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Garlasco – Carabinieri all’attacco
Indagini su corruzione e intercettazioni nel caso Garlasco: sotto accusa ex procuratore e carabinieri

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Garlasco, Carabinieri all’attacco

Il nucleo investigativo di Milano ha chiesto alla Procura di Brescia – invocando una norma deroga del Codice in quanto l’omicidio di Garlasco può essere equiparato ad un caso di terrorismo internazionale – l’autorizzazione ad acquisire i Tabulati delle telefonate relative agli ultimi 72 mesi di traffico telefonico relativi alle utenze telefoniche in uso a Silvio Sapone, Giuseppe Spoto ed Antonio Scoppetta, tutti Carabinieri appartenenti alla Sadra di Polizia Giudiziaria con a Capo Mario Venditti, incaricati di ascoltare le intercettazioni riguardanti Andrea Sempio, la cui seconda Archiviazione avvenne solo dopo 21 giorni d’indagine nel 2020. Sotto la lente d’ingrandimento la prova della Corruzione in atti giudiziari dell’ex Procuratore di Pavia Mario Venditti da parte del papà di Andrea Sempio, entrambi iscritti nel registro degli indagati , attraverso la datio di 43.000/00 euro.qu

Per i lettori:
la Procura di Brescia indaga su comportamento del Magistrato perché laProcura della Repubblica di Brescia è competente ad indagare sui Magistrati di Pavia che a loro volta hanno indagato ed indagano sulla morte di Chiara Poggi. Per connessione oggettiva e soggettiva, attenzionati sono i Carabinieri che operavano con Mario Venditti, uno dei quali è stato condannato a 4 anni di reclusione per una questione relativa a scambi di favori tra imprenditori di Pavia Carabinieri e Procura della Repubblica. Va detto che solo il Tribunale di Brescia ha annullato i sequestri e le perquisizioni fino ad ora effettuate dalla Procura di Brescia nei confronti di Mario Venditti e dei tre Carabinieri per la insussistenza delle motivazioni a sostegno. Cosa cerca la Procura in quei tabulati ? La prova della Corruzione attraverso il riscontro del fantomatico testimone che da mesi suggerisce alle Procure la presenza di elementi a sostegno e suffragio delle sue dichiarazioni . Un eventuale riconoscimento dell’episodio corruttivo, anche in fase istruttoria, catapulterebbe Andrea Sempio nella dimensione di presunto colpevole.

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