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Flash Finanza – Rubrica di economia e finanza dal 28 luglio all’ 1 agosto 2025
Il resoconto della settimana sui mercati finanziari

Flash Finanza

Nel dare il bentornato ai nostri lettori di Flash Finanza ai nostri lettori riteniamo che:

durante lo scorso fine settimana due sono i fatti che ci sentiamo di evidenziare, il primo politico il secondo economico.

Politico: qualche coscienza si comincia a svegliare e si rende conto di quello che sta accedendo nella Striscia di Gaza a livello umanitario? Sembra di sì, finalmente qualcuno, questa volta il presidente francese Manuel Macron ha deciso di riconoscere lo Stato Palestinese da subito, cosa questa che già la Spagna aveva fatto. Più voci internazionali stigmatizzano la ormai insostenibile situazione umanitaria che si è venuta a creare a causa della inarrestabile offensiva israeliana. Ovviamente si tratta per ora solo di una manifestazione di pensiero. Ma un primo segnale già si vede: domenica 27 Israele concede alcune ore di tregua per far transitare i convogli di aiuto umanitario che stazionano da mesi in attesa specie nelle aree a sud della striscia. Inizia una distribuzione di aiuti via terra, altri vengono paracadutati; una goccia nel mare della disperazione.

Economico: Il presidente Trump che per il fine settimana si è trasferito nella sua lussuosissima tenuta scozzese, tra una partita di golf con parenti ed amici in un clima disteso, ha deciso di ospitare la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen per un incontro dedicato a trovare un accordo sui dazi. A prescindere dal luogo non istituzionale dove avviene l’incontro e senza la partecipazione dei rappresentanti dei singoli paesi europei; domenica sera veniamo a sapere che si è raggiunto un accordo, più o meno in linea con le aspettative.

Pertanto: dazi al 15% comprese le auto per i prodotti esportati verso gli Usa; restano al 50% le tariffe per acciaio ed alluminio. Inoltre l’UE si impegna ad investire 750 miliardi di dollari per acquisto di prodotti petroliferi dall’America, e come se non bastasse, viene richiesto all’Europa un’ulteriore investimento di 600 miliardi di dollari in acquisti, e purtroppo tra questi anche armi.

Attendiamo la risposta dei mercati domattina.

Lunedì: La prima ora di scambi vede tutte le borse europee partire al rialzo, così come il prezzo delle materie prime che seguiamo; in recupero sull’euro tutte le valute principalmente scambiate. Salgono in apertura anche i prezzi dei nostri bond con uno spread a 86 punti. Il fuoco però era solo di paglia, già da metà seduta un’inversione di tendenza ha sgonfiato tutti gli indici che concludono la seduta con il segno meno. Piazza affari non affonda sostenuta dai titoli bancari, in controtendenza ma per motivi tecnici, legati alle varie operazioni di risiko. Le borse non sembra abbiano apprezzato tanto l’accordo sui dazi. Vero vincitore della giornata il dollaro che si rafforza sull’euro seguito dalle altre valute. Al rialzo anche il petrolio, cala l’oro, un poco per il dollaro in ripresa, ma anche perché c’è attesa per una riunione della Fed in settimana e gli operatori sentono odore di manovre monetarie. Infine, prezzi al rialzo per i nostri Btp con uno spread sceso ai minimi 84,13 punti base. In serata la borsa Americana chiude con il solo Nasdaq positivo, gli altri indici restano stabili con scambi non elevati e poco entusiasmo in merito agli accordi sui dazi con l’UE.

Martedì: Le borse asiatiche chiudono al ribasso, c’è attesa perché a breve la Cina dovrà discutere dei tassi a sua volta con Trump; il paese asiatico ha ottenuto una tregua di tre mesi prima dell’applicazione che inizierebbe il 12 agosto. Anche in Europa i mercati aprono molto cauti ma con tendenza rialzista. Euro ancora debole nei confronti delle principali valute. A metà seduta si osserva una conferma verso l’alto di tutti i listini europei. Questa volta non c’entrano i dazi, anche perché a sentire i portavoce dei vari governi, Francia e Germania esprimono un certo sconforto sui risultati della trattativa, senza dimenticare che la Gran Bretagna è stata favorita con una tariffa al 10%. Anche in Italia ci sono politici che manifestano una delusione per come è andata la trattativa con Trump e per questa posizione di sudditanza dell’ Ue verso il titolare della Casa Bianca.

