I titoli obbligazionari (2 parte) – 6° puntata di “Pillole di Finanza”
2^ parte Titoli di Stato italiani
I Titoli di Stato italiani (c.d. mercato domestico) possono essere divisi e classificati in due modi fondamentali, secondo la durata del prestito: titoli a breve, media e lunga scadenza.
Secondo il tipo di remunerazione delle cedole: a tasso fisso o variabile.
In base alla durata del prestito:
Buoni Ordinari del Tesoro (BOT) titoli emessi con scadenze brevi: tre, sei mesi, massimo un anno.
Certificati di Credito del Tesoro (CCT) titoli con durata media, massimo dieci anni.
Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) titoli della durata media e lunga intorno ai dieci anni con emissioni che raggiungono anche i trenta ed eccezionalmente anche quaranta e cinquanta anni.
In base al tipo di tasso di remunerazione delle cedole:
Tasso variabile: classico esempio i CCT al momento dell’emissione viene stabilita in genere solo il rendimento della prima cedola, a seguire il rendimento delle altre verrà stabilito sulla base dell’andamento di determinati parametri di riferimento.
Tasso Fisso, prestabilito al momento dell’emissione del prestito e uguale per tutte le scadenze fino al rimborso: classico esempio i BTP, anche se oggi ci sono delle eccezioni come vedremo nella terza parte.
Particolare invece è la tecnica del rendimento dei BOT, i cui titoli sono c.d. “Zero Coupon” in quanto privi di cedola; il guadagno dell’investimento in questo caso deriva dalla differenza di prezzo (forbice) tra il prezzo di emissione, o di acquisto, ed il valore di rimborso che sarà sempre uguale al nominale. Una volta un po’ impropriamente si diceva che l’interesse era corrisposto anticipatamente, ma il concetto era ed è: acquisto Euro 10.000 di nominale pagando 98 centesimi, quindi spendo subito 9.800 Euro, alla scadenza tra un anno incasso il nominale. L’esempio è semplice e banale e non considera eventuali oneri aggiuntivi, o fiscali, ma giusto per chiarezza, aiuta a comprendere il rendimento di un titolo emesso senza cedole (Z.C.) in quanto oltre ai Buoni del Tesoro ne esistono anche altri emessi da enti pubblici o società private.
L’emissione da parte del Tesoro avviene attraverso un asta competitiva sul rendimento alla quale possono accedere solo gli operatori del settore (banche). Le offerte in asta sono espresse in termini di rendimento anziché di prezzo; ogni operatore può inserire fino ad un massimo di cinque richieste con un piccolissimo scarto differenziale tra le cinque offerte indicando il nominale da sottoscrivere ed il relativo rendimento. Sarà poi la Banca d’Italia che gestirà il tutto procedendo alle assegnazioni.
Una volta assegnati alle banche saranno queste che le riproporranno ai risparmiatori applicando loro anche una piccola commissione, che tra ritenuta fiscale del 12,50% applicata in aggiunta al prezzo di emissione, eventuali altri oneri (deposito titoli ecc.) rendono a parere di chi scrive l’operazione inutile in quanto un piccolo risparmiatore non trae nessun profitto.
Tanti anni fa i margini erano molto più ampi, i tassi molto più alti, anche ovviamente a causa di un’inflazione elevata ed un contesto economico diverso, ma comunque in grado di rendere l’investimento remunerativo per chi voleva rientrare della somma in breve tempo senza tenerla in parcheggio magari sul conto corrente.
Analizziamo invece il funzionamento dei CCT attualmente in circolazione che in questi ultimi anni si sono molto ridotti di numero a confronto di quanti ne esistevano una volta, e che relativamente alla forma di calcolo del rendimento cedolare sono tutti indicizzati al tasso Euribor a sei mesi.
Il tasso Euribor a sei mesi rappresenta il costo medio al quale le principali banche europee si scambiano prestiti in euro con durata semestrale. Lo stesso tasso serve anche al calcolo dei mutui a tasso variabile.
La durata di questi titoli varia dai tre ai sette anni, sono offerti in sottoscrizione in genere a periodicità mensile utilizzando la tecnica dell’asta marginale dove tutti i partecipanti pagheranno lo stesso prezzo di aggiudicazione (c.d. prezzo marginale). Saranno rimborsati alla scadenza alla pari ed in unica soluzione.
Ritornando alla tecnica di calcolo degli interessi cedolari, c’è da aggiungere uno spread al tasso Euribor, più un eventuale scarto di emissione. Le cedole vengono pagate semestralmente e posticipatamente.
Classico esempio invece di Titolo di Stato emesso a tasso fisso di lunga durata è sicuramente il BTP. E’ questo attualmente il prestito obbligazionario emesso dal Tesoro più diffuso. Di conseguenza si tratta delle obbligazioni governative italiane più scambiate sul mercato nazionale dove è facile imbattersi in titoli dalle scadenze anche molto lunghe, contraddistinti da un’ ampia varietà di tassi di interessi nominali.
Il tasso di interesse cedolare è stabilito fisso al momento dell’emissione (che anche qui avviene con un metodo di asta marginale) uguale per tutta la durata del prestito, pagato semestralmente e posticipato, che potrebbe risultare anche superiore in caso di scarto di emissione. Il rimborso del capitale avverrà in unica soluzione alla scadenza ed a valore nominale.
I Buoni del Tesoro poliennali sono gli strumenti più diffusi attraverso i quali lo Stato (debitore) acquisisce capitale costantemente per far funzionare la macchina pubblica e i sottoscrittori (creditori) che l’acquistano conoscono da subito tutte le caratteristiche remunerative scegliendo la durata dell’investimento.
Si tratta inoltre di titoli molto trattati sull’apposito mercato MOT ( Mercato Obbligazionario Telematico) una piattaforma elettronica alla quale possono accedere sia le figure professionali (Banche Fondi ecc.) sia gli investitori retail direttamente attraverso l’home banking o la loro banca.
Una volta avvenuta l’emissione il Btp viene immediatamente quotato quindi diventa acquistabile anche ad un prezzo diverso da quello a cui è stato aggiudicato, il mercato fa la sua parte, l’obbligazione rientra nella massa generale dei titoli disponibili con le caratteristiche proprie che possono orientare la scelta dell’acquirente.
Scelta che essendo molto ampia consente agli operatori specializzati ed anche ai trader più esperti di effettuare operazioni di compra vendita, con scopi pure di tipo speculativo, in un mercato molto liquido e trasparente.
Commento all'articolo