Garlasco: la Procura chiede il giudizio per Andrea Sempio
nonostante Alberto Stasi stia ancora espiando la condanna, che a dire di molti presto sarà conclamata come un ennesimo errore giudiziario.
La Procura contesta ad Andrea Sempio anche l’aggravante della crudeltà. È iniziato il risiko dei rispettivi collegi difensivi.
La Procura, comunque, nella sua impersonalità, senza pudore alcuno, deve procedere a testa bassa, perché ormai orientata alle risultanze di un’indagine lunga, estenuante e, per certi versi, contraddittoria, perché profondamente inquinata da errori e volontà di omettere più che di sbagliare obiettivo.
Per questo nessuna mea culpa, perché all’epoca dell’inizio dello scempio investigativo delle indagini su Chiara Poggi il lavoro di giudici e polizia giudiziaria ha sposato da sempre, con la complicità mediatica della Bruzzone e l’incompetenza funzionale e strutturale di Luciano Garofano, la tesi della colpevolezza di Stasi a tutti i costi e a ogni costo, per cui ora le conseguenze sono disastrose.Più che la verità, ora sono gli interessi di parte a essere il primo obiettivo di Liborio Cataliotti, difensore di Andrea Sempio, e dell’iconico De Renzis, equivalente per Alberto Stasi.Il primo, logicamente, bloccherà la preliminare in attesa della decisione sulla revisione di Alberto Stasi, e il secondo, rilevata l’espiazione di tutta la pena del proprio assistito, sarà orientato a non compromettere la sicura richiesta di risarcimento danni per ingiusta detenzione.In mezzo, tutti i tristi figuri che hanno lavorato, per dolo o per colpa, male sin dall’inizio delle indagini, che per anni hanno stagnato anche di fronte a undici omicidi mascherati, secondo lo scrivente, e a un’indagine omessa sul Santuario di Santa Maria delle Bozzole, dove a essere presunta non è la Fede ma la lussuria e il coinvolgimento di altri demoni, sia laici che religiosi.
Sullo sfondo, poco chiaro come il nome delle indagini sulle corruzioni pavesi, una provincia che si riscopre più puttana che mai come la provincia italiana e che, come sostiene la collega Giovanna Paolino, subisce in questi giorni una rivisitazione mediatica da parte dei poteri forti, a cui fa eco una visita programmata del Papa.
Tutto un circo, comunque, su cui pende un profilo violato di costituzionalità invocato dalla difesa di Sempio, che dovrebbe rilevare il GIP in funzione di giudice a quo designato, che per la mole di lavoro e l’attenzione invadente ed esigente di tutti non invidia nessuno.
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