Intervista a Michele de Paulis – candidato alla Regione Campania al fianco di Cirielli
Intervista a Michele de Paulis medico e manager, candidato alla Regione Campania al fianco di Cirielli
D – Dottore buonasera. Subito per il lettori dell’inviato: Sanita’ Campana maglia nera in tutti i sensi ?
R – Dare un giudizio sprezzante sulla sanità, da medico, rischia di essere offensivo per tanti che qui, come me, ci mettono passione, impegno e sacrificio. Ciò che però mi sento di affermare è che le cose in Campania purtroppo non vanno come dovrebbero. La pandemia è stata un’occasione persa; avremmo dovuto comprendere quanto gli ospedali vadano preservati con un’azione continuativa e scientifica che parte dal territorio. Viceversa, al netto di sparute eccellenze (che giocano campionati a parte), manca una base solida in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini. I pronto soccorso sono saturi, le liste d’attesa sono infinite e la migrazione sanitaria resta un problema ad oggi irrisolto.
D – Medicina d’intervento e medicina assistenziale. Esiste un progetto della coalizione da spiegare semplicemente agli elettori?
R – RLa coalizione di centrodestra ha una visione globale sulla sanità ben definita. In particolare, il supporto alle strutture ospedaliere, principali erogatrici delle misure sanitarie d’intervento, passa per un attento lavoro sulla sanità assistenziale. Difatti, un nuovo tipo di rapporto va stabilito con le tante anime che esercitano soprattutto sul territorio. Parlo dei medici di medicina generale, che restano l’asse portante della sanità territoriale, così come non posso non menzionare gli specialisti ambulatoriali che sono fondamentali nel portare avanti una prevenzione capillare e diagnosi precoci, oltre che nell’erogare cure, piani terapeutici e tante altre prestazioni che in ospedale non si riesce più ad eseguire in grande scala. Parlo anche, e certamente, dei pediatri di libera scelta che, in una regione con livelli di obesità infantile tra i più alti in Europa ed un numero significativo di cittadini che ancora dubitano dell’importanza del programma vaccinale, giocano un ruolo delicatissimo. Così come parlo delle farmacie che possono risultare di grande aiuto nell’erogazione di servizi di screening e di diagnostica. Dare forza alla medicina del territorio, anche e soprattutto attraverso le case di comunità che dovranno essere attivate nel minor tempo possibile, consentirà alle due anime della nostra sanità di poter essere reciprocamente funzionali.
D – Sanità terreno insidioso per tutta la politica. Se vi fosse un’affermazione della sua coalizione che tipo di concertazione tra pubblico e privato convenzionato avrebbero i cittadini.
R – In un settore così delicato è necessario elaborare giudizi scevri da inutili proclami ideologici. E’ evidente che la sanità pubblica sia un bene sacro e vada difesa strenuamente. Ma non possiamo ignorare che prima ancora della sanità pubblica debba essere tutelata la salute dei cittadini. Trattare la sanità accreditata come una sanità di lega minore non porterà mai a nulla. La sanità accreditata va riconosciuta, coinvolta e, quando necessario, anche responsabilizzata. Solo così riusciremo a cambiare lo stato delle cose.
D – Come riportare l’eccellenza negli ospedali napoletani?
R – Molto semplice. Trattenendo le eccellenze e non facendole scappare in altre regioni o all’estero. Dobbiamo coltivare i talenti che germogliano nella nostra regione, non possiamo sacrificarli per far contenti anziani primari, baroni e manager politicizzati. Ho visto e conosciuto durante i miei anni di studio tanti brillanti medici lasciare la Campania perché non opportunamente valorizzati dai propri direttori. Anche in questo caso la pandemia poteva essere l’occasione per dare cariche e posizioni di responsabilità ai tanti che si erano distinti durante il Covid. Ma niente la stessa musica di prima. Se non peggio… Qualcuno ha anche detto che la soluzione sia abolire i test di medicina. Sarebbe una misura efficace per distruggere totalmente l’eccellenza professionale
D – Pinetamare privato convenzionato di alto livello. Sarà quello il modello da seguire?
R -Sicuramente è un esempio di privato convenzionato che funziona bene, ma non è l’unico. Però, come dicevo prima, sparute eccellenze servono a poco. Occorre un modello integrato di struttura ospedaliera che dialoghi col territorio e ad oggi è difficile trovarlo in Campania. Le basti pensare che quando devo inviare dal mio ambulatorio distrettuale un paziente a fare un esame diagnostico di maggiore complessità non avendo un percorso di riferimento, devo aprire l’agenda e mettermi a telefono.
D – Cirielli entusiasma i moderati?
R – Cirielli entusiasma chi crede in una svolta nella nostra regione. I toni beffardi e patriarcali non fanno parte della sua comunicazione. E’ una persona estremamente disciplinata e misurata e ha titoli ed esperienza istituzionale da vantare. Personalmente non avrei scelto leader migliore per intraprendere il mio percorso in politica e, cosa più importante, per inaugurare un nuovo corso in regione.
D – Secondo i sondaggi Fico risulta più forte a Napoli, proprio dove la sanità regionale è totalmente carente. Ci spiega questa evidente contraddizione?
R – Non mi permetto di parlare del candidato del centrosinistra, persona perbene e che rispetto. Tuttavia, vedo spesso nella mia città una tendenza ideologica, e monoftalmica, a guardare sempre a sinistra. Purtroppo, molti ripetono filastrocche senza guardare alla storia ed alle statistiche impietose. E’ un atteggiamento diffuso, ho avuto modo anche di riscontrarlo parlando con alcuni colleghi che da quando hanno appreso della mia candidatura col centrodestra hanno preso a guardarmi come un marziano, piuttosto che apprezzare lo sforzo di ascendere all’agone politico nell’interesse della collettività.
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