Ecco perché riteniamo che motivi interni spingono le borse. Alcune magari per delle buone trimestrali o, come il caso italiano movimenti al rialzo sul titolo Iveco e in genere sui titoli bancari.

Padrone della giornata invece è il petrolio Brent che guadagna in chiusura oltre in 2,50% assestando il prezzo oltre 71 dollari a barile, giova al settore la chiusura degli accordi commerciali, non dimentichiamo la clausola degli acquisti petroliferi d’oltre oceano, e l’ulteriore stretta che Trump effettua nei confronti della Russia. Oro relativamente stabile, dollaro ancora in recupero sull’euro. In merito al mercato obbligazionario domestico è degna di nota il minimo segnato dallo spread che ha toccato in mattinata quota 82 punti con prezzi e rendimenti relativamente stabili.

La borsa americana viaggia in controtendenza a metà seduta, e chiuderà con un ribasso generalizzato di circa mezzo punto percentuale.

Mercoledì: Ci sono alcune clausole sull’accordo relativo ai dazi con gli Usa che comunque restano poco chiari, ciò fa sì che i mercati europei aprono la giornata molto tranquilli, ma durante la mattinata, a prescindere dai dazi notizie relative a situazioni specifiche svegliano i mercati. Per quanto riguarda Milano i risultati trimestrali molto incoraggianti comunicati da Banca Intesa, e da Fincantieri, tanto per fare due esempi hanno contribuito a smuovere l’indice. Più tranquille le altre piazze europee. Il dollaro continua a guadagnare posizioni sull’euro ed alle 15,00 il rapporto di cambio è sceso a 1,1484. Stabile l’oro ed il petrolio Brent che si è ulteriormente rafforzato in mattinata nei confronti di ieri segnando nel primo pomeriggio 71,70 dollari al barile.

C’è un certo clima di attesa per sapere la decisione della Fed che nel pomeriggio potrebbe decidere un taglio dei tassi anche se molti operatori sono convinti che nulla cambierà. Relativamente al settore del reddito fisso vediamo uno spread in vistoso rialzo, è tornato a quota 85 punti, con i prezzi contrastati dei nostri Btp ma tendenti al ribasso.

Se la giornata si chiude al rialzo dell’1% in Piazza Affari lo si deve proprio ai titoli bancari che hanno tirato alla grande per tutta la seduta, l’elenco è ampio: Intesa in testa, seguita da Bper, Mps, Unicredit, B. Pop. Sondrio, B.co Bpm che sulla base di buoni risultati trimestrali, o eventi legati alle varie fusioni tra istituti di credito hanno tenuto vivo un mercato altrimenti lento e d’attesa, così come avvenuto nelle altre piazze europee. Merita la segnalazione del titolo Stellantis ancora oggetto di consistenti vendite che lo fanno chiudere di nuovo sotto quota 8000 con una perdita di oltre il 4%.

I nostri Btp vedono i rendimenti in leggero rialzo con uno spread che chiude intorno agli 84,50 punti.

Euro sempre debole nei confronti del dollaro e delle altre valute monitorate. Materie prime con oro al ribasso sotto quota 3300 $ e petrolio sempre forte intorno ai 72,50 $ a barile.

Chiusura al ribasso per la borsa americana, la Fed lascia invariati i tassi.

Giovedì: Prime battute tranquille sui mercati, specie Milano che resta invariata, meglio Francoforte e le altre europee. Per quanto riguarda le valute l’Euro recupera qualche cosa nei confronti delle altre monete. Oro in recupero, petrolio stabile. Il mercato obbligazionario domestico alle prime battute vede prezzi stabili e spread a 83,50 punti.

Superata la metà seduta però osserviamo un ampio peggioramento dell’indice Mib che è anche condizionato dal – 4% del titolo Iveco il quale reagisce al ribasso dopo la conferma della vendita che avverrà del ramo veicoli commerciali agli indiani di Tata Motors, e la parte veicoli difesa ceduta alla Leonardo. I mercati quindi si orientano sulla base di notizie nazionali. Pressoché invariata la situazione dei restanti valori finanziari da noi monitorati.

