IL GIOIELLIERE OMICIDA E LA GUERRA SANTA DELLA DESTRA CONTRO LA MAGISTRATURA
Mario Ruggero
Il caso del gioielliere Roggero è un pretesto dei partiti di destra per contestare, come sempre, le sentenze e la Magistratura . Il gioielliere assassino viene messo in mezzo dalle destre che cercano di delegittimare il potere giudiziario con una veemenza che fa spavento .
Siamo verso una dittatura invocata a gran voce da tanti giornalai del nulla , inesistenti cronisti ma servili penne che si piegano al vile denaro e non alla verità per spalleggiare i loro datori di lavoro nella ricerca del caso ad effetto e del motivo per contestare uno dei tre poteri dello Stato. Il tutto nel silenzio “ assordante” del Presidente del CSM che nulla dice, nulla vede, nulla accenna .
Eppure la situazione di fatto del Roggero è chiara .
Ad esempio , il pensiero del Magistrato di Cassazione, oggi in pensione ed anche Consigliere giuridico di due Ministri del lavoro , dott Roberto Riverso precisa in modo tecnico ed esaustivo la posizione del Roggiero …” La conoscenza richiede fatica, ricerca, confronto, tempo, umiltà, capacità di allontanarsi dai propri miseri pregiudizi.
Torno a parlare perciò del caso Roggero e la questione di cui occuparsi oggi è quella dell’asserita mancanza di capacità di intendere e di volere, avendo il gioielliere agito, secondo le conclusioni dei suoi tanti difensori d’ufficio – i novelli Carnelutti erettisi a sua difesa sui social – in uno stato incontrollabile di stress emotivo o disturbo post traumatico:
“bisogna trovarsi in certe situazioni drammatiche, non parlare dalla propria scrivania”, questo più o meno il tono con cui la questione è stata sollevata.
3 A parte che lo stesso gioielliere aveva rivendicato fieramente che lui era determinato ad uccidere, che cioè voleva uccidere, perché sarebbe stato nel suo diritto farlo;
quante volte avete sentito dire sui social che i molti giudici, che si sono occupati della vicenda, avrebbero trascurato del tutto di vagliare la presenza degli estremi del disturbo emotivo del Roggero di così forte intensità da annullare la capacità di intendere di volere, avendo lui e la famiglia subito poco prima una minaccia grave.
4.- Peccato che i novelli difensori hanno ignorato del tutto che la questione era stata lungamente affrontata nel processo fin dal primo grado e nel contraddittorio delle parti.
C’è stata infatti una serrata dialettica tra i consulenti tecnici di parte sul punto e la Corte di assise ha svolto poi una perizia d’ufficio, tanto che la questione della imputabilità risulta espressamente affrontata da pagg. 26 ss. a pag 33 della motivazione.
5.- Ma allora dico prima di sputare sentenze e di parlare a vanvera, perché non studiate e vi documentate almeno un poco?
La tranciante posizione del dott. Riverso chiarisce come non sia possibile discutere la volontà di uccidere ed anche l’intensità di codesto sentimento verso i tre rapinatori ed anche la lontananza dall’evento rapina che poteva astrattamente indicare una “ difesa”. Qui siamo ben oltre questi limiti . Ma la posizione del Magistrato non è isolata , ad esempio in Forza Italia, il deputato Calderone è sulla stessa posizione affermando “ Roggero ha ucciso due rapinatori in fuga, in stile corleonese, quando ormai né lui né la sua famiglia correvano il benché minimo pericolo. Siamo di fronte a un duplice omicidio volontario, altro che legittima difesa” . Quindi per il vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera, è evidente che non esiste un caso, non c’è un “ errore “ ,ma solo la precipua volontà di uccidere .
Calderone prosegue … “Dopo che i malviventi erano andati via, Roggero doveva chiudere la porta e chiamare i carabinieri. Poi dovevano pensarci le forze dell’ordine ad assicurare i malviventi alla giustizia, non certamente Roggero, che li ha inseguiti, ha sparato e ne ha anche preso a calci uno mentre era a terra moribondo. Se vogliamo fare ragionamenti rozzi li possiamo pure fare, ma se dobbiamo parlare di diritto quello è un duplice omicidio volontario, che non ha niente a che vedere, ma proprio neanche alla lontana, con la legittima difesa”..
Come si vede chi vuole astrarsi dalla politica e scegliere la strada principale della verità ,anche se stretta, non può tenere conto del “ cuore “ o della propria visione politica, ma solo dei fatti come verificatisi . Purtroppo ci sono tanti che vogliono spargere “ letame” sulla nostra democrazia e disarcionare il popolo dal potere per imporre una casta autoritaria che sottoposta la Magistratura a controllo può liberamente comandare , in quanto le destre non hanno minimamente a cuore “ il servizio “ che il politico dovrebbe rendere, ma si convincono che sono “ padroni” che il “ servizio “ lo vogliono fare al popolo ex sovrano . Lottare per la Giustizia e per la libertà democratica non sarà mai vano
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