Il 2025 un anno di rialzi per tutte le Borse Mondiali e tanti altri settori finanziari
Il toro abita in Piazza Affari. In Europa in ordine di rialzi prima Madrid poi Milano. Rialzi record per i metalli preziosi
Il 2025 è stato un anno difficile a livello politico ed economico per tutto il pianeta. I drammi delle tante guerre sparse per il mondo. Di tante non si hanno neanche notizie, noi abbiamo negli occhi le scene drammatiche viste in tv sul conflitto tra Russia ed Ucraina e nel Medio Oriente, dove è stata perpetrata la distruzione della Striscia di Gaza e dei Palestinesi in essa residenti. La sofferenza delle popolazioni civili colpite, lo strazio per le giovani vite mandate al fronte a morire per motivi che magari neanche conoscono continueranno ancora nel nuovo anno, speriamo per poco. Da un punto di vista economico destabilizzante è stata la politica protezionista di Donad Trump che con l’inserimento dei dazi ha turbato l’organizzazione dei commerci internazionali. Non dimentichiamo poi i problemi interni per tante economie di singole nazioni in costante difficoltà con inflazione, debito pubblico, disoccupazione, economia che ristagna, poco sviluppo e, non ultimo contrazione demografica.
Come oramai da anni abbiamo osservato, non sempre le borse rappresentano il barometro dell’economia di quel determinato paese. Infatti se esprimessero il vero stato di salute dell’economia dei paesi di riferimento, o subissero l’influenza della geopolitica attuale, non avremmo visto questi risultati. Certamente però la globalizzazione dei mercati, la presenza generalizzata di nuovi settori trainanti dell’economia (Tecnologia e AI) in tutti i paesi più sviluppati, ed una diffusa liquidità circolante che consente agli operatori nuovi acquisti, fanno sì che le borse viaggiano su un binario diverso da quello dell’economia reale.
Con questo stiamo dicendo che probabilmente c’è poca spiegazione ai rialzi veramente record registrati da alcune piazze, e da alcuni comparti di titoli. Diverso il discorso invece per altri beni come le materie prime, che rispondono più direttamente a sollecitazioni economiche o eventi internazionali.
Vediamo di seguito quanto hanno guadagnato quest’anno le principali borse mondiali:
Borse Asiatiche: Giappone indice Nikkei 225 +26%, indice Topix + 22%
Cina indice Shanghai Composit +16%, indice CSI 1000 +23%
Korea indice Kospi +75%
Hong Kong indice Hang Seng +30%
Singapore indice Sti +22%
Borse Usa: Wall Street indice S&P 500 +17%, indice Dow Jones +14%, indice Nasdaq 100 +21%
Canada: indice Tsx composite +28%
Borse Europee: Germania indice Dax +22%
Francia indice Cac 40 +10%
Gran Bretagna indice Ftse 100 + 20%
Svizzera indice Smi +14%
Spagna indice Ibex 35 + 50%
Olanda indice Aex +8%
La Borsa Italiana: conclude l’anno con l’indice FTSE Mib che ha guadagnato il 31%. Ma occorre andare a guardare alcuni comparti azionari che hanno performato in modo incredibile. Il primo è il settore bancario il cui indice di riferimento è l’Ftse Italia Banche ha performato del 66%. Bene anche il settore industriale, ad eccezione dell’automotive, il cui indice settoriale Ftse Italia Industria ha guadagnato il 46%. E’ triste però riflettere sul fatto che la ripresa della produzione di armamenti ha spinto anche nel nostro paese le società del settore. Infatti il titolo Leonardo chiude l’anno con un +88% di guadagno e Fincantieri +139%, anche se ben inteso la società costruisce e ripara navi di tutti i generi.
Nel settore obbligazionario domestico i risultati sono stati altrettanto lusinghieri, uno spread in costante discesa durante tutto l’anno, i rendimenti dei nostri Titoli di Stato contenuti dimostrano una buona tenuta del nostro Debito Pubblico ed un risparmio in termini di interessi da corrispondere. Inoltre le sottoscrizioni di nuovi titoli andate sempre tutte assegnate tra Enti Istituzionale e mercato retail hanno dimostrato che il nostro sistema paese è degno di fiducia e da sicurezza.
Nel mercato valutario l’Euro ha guadagnato quest’anno il 13% nei confronti del Dollaro e dello Yen. L’indebolirsi del Dollaro nei confronti della valuta europea è stato determinato da vari fattori. Una certa diminuzione della crescita economica quest’anno negli Usa a confronto con l’Europa e la guerra commerciale portata avanti da Trump con i dazi, potrebbero essere stati alcuni dei motivi. Ma sicuramente da metà anno, da quando il prezzo dell’oro ha iniziato la sua corsa al rialzo, il dollaro che notoriamente al pari del metallo giallo è considerato bene rifugio, si è ulteriormente indebolito.
Le materie prime campionesse di rialzi per questo anno 2025. L’oro +70%, argento +140%. Altri metalli nobili molto richiesti sui mercati: palladio +90% platino +145% o meno nobili ma molto utili tipo il rame +40% hanno performato in maniera notevole. Abbiamo già altre volte analizzato i motivi che hanno portato oro e argento a performare in tal modo nel corso dell’anno. Ma per gli altri metalli si ipotizza grande domanda dai settori di produzione per uso industriale, a fronte di scarsa disponibilità, piuttosto che richiesta per scopi di investimento.
L’unica materia prima che termina l’anno con una perdita di valore è il petrolio. Sia il Brent del Mare del Nord che il WTI Americano chiudono l’anno con un bilancio negativo di circa il 18%. Durante tutto l’anno non abbiamo sentito e letto altro che: offerta superiore alla domanda, scorte superiori ai consumi preventivati ecc. Nonostante le decisioni dell’Opec che hanno cercato di mantenere in equilibrio domanda e offerta, qui gli eventi bellici in Russia possono avere anche influito, sanzioni, infrastrutture danneggiate, limitazione della commercializzazione del greggio russo, tutti motivi che apparentemente avrebbero potuto mantenere alta la domanda e che hanno in realtà contribuito a deprezzarne il valore.
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