di buona qualità alle truppe francesi , serpeggiava un fortissimo contrasto nei confronti degli occupanti .
Il tredici luglio 1806 gli insorti di Lauria , dopo aver indossato la coccarda borbonica ed avere sfilato armati per Piazza San Nicola, assalirono il Comando francese e misero in fuga tutti i soldati presenti, che trovarono scampo presso il Monastero di Rivello. Contemporaneamente insorgevano altri due centri lucani Maratea e Viggianello (sul Pollino) ed il fatto determinò che alcune colonne dello sbandato esercito borbonico decisero di raggiungere gli insorti . Il Capitano De Cardone, prendeva possesso di Lauria per conto del Re di Napoli in uno al capitano Necco ed al Colonnello Alessandro Mandarini,mentre gli inglesi ,sempre a Maratea, fecero arrivare un distaccamento di truppe .
In pochi mesi, quindi, da fine Marzo a Luglio 1806 il versante tirrenico lucano sopra Sapri, era ritornato nelle mani dei lealisti borbonici. Ci fu anche una battaglia alla fine di Luglio 1806 in Calabria che arrise agli insorti con la sconfitta delle truppe francesi nei pressi di Maida .
Per far fronte a questa insurrezione, Giuseppe Bonaparte decise di inviare il generale Andrea Massena di Nizza .
Nel contempo gli inglesi presero accordi con la Francia e quindi abbandonarono il campo lasciando soli gli insorti lucani e la parte di esercito borbonico che si era ivi riunito .
Massena arrivò con 8.000 uomini al suo comando con l’intento di sconfiggere gli insorti a qualunque costo .Giunto ad Eboli non ebbe problemi a riconquistare anche Sala Consilina, Teggiano, Padula, Montesano e Casalbuono che non opponevano alcuna resistenza e giungeva a Lagonegro dove si accampava . I primi giorni di agosto si portò sul Colle della Seta, con la chiara intenzione di voler scoraggiare gli insorti in relazione al numero di francesi,ma riparati dietro le mura cittadini di Lauria, le truppe borboniche guidate dal Colonnello Versace rimasero al loro posto .
Il Massena, riuniti i suoi vertici militari sotto una grande quercia organizzò l’attacco , prima con cannoni che colpirono le mura ed il castello ma non ottenuto alcun esito si prepararono all’attacco.Fu una battaglia molto cruenta con la presenza della forza più temuta dai francesi , i cosiddetti briganti calabresi con il tipico cappello nero con una penna sulla punta.
Dopo alcuni tentativi di entrare nella città stante il fuoco di schioppo degli insorti che penalizzava gli assalitori, il Massena decise di attaccare su tutto il campo di azione e con tutti i suoi 8.000 uomini ,a solo dopo una intera giornata di lotta i francesi riuscirono ad entrare nel borgo .
La resistenza fu così accanita che i francesi incontrarono tantissime difficoltà ed una lotta cortile per cortile, casa per casa, dove anche le donne cecero la loro parte imperiosamente , stizziti da questo coraggio inaudito e dalla difesa delle cittadine insorte, i francesi diedero fuoco alla città .
Furono incendiate le prime case e, insieme ad esse le due Chiese madri di S. Nicola e di S. Giacomo, fu poi completamente devastato il Monastero di S. Berardino, i cui frati vennero trucidati . Degli insorti nessuno gettò la sua arma ma preferì lottare fino alla morte con un eroismo ed una difesa della propria terra encomiabile.
La punizione per Lauria fu gravissima, prima il saccheggio e l’incendio nel quale morirono anche alcuni cittadini rimasti intrappolati . Alla fine si contarono i morti dello scontro non meno di mille persone nei due eserciti che si contrapponevano e tra i civili anche se i francesi indicarono in soli 26 morti le proprie perdite .
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