Flash Finanza – Rubrica di economia e finanza (23 – 27 giugno 2025)
Resoconto della settimana sui mercati finanziari
di Francesco De Asmundis
Come gli eventi geopolitici influenzano i mercati finanziari
A conferma di quanto è già ben noto, mai come in queste ora stiamo assistendo a come gli eventi politici internazionali stanno orientando l’andamento dei mercati finanziari.
L’attacco a sorpresa degli USA all’Iran e la reazione dei mercati
Nella notte del 22 giugno gli Stati Uniti inaspettatamente -Trump poche ore prima parlava di come trattare un accordo – bombardano i siti nucleari iraniani utilizzando quei famigerati aerei capaci di trasportare micidiali ordigni.
Tuttavia, lunedì 23, a dispetto di quello che potevamo aspettarci come risposta alle parole e principalmente alle azioni militari contro l’Iran intraprese da Donald Trump, i mercati hanno reagito con una relativa calma. In area Euro per la verità è stata proprio la piazza di Milano che ha perso l’ 1%; le altre piazze europee hanno limitato i danni contenendo le perdite dei propri listini intorno al mezzo punto percentuale.
La volatilità del petrolio dopo le minacce sullo Stretto di Hormuz
Tutti gli eventi più drammatici a livello geo politico si sono verificati durante il fine settimana, quindi a mercati chiusi. Ovviamente ci si aspettava un grande balzo del prezzo del petrolio, anche perché per ritorsione l’Iran ha minacciato la chiusura dello stretto di Hormuz passaggio marittimo dove transita un terzo della fornitura di petrolio verso l’occidente. Questa impennata di prezzo iniziale in realtà c’è stata ma durante tutta la giornata il prezzo del petrolio brent (un tipo di petrolio greggio leggero e dolce utilizzato come punto di riferimento per i prezzi del petrolio a livello globale) è stato sulle montagne russe con oscillazioni molto vistose per poi ripiegare al ribasso e chiudere in perdita di circa tre punti nei confronti di venerdì.
In ripresa, ma neanche tanto, il prezzo dell’oro nei confronti dei valori di venerdì.
In serata la borsa Usa chiude in terreno positivo.
L’effetto del cessate il fuoco USA tra Israele e Iran
Nella notte italiana tra lunedì e martedì 24, sempre con l’ausilio degli Usa, si riesce a trattare un cessate il fuoco temporaneo tra Israele ed Iran: ne risentono positivamente i mercati. Quelli asiatici chiudono le sedute con notevoli guadagni, sono positive le premesse per i mercati europei, ma quello che sorprende di più è il crollo del prezzo del petrolio che in ventiquattro ore perde fino al 10% del prezzo raggiunto nelle contrattazioni di lunedì. Tranne Londra, le piazze finanziarie europee termineranno con dei discreti guadagni, le prime Milano e Francoforte; sulle montagne russe per tutto il giorno il prezzo del petrolio che termina in netto ribasso. Si sono verificate anche discrete vendite sull’oro. Wall Street chiude in positivo.
Il ritorno dell’incertezza sui mercati a metà settimana
La seduta di metà settimana vede scemare gli entusiasmi dovuti agli accordi di tregua tra i paesi mediorientali; pertanto, la giornata di mercoledì che era partita positiva si chiude con il segno meno per tutte le borse europee, Italia compresa; anche la piazza newyorkese apre al ribasso. Gli scenari tornano quelli di sempre: incertezza e attesa.
La decisione NATO sugli armamenti e i suoi effetti sui titoli
Giovedì 26 i mercati apprendono che la decisione del vertice Nato ha stabilito, purtroppo, di utilizzare il 5% del Pil di ogni nazione aderente alla produzione di armamenti; questa notizia, almeno guardando il nostro listino milanese, fa salire i titoli legati al settore, vedi Fincantieri e Leonardo in primis. Per il resto a livello europeo le borse restano in terreno positivo, sono in realtà fiduciose sulla tenuta della tregua? Comunque, attendono l’apertura della piazza statunitense.
