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Fulmini: cosa sapere
Regole di sopravvivenza di fronte al pericolo

Fulmini: cosa sapere e regole di sopravvivenza di fronte al pericolo.

Il fulmine è uno dei fenomeni naturali più spettacolari, violenti e antichi della Terra.

Tuttavia, dietro la sua magnifica e luminosa coreografia si cela una forza distruttiva immane, capace di sprigionare in pochi microsecondi una quantità di energia pari a milioni di volt.

Nonostante i notevoli progressi della meteorologia e della tecnologia di monitoraggio, i fulmini continuano a mietere vittime in tutto il mondo, cogliendo spesso di sorpresa escursionisti, sportivi e persino persone all’interno delle proprie abitazioni.

Comprendere la natura fisica di questo fenomeno, analizzare i casi di cronaca più recenti e conoscere le linee guida comportamentali non è soltanto un esercizio di curiosità scientifica, ma una necessità vitale per la salvaguardia della vita umana.

Per comprendere la fisica del fulmine: cos’è e come si genera.

E’ fondamentale esaminare i processi termodinamici ed elettrici che avvengono all’interno di una nube temporalesca, comunemente nota come Cumulonembo.

Nella nube si forma una colossale separazione di carica: la parte superiore diventa prevalentemente positiva, mentre la base accumula una densa carica negativa.

L’aria normalmente  è un isolante, cioè non lascia passare l’elettricità.

Tuttavia, quando la differenza di carica tra la nuvola (negativa) e la terra (positiva) diventa enorme, si crea un campo elettrico potentissimo.

Se questo campo supera il limite di resistenza dell’aria (chiamato rigidità dielettrica, pari a ben 3 milioni di volt per ogni metro di distanza), l’aria subisce una vera e propria rottura fisica.

In quel momento smette di fare da barriera e diventa un conduttore, creando la “strada” perfetta in cui l’elettricità può scorrere liberamente sotto forma di fulmine.

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale conferma che i fulmini rappresentano una percentuale significativa dei decessi legati a eventi meteorologici estremi.

Negli ultimi tempi, la combinazione tra ondate di calore estreme e improvvise irruzioni di aria fredda ha intensificato la frequenza dei temporali di calore, spesso letali per chi si trova all’aperto.

Un drammatico esempio si è verificato di recente sulle pendici dell’Etna, in Sicilia.

Un turista statunitense di trent’anni ha perso la vita dopo essere stato colpito da un fulmine mentre percorreva un’area di alta quota durante un’escursione.

I soccorritori, intervenuti con elicotteri e squadre specializzate, lo hanno ritrovato in arresto cardiaco oltre la linea degli alberi, dove la totale assenza di ripari naturali rende i soggetti il punto più alto esposto alla scarica elettrica.

Nello stesso fine settimana, un analogo tragico evento si è consumato sulle Alpi, in Alto Adige, dove un escursionista ha perso la vita colpito da una scarica elettrica durante la discesa dalla montagna.

Le statistiche confermano che le aree montane sono tra le più pericolose: la rapida evoluzione dei cumulonembi in estate non lascia il tempo di rientrare nei rifugi.

Sebbene la maggior parte dei casi coinvolga persone all’aperto, i fulmini possono colpire anche all’interno degli edifici.

Un episodio emblematico è avvenuto in Liguria, in Val Graveglia, dove un uomo di 73 anni è stato investito da una scarica elettrica mentre si trovava nella propria abitazione.

L’uomo stava asciugando una perdita d’acqua impugnando un attrezzo metallico quando un fulmine si è scaricato sull’immobile (o sulla rete tecnologica collegata).

La corrente è entrata attraverso la mano e fuoriuscita da una gamba. Miracolosamente sopravvissuto, l’uomo è stato trasportato in ospedale in codice giallo.

Questo caso dimostra come i fulmini possano propagarsi attraverso impianti elettrici, tubature idriche e strutture metalliche, rendendo pericoloso il contatto con conduttori durante i temporali.

Gli effetti del fulmine sul corpo umano: l’energia attraversa il corpo in una frazione di secondo.

I meccanismi di lesione sono molteplici e spesso devastanti: l’arresto cardiocircolatorio e respiratorio è la causa principale di morte immediata; le ustioni cutanee possono essere superficiali o profonde; le lesioni neurologiche provocano la perdita di memoria, confusione, neuropatie periferiche e paralisi temporanee o permanenti ed infine il barotrauma, ossia l’onda d’urto del tuono e l’espansione istantanea dell’aria circostante possono causare la perforazione dei timpani e gravi danni polmonari.

Come prevenire e mitigare il rischio sono i due pilastri fondamentali.

Il riconoscimento precoce del pericolo e ladozione di comportamenti corretti durante un temporale servono per salvarsi.

Per stimare la distanza di un temporale si utilizza un metodo empirico ma estremamente efficace:

  • Non appena si vede il lampo, si inizia a contare i secondi (uno, due, tre…).
  • Ci si ferma quando si ode il tuono corrispondente.
  • Si divide il numero dei secondi per 3. Il risultato indica la distanza approssimativa del temporale in chilometri (poiché la luce viaggia istantaneamente e il suono viaggia a circa 340 metri al secondo).

Regola pratica: Se il tempo tra lampo e tuono è inferiore a 30 secondi (il temporale è a meno di 10 km), il pericolo è imminente e bisogna cercare immediatamente un riparo sicuro.

Si deve attendere almeno trenta minuti dall’ultimo tuono udito prima di riprendere le attività all’aperto.

Se ci si trova in montagna, in campagna, su una spiaggia o in un campo sportivo e sopraggiunge un temporale:

  • Allontanarsi da alberi isolati: Gli alberi alti e isolati attirano i fulmini per via della loro altezza e della linfa conduttrice. Mai cercare riparo sotto un albero isolato o ai margini di un bosco fitto.
  • Evitare specchi d’acqua e spiagge: L’acqua è un eccellente conduttore.

Chi si trova in barca, a nuoto o sul bagnasciuga deve allontanarsi immediatamente.

  • Allontanarsi da oggetti metallici: Recinzioni, tralicci, piccozze, biciclette, mazze da golf e ombrelli con parti metalliche fungono da terminali preferenziali per le scariche.
  • Assumere la posizione di sicurezza: Se non è possibile raggiungere un riparo sicuro e ci si sente “rizzare i capelli in testa” (segno inequivocabile che il campo elettrico è saturo e il fulmine sta per cadere), bisogna accovacciarsi a terra unendo i piedi, abbassando la testa e coprendosi le orecchie con le mani.

Non bisogna mai sdraiarsi completamente a terra, poiché una superficie di contatto maggiore aumenterebbe il rischio di essere investiti dalla corrente di terra (step potential).

La casa offre una protezione eccellente, ma richiede alcune precauzioni per evitare danni indiretti:

  • Evitare il contatto con l’acqua: Non fare la doccia, il bagno o lavare i piatti durante un temporale, poiché le tubature metalliche o in plastica possono condurre elettricità dall’esterno.
  • Scollegare i dispositivi elettronici: Televisori, computer e router dovrebbero essere staccati dalle prese di corrente per evitare che sovratensioni causate da fulmini vicini possano distruggerli o causare cortocircuiti.
  • Evitare telefoni fissi con filo: L’uso di telefoni collegati alla rete fissa è sconsigliato durante i temporali violenti.
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