Esiste anche la Buona Sanità ed una volta tanto ne vogliamo parlare
Vogliamo raccontare una pagina di buona sanità, Lombarda? Emiliana? No Campana e nella fattispecie Casertana
Spesso siamo tutti noi a lamentarci ed a fare autocritica sul cattivo funzionamento della Sanità Pubblica campana: diciamo che nulla funziona, che le visite e gli esami diagnostici accumulano ritardi interminabili, che nei casi più gravi siamo costretti ad emigrare per poterci curare.
Ebbene oggi vogliamo raccontare un episodio di buona sanità campana, dove chi scrive ha assistito di persona al salvataggio di un conoscente passato per tre ospedali della provincia di Caserta che, entrato quasi in coma, è stato rimesso in piedi.
Si da il caso che un mio conoscente, un uomo di mezza età, che vive da solo in un comune a nord di Caserta, soffra purtroppo di una grave cardiopatia accompagnata dal diabete.
Era la metà di febbraio quando, a causa di una forte crisi respiratoria abbinata a gambe e piedi gonfi che gli dolevano e gli rendevano difficile la deambulazione, chiamò il 118, che lo portò all’ospedale di Sessa Aurunca.
A sera inoltrata, giunto al pronto soccorso, trovò appena il tempo e la forza di chiamarmi per avvisarmi di ciò che era accaduto, allorché la comunicazione si interruppe bruscamente. Trascorsi una notte in ansia.
Il giorno dopo di primo mattino ricevetti una telefonata dalla capo sala dell’UTIC dell’Ospedale di Sessa Aurunca che mi avvisa:- “Il suo conoscente è ricoverato qui da noi in terapia intensiva, a seguito di una grave insufficienza cardiaca. Prima di entrare in uno stato soporoso mi ha dato il suo numero di telefono ed io la sto avvisando. Per venirlo a trovare si attenga a questi orari di visita ecc”.
Due giorni dopo andai a trovarlo. Entrai in un piccolo ospedale che dava più l’idea di una clinica privata che non di una struttura pubblica. All’interno, il reparto era completamente ristrutturato, pulitissimo e molto curato. Apparecchiature di nuova generazione e arredi nuovi erano a disposizione dei pazienti. Il mio conoscente era sotto ossigeno, monitorato e semi-incosciente: infatti non mi riconobbe. Chiesi di parlare con il medico di turno che, con la massima disponibilità — così come lo staff paramedico — mi fornì tutte le spiegazioni del caso e ascoltò con attenzione ciò che potevo aggiungere affinché avessero un quadro più completo del paziente
Rimasi in contatto con loro telefonicamente per avere aggiornamenti e, dopo alcuni giorni, siccome il paziente stava meglio, tornai a trovarlo. Arrivai all’ora di cena e trovai un’infermiera che pazientemente lo aiutava a mangiare a piccoli bocconi, perché era completamente senza forze.
I giorni passarono, il paziente si riprese in parte e, dovendolo dimettere dall’UTIC ma avendo ancora bisogno di assistenza e cure specifiche, di loro iniziativa lo trasferirono all’ospedale di Santa Maria Capua Vetere, nel reparto di cardiologia, per proseguire le terapie. Anche in questo caso: reparto ristrutturato, staff medico e paramedico attento al caso e disponibile
Finalmente, a metà marzo arrivarono le dimissioni e il ritorno a casa, con una busta di farmaci forniti dall’ospedale per iniziare le nuove terapie.
Ma il caso era serio e, dopo una settimana, una brutta ricaduta mi costrinse a correre a casa sua e ad accompagnarlo — su mia iniziativa — al pronto soccorso dell’ospedale di Caserta. Fu immediatamente preso in carico dagli operatori presenti e sottoposto a una lunga serie di controlli ed esami, al termine dei quali il responso fu il ricovero nel reparto di cardiologia.
Purtroppo non c’era un posto libero e occorreva aspettare nell’area interna del pronto soccorso che si liberasse un letto in reparto. Questo avvenne dopo tre giorni, durante i quali — mi ha poi riferito — non fu mai lasciato solo. La presenza di medici e infermieri intorno ai cinque ricoverati nell’area interna del pronto soccorso in attesa del trasferimento era costante, h24.
Tuttora il mio conoscente è ricoverato in cardiologia, in attesa che gli venga impiantato un defibrillatore. Me lo aveva accennato al telefono la scorsa settimana, ma in occasione di una mia visita i medici mi hanno riferito, con dovizia di particolari, tutti i dettagli del suo stato di salute e quelli che potrebbero essere gli sviluppi futuri.
Ho avuto modo di constatare in prima persona il buon funzionamento dei reparti di terapia intensiva, di cardiologia e dei pronto soccorso degli ospedali di Caserta e Sessa Aurunca.
Esistono eccellenze rivolte alla salute del paziente, ma spesso critiche eccessive, lamentele continue o accuse poco fondate da parte dell’utenza finiscono per screditare il lavoro continuo e intenso che gli operatori sanitari svolgono ogni giorno a tutela della salute dei cittadini.
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