Il rinvio dei dazi USA all’Europa e la chiusura in rialzo
In serata arriva una delle solite notizie da parte di Donald Trump che fa sapere di aver deciso di rinviare ulteriormente oltre il 7 luglio l’introduzione dei dazi nei confronti dell’Europa; questo è servito a dare una spinta alle borse europee che nella giornata di venerdì hanno chiuso tutte in rialzo, specie Parigi e Francoforte.
Volendo quindi riepilogare come sono andati i mercati in questa settimana, potremmo dire che:
per quanto riguarda le Borse europee e mondiali, i mercati azionari sono stati abbastanza in altalena nelle prime due sedute della settimana sulla base degli eventi politici precedentemente già descritti, pertanto le piazze europee, Milano inclusa, hanno registrato una flessione lunedì ed una certa ripresa martedì. La piazza statunitense ha registrato un primo rialzo lunedì ed un consolidamento dello stesso martedì.
Più tranquillo invece è trascorso il resto della settimana durante la quale gli operatori si sono mantenuti più prudenti, prova ne sia degli indici che specie nella giornata di giovedì sono rimasti pressoché invariati. Gli indugi si sono rotti proprio venerdì 27; nell’ultimo giorno operativo della settimana già si è osservato dall’oriente un avvio positivo per la Borsa di Tokyo che ha concluso le trattazioni con l’indice Nikkei 225 sopra la soglia dei 40000 punti, fatto questo che non si registrava da circa cinque mesi.
I mercati europei sono partiti anch’essi al rialzo, stentava un po’ proprio Piazza Affari più cauta, specie a confronto di Parigi che a metà seduta era la migliore delle piazze europee con oltre il punto percentuale di guadagno. Comunque per tutte le piazze la settimana si è chiusa con segno positivo. Anche in America un discreto entusiasmo ha tenuto banco per tutta la seduta, probabilmente legata ad una rinnovata aspettativa sul taglio dei tassi e ad ipotesi di accordi commerciali con la Cina, fatto sta che la conclusione delle contrattazioni ha visto segni positivi su tutti e tre gli indici che prendiamo in considerazione.
Il nostro mercato obbligazionario, relativamente al debito pubblico vede un consolidamento dei prezzi e rendimenti, prova ne sia che lo stesso Spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha continuato a scendere durante la settimana per toccare giovedì quota minima di 90 punti, che non si vedeva da alcuni anni; terminando poi la settimana attestandosi intorno ai 91 punti.
Il mercato valutario durante la settimana appena trascorsa vede le valute estere che prendiamo in considerazione in tabella, oscillare poco nei confronti dell’Euro. Non così per la valuta americana, infatti il Dollaro Usa come possiamo riscontrare, ha visto qualche oscillazione in più indebolendosi però nei confronti dell’Euro, toccando nella giornata di venerdì un minimo contro euro che da tempo non si verificava.
Il petrolio è stato, e non poteva che essere così, il vero protagonista dei primi giorni della settimana durante i quali abbiamo assistito ad impennate di prezzo per il Brent specie nella giornata di martedì, seguita poi da improvvise cadute il giorno successivo. Quando poi tutti i rischi, paventati dal prosieguo del conflitto in Medio Oriente e dall’eventuale riduzione di produzione o distribuzione del prodotto attraverso i soliti canali marittimi verso le destinazioni europee, si sono assolutamente ridimensionati, i prezzi sono tornati nei limite delle ordinarie oscillazioni per terminare la settimana intorno ai 67 dollari al barile.
Più tranquille le oscillazioni dei prezzi sul mercato dell’oro. Il bene rifugio ha subito uno strappo al rialzo lo scorso lunedì, ma ben presto il prezzo si è ridimensionato, sempre in virtù del fatto che una maggiore fiducia e speranza di tregua tra i belligeranti in terre orientali, ha ridotto la corsa agli acquisti provocando una flessione del prezzo delle ultime sedute. Il prezioso metallo giallo termina la settimana attestandosi intorno ai 3275 dollari l’oncia, subendo una notevole flessione di prezzo proprio nella giornata di venerdì.
Un saluto ai lettori e buon fine settimana.

Commento all'articolo