Flash Finanza – Rubrica di economia e finanza (dal 4 agosto all’8 agosto 2025)
Il resoconto dei mercati finanziari dal 4 agosto all'8 agosto 2025
Nel dare il bentornato ai nostri lettori di Flash Finanza ci sentiamo di dire che:
Il fine settimana appena trascorso a nostro avviso si può sintetizzare in due parole: guerra e pace.
Non c’entra la politica in senso stretto e tanto meno l’economia, di cui si è parlato poco o nulla. Ma chi scrive è rimasto colpito da due episodi:
Il presidente Trump, a seguito di uno scambio di battute a distanza con l’ex presidente russo Medvedev risponde inviando due sommergibili nucleari, così a scopo deterrente, quanto più vicino alla Russia, evocando nell’immaginario dei più, antichi spettri di guerra, solo fredda … si spera.
I giovani di tutto il mondo convergono a Roma per partecipare al Giubileo (sono stati contati circa un milione di ragazzi), hanno invaso pacificamente la capitale sabato, con i loro colori con le loro bandiere i loro canti; ed hanno pregato domenica a Tor Vergata con il neo eletto Pontefice Papa Leone XIV. Fortunatamente c’è ancora un domani di pace.
Lunedì: bel rimbalzo stamane in prima battuta per tutti i mercati europei, tranne Zurigo, dopo il venerdì di passione appena trascorso, la migliore proprio Milano. In leggera ripresa l’euro sul dollaro, mentre restano stabili i prezzi di oro e petrolio in linea con gli ultimi segnati la scorsa settimana.
Lieve rialzo dei prezzi delle obbligazioni domestiche con uno spread che a metà mattinata segnava 83,80 punti contro Bund. Prosegue il rialzo per tutta la giornata, Milano in particolare è spinta dai bancari ed a due ore circa dalla fine delle contrattazioni il guadagno arriva a sfiorare il 2%. A metà mattinata viene confermata la notizia di un aumento della produzione petrolifera da parte dell’OPEC (più cinquecentomila barili al giorno) questo porta giù il prezzo del Brent che intorno alle 15,00 registra 68,38 $ a barile.
Al termine delle contrattazioni le piazze europee chiudono tutte al rialzo. Milano si conferma la migliore, l’unica borsa penalizzata è quella di Zurigo che termina con una leggera perdita dovuta alla preoccupazione dei tassi, Trump per gli Elvetici ha applicato il 39%. Si conferma in chiusura l’andamento dei nostri bond e dello spread con quanto visto in mattinata.
In ripresa il prezzo dell’oro, ed in flessione il petrolio. Le borse americane nel pomeriggio viaggiano in territorio positivo e in serata tutti e tre gli indici principali chiudono al rialzo confermando l’andamento di tutta la seduta.
Martedì: come prevedibile apertura tranquilla stamattina per tutte le piazze europee dopo l’exploit di ieri. A metà seduta la migliore è Francoforte. Stabile anche il mercato obbligazionario con uno spread a 83 punti intorno alle 12,30. Il cambio euro dollaro si attesta intorno a 1,1537; le materie prime segnano prezzi un po’ più deboli di ieri, l’oro quota 3355 $ oncia, il petrolio brent 68 $ per barile.
Archiviamo una giornata tranquilla sui mercati europei con scambi anche inferiori a quelli di ieri, tutti gli indici tranne Parigi (-0,14%) chiudono leggero incremento. Le attese sull’applicazione dei dazi tra pochi giorni, ed un’eventuale riduzione dei tassi da parte della Fed hanno orientato gli operatori a stare alla finestra. I Titoli di stato riportano prezzi stabili lievemente al rialzo, lo spread chiude 82,78. Tassi di cambio in linea con quelli di ieri.
Solo le materie prime hanno visto qualche spunto operativo significativo con l’oro che sul finale di giornata risale alla soglia dei 3390 $, con il petrolio Brent che conferma il ribasso già segnalato prima. In serata la borsa americana chiude in leggera flessione.
