Aia: giudice italiano condannato dal tribunale a 15 anni di carcere
Aia, Corte Penale Internazionale
Il giudice italiano della Corte Penale Internazionale, Salvatore Aitala, che aveva spiccato dall’Aja il mandato di cattura per il presidente russo Vladimir Putin, è stato condannato in contumacia assieme ad altri suoi colleghi dal tribunale di Mosca a 15 anni di carcere, per aver “perseguito persone innocenti” e per “tentata violenza contro persone che godono di protezione internazionale”.
Mossa politica, più che Provvedimento Giudiziario, quello della Magistratura russa che, infligge una condanna ad un Giudice Italiano componente di una Commissione Penale Internazionale a quindici anni di carcere, per avere perseguito persone innocenti; allo stesso tempo garantite dal Diritto Internazionale che li protegge.
Mossa politica che ancora una volta rappresenta tutta la disistima verso gli italiani rappresentati da un governo che oramai, senza alcun pudore, “vuole essere” un ostacolo importante per il processo di pace, unicamente per tutelare interessi economici delle Lobby europee che ovviamente hanno scelto il governo Meloni come capofila, di una falsa Europa che in chiave transnazionale oramai sostiene e foraggia il reale guerrafondaio autore di tutto, ovviamente il comico non ex, leader Ucraino oramai delegittimato da un popolo che al voto lo rimanderebbe a casa proprio come succederebbe in Israele con “Bibi”.
La prova di questo smascheramento è dato dall’atteggiamento di Trump che comprendendo il disegno Europeo “dei capitani di ventura” che, hanno posto burattini a capo dei governi europei tutti filo Biden, vuole sganciarsi da partners che attraverso l’uso strumentale della NATO, vogliono rafforzare attraverso intrighi ed affari, i conti correnti dei “Signori della guerra” che la gestiscono, custoditi in Svizzera. Putin ha compreso che oramai il governo italiano non è affidabile tantomeno coerente, non comprendendo del tutto che la Meloni, non può esserlo perché schiava di chi ha investito su di lei da tanti tempo.
La prova questo atteggiamento è dato dalla partecipazione del Presidente Palestinese alla Festa del partito di governo. Forse il palestinese più corrotto e più filoisraeliano del suo mondo, delegittimato da tutti, che non ha mosso un dito per difendere Gaza e le duecentomila persone uccise.
Dalla foto di rito appare soddisfatto perché a casa Meloni si sente a casa sua.
Per questo misto fritto di doppio giochismi Putin ha permesso l’incriminazione di un magistrato italiano.
Un segnale ed una conferma allo stesso tempo: l’Italia non ha mai terminato una guerra dalla parte in cui l’ha cominciata. Lo dice la storia.
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