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Giugliano – Costodia cautelare per fatti di Camorra

d3514dba-166c-4e88-a71f-de3c9720c4ee-300x169 Giugliano - Costodia cautelare per fatti di Camorra

Giugliano in Campania,

Un articolato sistema di sostentamento al clan attraverso la realizzazione di una cassa Comune in cui confluire danaro proveniente da imposizioni per ottenere il “pizzo” da commercianti ed imprenditori edili nonché prestazioni come il concedere loro locali per l’esercizio del gioco di azzardo.
Cani sciolti o reflui di un clan che da mesi e’ rimasto orfano del capo storico Francesco detto Cicci’e’ Carlantonio fratello dell’altrettanto noto Giuseppe,entrambi esponenti del Cartello camorrista denominato “Alleanza di Secondigliano”, costola criminale della Nuova Famiglia nata negli anni 80 per un errore giornalistico (si chiamava in realtà Nuova Fratellanza); anteposta all’epoca alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo.
Accurata articolazione di fatti, circostanze ed indagini da parte del GIP Ambra Cerabona che ha ritenuto sufficienti i gravi indizi di colpevolezza raccolti dai Carabinieri della Compagnia di Giugliano nei confronti confronti di cinque persone e per questi secondo il GIP meritevoli della misura custodiale in carcere: Cerqua Carmine; Corona Roberto; Lama Alfredo; Ronga Gennaro; d’Alterio Giuseppe.
Ai domiciliari Giuseppe Sacco. (Tutti presunti innocenti sino a prova contraria; difesi dagli Avvocati Luigi Poziello e Caserta ).Non accolte le richieste della Procura per quanto riguarda Giovanna d’Agostino
(difesa dagli Avvocati Antonio Abet Andrea Lucchetta e dalla p.Avv Luisa Scalise)
Al cui riguardo il sequestro della somma di danaro di circa un anno fa non e’ stato ritenuto al momento GIP inquadrabile in una dimensione di riciclaggio aggravato dalla finalità mafiosa stante anche l’inesistenza di fermi con pregiudicati e di relazione con i coindagati per legittimare l’appartenenza al sodalizio criminoso.Assenzadi gravi indizi anche nei confronti di Ivan Falcone.

Diversa la motivazione per il rigetto della richiesta di arresto per Emanuele Piscopo e Piero Tortorelli,già in carcere per altro motivo, rispetto a cui il GIP ha rilevato il non rispetto del termine di fase da parte della Procura durante le indagini preliminari.

Indagini che comunque continuano per individuare sodali sia in forma palese che in forma larvata.

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