Mercoledì: partenze al rialzo questa mattina sulle piazze europee, la nostra è guidata dalle banche quasi tutte al rialzo soddisfatte per i risultati dei conti trimestrali e semestrali; oggi partenza al rialzo anche per Stellantis dopo le tante vendite dei giorni scorsi. Relativamente ai cambi variazioni quasi impercettibili per il dollaro contro l’euro. Dopo la prima ora di contrattazioni in Europa, materie prime ferme agli ultimi prezzi di ieri. Lo spread segna 83 punti; mercato obbligazionario con prezzi al palo.
La giornata in Piazza Affari termina confermando un discreto rialzo dell’indice determinato dalla performance dei titoli bancari (degno di nota il +5% di B.ca Monte Paschi) già segnalata in fase di apertura e incrementata durante la seduta. Da notare un’altra giornata di flessione per il titolo Ferrari che in cinque giorni ha perso un totale del 13,50%. Le altre borse europee anch’esse al rialzo (tranne Zurigo con un -1%) non eguagliano la nostra e si fermano intorno ad un + 0,20% circa.
Il mercato valutario vede un generale rafforzamento dell’ Euro nei confronti di tutte le altre valute monitorate euro/dollaro 1,163; euro/yen 171,60 questi ad esempio i tassi di cambio a metà pomeriggio. Praticamente invariati i rendimenti del reddito fisso domestico con uno spread intorno ad 82,50 punti. Terminiamo con le materie prime che vedono il petrolio stabile sui 68,20 $ a barile, in leggero ribasso il prezzo dell’oro che termina sui 3375 $ oncia.
Giovedì: E’ la giornata dei dazi, sono scattati alle 6 di questa mattina c’è attesa per vedere la risposta dei mercati. Ieri sera la borsa americana ha chiuso in rialzo spicca il + 1,29% del Nasdaq. Le borse asiatiche stamane chiudono al rialzo ma per motivi legati a situazioni locali; tranne l’India dove il mercato chiude in perdita (-0,60%) causa dei dazi al 50%. In Europa le piazze dopo la prima ora di negoziazioni viaggiano in terreno lievemente positivo, sembra il classico mercato di attesa. Non così se vediamo il prezzo dell’oro che si avvicina a 3400 $; petrolio intorno ai 67,50 $. Relativamente alle valute continua il rialzo dell’euro su dollaro. Senza particolari tendenze il mercato del reddito fisso resta sulle posizioni di ieri. Spread che si mantiene sempre contenuto intorno agli 82 punti base.
La giornata si conferma positiva per le piazze europee dove Francoforte la fa da padrona; Piazza Affari si mantiene positiva grazie ai soliti bancari, ma oggi contribuiscono anche Stellantis, Buzzi Unicem, Interpump Group, Dovalue, e Digital Value. Nel finale di seduta si va a migliorare sulla scia di Wall Street che viaggia in territorio positivo. L’unica Piazza europea in controtendenza è Londra a causa di motivi interni (taglio dei tassi da parte di Bank of England con pareri contrastanti in ambito commissione monetaria, aumento dei rendimenti dei Titoli di Stato inglesi).
Il mercato delle valute vede oggi un dollaro stabile sui cambi di ieri confermando questo indebolimento contro l’euro (1,1623 ore 17,00). Materie prime: debole il petrolio Brent sceso fino a 66,50 $ e anche il metallo giallo va verso un fine giornata intorno al 3380 $ oncia. In serata chiusura contrastata degli indici Usa ma senza particolari da segnalare (DJ -0,50%, S&P stabile, Nasdaq +0,32%).
Venerdì: Chiusura in grande rialzo stamane per la borsa di Tokio, con gli indici Nikkei 225 e Topix che guadagnano circa il 2%, tutto ciò dovuto al fatto che il governo nipponico ha ottenuto chiarezza in merito ai dazi imposti dall’Usa che anche in questo caso sembra siano stati allineati al 15%. Grandi acquisti per il titolo Toyota, la casa automobilistica esportatore verso gli Usa ha trainato in buona parte questo rialzo. Non così è andata per le altre piazze asiatiche ancora in balia delle controverse dichiarazioni sui dazi da parte di Trump.