Pesante il ribasso in chiusura di giornata che si registra per la piazza di Milano trascinata giù come dicevamo da Iveco, poi Stellantis, Italmobiliare, Tenaris, alcuni titoli bancari, ma notevole la chiusura in negativo sul titolo Ferrari (-11,65%). Anche le altre piazze europee terminano tutte con segno meno, tranne Londra sulla parità. Raffrontando i prezzi finali di ieri con quelli di oggi si conferma un leggero recupero per l’oro ed una leggera flessione del prezzo del barile di petrolio. Il dollaro continua a recuperare posizioni sull’euro post fixing (1,1420). Per finire segnaliamo i prezzi di chiusura al rialzo per i nostri Titoli di Stato con uno spread a 84 punti. A fine giornata, anche negli Usa la borsa che durante la giornata ha toccato nuovi massimi, ripiega e chiude al ribasso causato da motivi interni: dati trimestrali sulla disoccupazione superiori alle attese.

Venerdì: Inizio in rosso per tutte le borse europee in questo ultimo giorno della settimana. L’incertezza sui dazi regna ancora sui listini, non è chiaro il metodo di applicazione, e per l’inizio forse si parla di uno slittamento di una settimana. Trump intanto attacca con dazi altissimi il Brasile, l’India, Canada e Svizzera. Borse europee in profondo rosso a metà seduta, stabile il dollaro contro l’euro, in ripresa il prezzo dell’oro mentre scende il petrolio Brent. I prezzi dei Btp sono tendenzialmente al rialzo così come lo spread che torna ad 85 punti base.

Purtroppo la settimana termina nel peggiore dei modi nelle piazze del vecchio continente che chiudono segnando ampi ribassi. Questa volta non solo cause intere, ad esempio Milano vede ancora grandi perdite sui titoli automobilistici, ed i bancari; a questo si aggiunge il discorso dazi, con tutte le incertezze del caso e le continue provocanti proposte di Trump, ma della cui parte pratica si attendono ancora chiarimenti in quanto siamo fermi ad una stretta di mano tra Usa ed Ue. Tutto ciò aiutata a confondere e non a chiarire la situazione. La partenza in negativo degli stessi mercati Usa ha finito poi per peggiorare lo scenario.

Risale l’euro nei confronti del dollaro il cui cambio torna a 1,1550. L’oro recupera i valori di inizio settimana segnando 3350 dollari oncia a metà pomeriggio, mentre il petrolio Brent cedendo quasi il 2% torna a quotare circa 70 $ a barile.

Anche la borsa americana per tutta la seduta con il segno negativo conferma decisamente una perdita finale degli indici intorno a -1,50% circa, tra le cause interne i dati relativi all’occupazione risultati peggiori delle attese. Nell’insieme il pessimismo aumenta.

Borse Mondiali ed europee: Ricapitolando, i due elementi fondamentali che hanno mosso i mercati mondiali nella prima parte della settimana sono stati l’accordo relativo ai dazi imposti dagli Usa, ed una eventuale riduzione dei tassi da parte della Fed, così come avrebbe voluto Trump.

Durante il fine settimana si è arrivati ad un accordo sui dazi tra Usa ed Ue, ma in realtà i dettagli non sono stati precisati e resta sempre un’incertezza su come l’applicazione penalizzerà quali e quanti prodotti esportati lasciando i dibattiti aperti.

Lo scontro tra Trump (che vorrebbe una discesa dei tassi) ed il presidente della Fed è sicuramente un argomento più localizzato ed in grado di orientare magari i mercati Usa piuttosto che i nostri. I tassi in America si attestano attualmente tra il 4 e il 4,50% e come si è visto le autorità monetarie locali non li hanno toccati.

