Il Santuario di Pompei rinnova la storica guida di preghiera nata nel 1875
POMPEI. Un ponte tascabile tra il XIX secolo e i fedeli di oggi. Il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei ha dato alle stampe una nuova edizione di “Nozioni e preci”, il celebre libretto di preghiera pubblicato per la prima volta nel 1875 da San Bartolo Longo. Nato dall’intuizione del Fondatore della Nuova Pompei per offrire ai contadini della valle un sussidio di preghiere semplice, tascabile e di immediata consultazione, il volumetto torna ora nelle mani dei pellegrini in una veste profondamente rinnovata, attenta alle esigenze spirituali del nostro tempo.
Se la sostanza dell’opera resta fedele all’impostazione originale del Beato, l’aggiornamento editoriale recepisce appieno il cammino di rinnovamento ecclesiale avviato dal Concilio Vaticano II (1962-1965). La struttura delle orazioni e delle catechesi è stata armonizzata con la liturgia odierna, mantenendo intatta la freschezza e la popolarità che ne fecero, fin dalle origini, uno degli strumenti di evangelizzazione e di alfabetizzazione spirituale più diffusi e amati del Santuario.
La principale novità di questa edizione riguarda l’adeguamento dello schema del Rosario, riordinato secondo le indicazioni della Lettera Apostolica “Rosarium Virginis Mariae”, promulgata da San Giovanni Paolo II il 16 ottobre 2002. Questo documento pontificio costituisce la vera e propria magna charta per la missione evangelizzatrice della cittadella mariana, avendo introdotto i Misteri della Luce che completano il ciclo cristologico della preghiera.Un valore ideale ed ecclesiale riconfermato con forza anche da Papa Benedetto XVI che, durante il suo storico pellegrinaggio a Pompei il 19 ottobre 2008, consegnò nuovamente quella Lettera come bussola spirituale per l’intera comunità dei fedeli.
Con questa nuova ristampa, il Santuario di Pompei rinnova il suo impegno secolare: offrire ai pellegrini della Vergine uno strumento pratico per coltivare quotidianamente la propria fede. L’operazione editoriale dimostra come un’intuizione dell’Ottocento, nata per gli ultimi della terra, sappia ancora parlare con straordinaria attualità al cuore dell’uomo contemporaneo.
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