In Europa le borse aprono con un certo ottimismo e dopo la prima ora sono tutte positive tranne Francoforte. I cambi delle principali valute restano stabili, così come il mercato obbligazionario e spread ai valori di ieri pomeriggio. Per le materie prime notiamo l’oro alla soglia dei 3400 $, ancora al ribasso il petrolio Brent a 65.90 $ a barile. Stabile il settore obbligazionario con esso lo spread praticamente come ieri.
Avviandoci verso la fine dalla seduta notiamo che solo la nostra borsa chiude la settimana con un più deciso rialzo tanto per cambiare spinta dai bancari. Al contrario invece le altre piazze tranne Parigi vanno verso una chiusura debole con un leggero segno meno o sulla parità.
Degno di nota durante la seduta la performance dell’oro che ha superato in mattinata di slancio quota 3400 $; ma è sul mercato dei futures che il metallo prezioso è stato oggetto di scambi molto vivaci toccando prezzi record, tutto ciò sembra spiegarsi per la notizia diffusa tra la scorsa notte e questa mattina di dazi applicati dagli Usa alle importazioni di lingotti da un kilogrammo e da cento once, stravolgendo una attività commerciale consolidata da tempo specie con la Svizzera che è il principale polo di raffinazione di oro al mondo e partner principale in qualità di esportatore verso gli Usa. A tutto ciò si aggiunge un dollaro di nuovo in indebolimento sul mercato dei cambi, questo favorisce ancora il metallo prezioso. Giornata nervosa anche per il petrolio con continui alti e bassi ma che comunque resta sotto quota 66 $ a barile. Il mercato italiano dei Titoli di Stato termina la seduta con i prezzi in discesa dimostrando un rendimento di 3,51 sul Btp decennale con uno spread a 81,80 ai minimi contro Bund. In serata chiusura positiva per gli indici Usa.
Borse Mondiali ed Europee: possiamo sicuramente affermare che la giornata di lunedì è stata per le piazze finanziarie europee una classica seduta di rimbalzo tecnico che dopo le pesanti perdite della seduta del venerdì precedente ha concesso a tanti operatori di entrare sul mercato a mediare i prezzi delle proprie posizioni. Passata questa euforia che in alcuni casi è anche riuscita a far recuperare agli indici le perdite di venerdì; il mercato è entrato in una fase di stallo o attesa ricordando che il 7 agosto sarebbero entrati in vigore i famosi dazi. Oltretutto altri fattori relativi ad una eventuale manovra sui tassi Usa a settembre ha creato qualche attesa nelle piazze asiatiche e americane.
I segnali di attesa ed incertezza hanno orientato le borse nelle giornate di martedì e mercoledì. A proposito delle incertezze il comportamento del capo della Casa Bianca con le sue continue e minacciose dichiarazioni di guerra commerciale usando l’arma dei dazi contro le nazioni che non ottemperano alle sue richieste è per i mercati uno dei mali peggiori.
A livello politico qualche notizia interessante si diffonde tra mercoledì sera e giovedì mattina: relativamente al conflitto Russia/Ucraina alcuni colloqui tra i diplomatici Usa inviati da Trump sembra abbiano cominciato a sortire qualche effetto positivo in termini di accordi. Non dimentichiamo che il presidente Usa ha posto un ultimatum a Putin per il fine settimana: senza la tregua sanzioni economiche. Fatto sta che la sera di giovedì apprendiamo che un incontro, forse in territorio arabo tra Trump e Putin ci sarà a breve, probabilmente la prossima settimana. I mercati ci credono e nel pomeriggio consolidano i segni positivi a livello globale. Alla fine è stata proprio la borsa milanese quella che per tutti e cinque giorni ha terminato sempre le contrattazioni con segno positivo accumulando un +4%; cosa questa inaspettata in considerazione della famosa “settimana dei dazi”.