Nella seconda parte della settimana quindi, sono stati gli argomenti locali, politici ed economici ad orientare i singoli mercati. Nel caso italiano ad esempio, i risultati delle trimestrali pubblicati da varie società, il risiko bancario che procede tra accelerazioni e frenate, e importanti vendite aziendali hanno influito sull’andamento dell’indice. Purtroppo però la tendenza ribassista si accentua proprio nella giornata di venerdì coinvolgendo tutte le piazze del vecchio continente e quelle di oltre oceano, aumentando durante le contrattazioni, e bruciando almeno per quanto riguarda la borsa italiana, tutti i recenti guadagni con un indice Ftse Mib che torna sotto quota 40000. Tutte le borse mondiali terminano nel peggiore dei modi questa settimana vedendo ancora dubbi incertezze e timori legati all’applicazione di queste tariffe doganali.

Mercato obbligazionario domestico ed andamento spread: L’andamento settimanale dei nostri Titoli di Stato ha visto i corsi orientarsi verso un certo rialzo in contrapposizione ad un spread Btp/Bund che si è mosso in una forbice di prezzo tra un massimo di 86 ed un minimo di 81 punti toccando valori tra i più bassi che non si vedevano da tempo. Il listino però in questi giorni ha mostrato prezzi contrastati durante tutte le giornate, abbiamo osservato maggiori vendite sulle scadenze più lunghe, e prezzi al rialzo sulle corte. Anche in questo comparto l’ultimo giorno della settimana ha di nuovo rivisto lo spread recuperare terreno e tornare sui massimi di cui sopra. Il settore del reddito fisso resta più che mai in attesa delle decisioni delle Autorità Monetarie Internazionali, (specie in misura di tassi) mostrando incertezze.

Mercato valutario: Il raggiungimento dell’accordo sui dazi ha innescato la ripresa del dollaro che ha realizzato nella settimana appena trascorsa un recupero di circa il 3% sulla moneta unica europea. Infatti se guardiamo le nostre tabelle noteremo un tasso di cambio che ha toccato il massimo la scorsa settimana quando occorrevano 1,175 usd per un euro; contro 1,141 di minimo di questa settimana. Sul finire del periodo il dollaro è andato in affanno ed ha perso qualche punto ritornando sopra quota 1,15 contro euro. La moneta unica europea comunque nell’ultima giornata della settimana si rafforza di nuovo anche verso altre valute.

L’Oro: settimana di minori oscillazioni per il metallo prezioso che si è mosso in maniera meno violenta della precedente, probabilmente a seguito dei primi chiarimenti sui dazi gli operatori hanno spostato i loro obiettivi abbandonando un poco il bene rifugio. Nei cinque giorni appena trascorsi la forbice di prezzo ha oscillato tra: 3270 e 3350 dollari l’oncia.

Il Petrolio Brent: proveniva da una settimana di prezzi abbastanza stabili, e già lunedì di questa appena trascorsa ha mostrato segni di ripresa, toccando i valori più alti nelle giornate di martedì e mercoledì, massimo intorno ai 73,50 $ a barile contro un minimo di 69,50 di inizio settimana. Anche questa materia prima subisce una flessione di prezzo nell’ultima seduta ritornando sotto quota 70 $ ed annullando tutto il guadagno realizzato in settimana.

Un saluto ai lettori augurando buon weekend.

Date 28/07/25 29/07/25 30/07/25 31/07/25 01/08/25
Ftse Mib 40732 41234 41638 40988 39943
Dax (D) 23970 24217 24262 24065 23472
Cac40(Fr) 7801 7857 7862 7772 7546
Ftse 100 (Gb) 9081 9136 9137 9133 9069
Smi (Ch) 11915 11959 11932 11836 11836
Dow Jones 44838 44633 44461 44131 43589
Nasdaq 100 23356 23308 23345 23218 22763
S&P 500 6390 6374 6363 6339 6238
Nikkei 225 40998 40674 40655 41062 40800
Eur/Usd 1,1664 1,1533 1,1527 1,1446 1,1404
Eur/Gbp 0,8679 0,865 0,8622 0,8649 0,8665
Eur/Chf 0,9334 0,9305 0,9301 0,9297 0,9312
Eur/Yen 172,65 171,58 170,96 171,52 171,61
Petrolio Brent 69,75 71,74 73,47 72,54 69,58
in Usd a barile
Oro 3313 3327 3275 3297 3360
in Usd Oncia

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