I Titoli azionari (prima parte) 2° puntata di “Pillole di Finanza”
"Scopri cosa sono le azioni, come funzionano nelle società quotate e i diritti degli azionisti. Differenze tra piccole Spa e grandi aziende nel FTSE Mib. Approfondimenti su capitale sociale e flottante."
Cosa sono i titoli azionari e come funzionano nelle società per azioni
Riprendiamo il discorso per che avevamo iniziato mercoledì 3 luglio dove parlavamo dell’indice FTSE Mib di Borsa Italiana, avevamo spiegato che cosa è a cosa serve e come si compone, ma non siamo scesi nel dettaglio per spiegare meglio che cosa è una azione, perché magari diamo per scontato che tutti siano a conoscenza di queste nozioni base. Però il dubbio che qualche chiarimento possa essere necessario ci è venuto, e con l’appuntamento settimanale di oggi vogliamo dare qualche nozione base chiarificatrice.
Analizzeremo quindi i concetti fondamentali delle società per azioni secondo la legislazione italiana che sono validi sia per piccole Spa che per grandi realtà societarie quelle che possono anche, se dotate poi di specifiche caratteristiche, essere ammesse alle quotazioni nella Borsa Valori italiana, e di conseguenza anche essere selezionate per far parte dell’indice FTSE Mib.
Un’azione rappresenta una quota parte del capitale sociale di una società. Dal momento in cui si diventa azionisti di una Spa, per acquisto in borsa, per essere tra i soci costituenti la società, o per averle ricevute magari in eredità, si diventa partecipi delle vicende aziendali. Ne costituiscono esempi: la ripartizione degli eventuali utili societari; la partecipazione alle assemblee, nella quale è possibile esprimere il proprio parere attraverso il diritto di voto; ma anche la perdita della somma investita in caso di azzeramento di capitale a causa di perdite, o peggio, di fallimento della società.
Differenze tra azionisti di piccole Spa e grandi società quotate
Descritte in questi termini la mente va subito alle società di grandi dimensione che quindi possono anche essere quotate in borsa, ma è opportuno precisare che lo status di azionista prescinde dalla dimensione della società. Diritti, obblighi, adempimenti e quant’altro, sono comuni sia agli azionisti di una piccola Spa, i cui soci magari sono anche legati da vincoli di parentela o amicizia, che agli azionisti di una grande Spa quotata. Quello che cambia però è il concetto della partecipazione alla vita aziendale, attiva e diretta per un socio di una piccola realtà che nutre interessi primari sulla buona riuscita dell’andamento aziendale; contrariamente, l’investitore (risparmiatore o speculatore) di solito è solo interessato ad ottenere un ricavo dal suo investimento.
Capitale sociale, flottante e ruolo degli azionisti
Il capitale sociale di una società quotata è composto da azioni che possiamo dividere virtualmente in due parti. La prima è posta nelle mani degli azionisti di maggioranza, i veri proprietari dell’azienda che possono essere persone fisiche, o a loro volta società. Stiamo parlando del pacchetto di maggioranza che appartiene al così detto “zoccolo duro”; sono loro, che con corposi quantitativi di azioni, votando in assemblea, determinano le scelte le politiche aziendali i business plan e così via. Il resto delle azioni componenti il capitale fanno parte del così detto capitale diffuso il “flottante” che è quella parte di azioni scambiate in borsa e che sono quindi detenute da singoli azionisti, risparmiatori investitori, o da banche, Fondi Comuni di Investimento, Fondi Pensione italiani o esteri, vale a dire insomma i così detti investitori istituzionali. Maggiore è il capitale flottante più si dice in gergo che la società è “liquida”, ciò significa che è più facile anche lo scambio in borsa con la continua produzione di prezzi in acquisto o in vendita garanzia di più facile negoziazione.
Pertanto sarà intuitivo comprendere che anche al piccolo risparmiatore che acquista sul mercato 500 azioni di una primaria società assicurativa (tanto per fare un esempio) spetta il diritto di partecipare all’assemblea (ogni azione rappresenta un diritto di voto), ma non sarà interessato a farlo; il suo scopo è magari quello di incassare i dividendi o rivendere i titoli con una plusvalenza, diversamente dai possessori di grandi pacchetti azionari che hanno anche interessi sulla governance aziendale.
Ci ritroveremo il prossimo mercoledì 16 luglio dove nella seconda parte analizzeremo gli aspetti giuridici, per concentrarci infine sulle azioni quotate nel nostro mercato finanziario.
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