Il “figlioccio di Michele Zagaria”. E’ lui il nuovo erede del clan?
Le rivelazioni dei pentiti Attilio Pellegrino, Michele Barone e Massimiliano Caterino svelano l'esistenza di un giovane di Casapesenna cresciuto nell'ombra di 'Capastorta' durante la latitanza.
CASAL DI PRINCIPE- Nonostante le recenti inchieste che hanno colpito i vertici della famiglia Zagaria — coinvolgendo i fratelli Antonio e Carmine e il nipote Filippo Capaldo — l’attenzione degli inquirenti si sposta ora su una figura rimasta a lungo nell’ombra. Dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia emerge il profilo di un “figlioccio” cresciuto direttamente dal boss Michele Zagaria.
L’erede cresciuto durante la latitanza
Il giovane, originario di Casapesenna, avrebbe iniziato a frequentare Zagaria quando aveva solo 15 anni, accompagnandolo durante la sua latitanza. Secondo gli investigatori, questo ragazzo potrebbe rappresentare l’erede designato a cui affidare la gestione dei nuovi “affari di famiglia”.
Le testimonianze chiave dei pentiti
Le rivelazioni arrivano da tre figure centrali nella ricostruzione della vita criminale del clan:
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Attilio Pellegrino: Ha raccontato di aver incontrato il boss in un’abitazione a Casapesenna in compagnia di un giovane “sveglio e attento” che guidava una minicar. Zagaria e il ragazzo si allontanarono insieme a bordo della piccola vettura.
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Michele Barone e Massimiliano Caterino: Entrambi confermano che il ragazzo era costantemente al fianco di ‘Capastorta’.
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Il ruolo educativo: Secondo Barone, le attenzioni del boss servivano a far sentire il giovane protetto, seguendo una precisa strategia per crescere nuovi adepti.
Una vita nel lusso tra yacht e Via dei Mille
La latitanza di Zagaria in compagnia del giovane non era fatta solo di nascondigli, ma anche di ostentazione e riunioni strategiche:
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Estate sugli yacht: Il boss portava il ragazzo con sé su imbarcazioni di lusso, dove si svolgevano anche incontri con altri membri del clan.
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Shopping d’alta classe: I due sono stati avvistati nelle boutique più esclusive di Napoli, tra via Dei Mille e via Calabritto.
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Tempo libero: Il boss passava le giornate giocando a carte con il giovane.
Il piano matrimoniale: Michele Zagaria sperava persino in un fidanzamento tra il suo protetto e la figlia di Vincenzo Inquieto e Rosaria Massa, mossa che avrebbe consolidato ulteriormente i legami interni alla consorteria.
Oggi quel ragazzo potrebbe aver assunto un ruolo di spessore all’interno dell’organizzazione. Sebbene i nomi dei familiari diretti restino sotto la lente d’ingrandimento, la figura di un “erede di formazione” cresciuto secondo i dettami di Zagaria apre nuovi scenari sulle dinamiche attuali del clan dei Casalesi.
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