Il Mercato Obbligazionario domestico e spread in questi giorni ha subito l’influenza, così come tutto il settore dell’eurozona, di notizie relative a eventuali tagli di tassi settembrini da parte della Fed, cosa non avvenuta settimana scorsa. Giovedì ci ha pensato la Banca d’Inghilterra ad effettuare un taglio e il settore del reddito fisso ha leggermente risentito di questa manovra. I nostri titoli di Stato in settimana hanno oscillato lievemente mantenendo dei rendimenti, per ciò che riguarda i decennali intorno a 3,48 e 3,45% con uno spread che negli ultimi giorni di contrattazione è sceso fino ad 82 punti contro Bund. L’ultima seduta della settimana ha prodotto un apprezzamento nei rendimenti con uno spread ai minimi.
Il Mercato Valutario ha visto i primi giorni della settimana un Euro più debole nei confronti di Dollaro e Yen. Dalla giornata di mercoledì lo scenario è un poco variato e la moneta unica riprendendo vigore ha segnato tassi di cambio contro dollaro di nuovo superiore a 1,16 e contro yen di nuovo sopra 171. Più altalenante il cambio con la Sterlina ma tutto sommato senza ampie variazioni.
Il Petrolio Brent è stato uno dei protagonisti della settimana finanziaria con prezzi spinti quasi sempre al ribasso, causati da una serie di eventi avvenuti in settimana. Si comincia lunedì con la notizia dell’OPEC che aumenterà la produzione di circa mezzo milione di barili al giorno. Poi c’è sempre l’argomento dazi che può influenzare non poco a tenere bassi i prezzi. Le eventuali sanzioni contro la Russia volute da Trump (ricordiamo l’ultimatum relativo alla tregua), e la Russia è il secondo produttore dopo gli Usa. In ultimo c’è da considerare che l’andamento dei prezzi di queste materie prime è sensibile anche sulla base di notizie di politica internazionale, pertanto ci potremo aspettare altre oscillazioni. Fatto sta che il Brent nel giro di una decina di giornate operative ha visto scendere il prezzo da 73$ della fine di luglio ai 65 $ al barile di giovedì 7 agosto.
Oro La settimana appena conclusa ha visto un andamento del prezzo del metallo giallo muoversi senza particolari strappi i primi giorni tranne forse giovedì dove abbiamo assistito ad un rialzo di circa 20 $ sul prezzo del giorno precedente. Venerdì però come già detto lo scenario è notevolmente cambiato ed il mercato del metallo prezioso ha fatto segnare nuovi prezzi record specialmente sui contratti futures per consegna dicembre 2025. In relazione al prezzo spot da noi monitorato tutte e cinque le giornate operative hanno visto i movimenti in area 3375/3400 dollari l’oncia.
| Date | 04/08/25 | 05/08/25 | 06/08/25 | 07/08/25 | 08/08/25 |
| Ftse Mib | 40698 | 40744 | 41011 | 41393 | 41624 |
| Dax (D) | 23757 | 23846 | 23904 | 24191 | 24163 |
| Cac40 (Fr) | 7632 | 7621 | 7635 | 7709 | 7743 |
| Ftse 100(Gb) | 9128 | 9143 | 9167 | 9101 | 9096 |
| Smi (Ch) | 11819 | 11858 | 11755 | 11850 | 11867 |
| Dow Jones | 44174 | 44112 | 44193 | 43968 | 44176 |
| Nasdaq 100 | 23189 | 23019 | 23315 | 23389 | 23611 |
| S&P 500 | 6330 | 6299 | 6345 | 6340 | 6389 |
| Nikkei 225 | 40291 | 40549 | 40795 | 41059 | 41843 |
| Eur/Usd | 1,1565 | 1,1546 | 1,1604 | 1,1643 | 1,1648 |
| Eur/Gbp | 0,8704 | 0,8693 | 0,8717 | 0,8673 | 0,8671 |
| Eur/Chf | 0,9344 | 0,9347 | 0,9369 | 0,9413 | 0,941 |
| Eur/Yen | 170,45 | 170,42 | 171,22 | 171,6 | 172,18 |
| Petrolio Brent | 68,96 | 68,15 | 68,3 | 66,64 | 66,43 |
| in Usd a barile | |||||
| Oro | 3376 | 3384 | 3375 | 3391 | 3398 |
| in Usd Oncia |
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