Donne contro la violenza digitale
L’Associazione Giornaliste Italiane con il flash mob “Non con la mia faccia" ha sollevato l’attenzione contro la manipolazione delle immagini con l'intelligenza artificiale
By Vins Tramontano
L’Associazione Giornaliste Italiane, il 5 novembre a Roma, nella centrale Piazza Capranica ha promosso il flash mob “Non con la mia faccia”, portando al centro del dibattito pubblico una questione che riguarda tutte le donne: “La violenza digitale“.
Con le giornaliste la presenza bipartisan in difesa della dignità delle donne.
Per manifestare contro l’ampliamento della manipolazione delle immagini con l’intelligenza artificiale. Hanno preso parte numerose donne della stampa, della politica e del mondo dello spettacolo, che a nome di tutte le italiane hanno scandito in coro “Non con la mia faccia”.
Alcune giornaliste vittime delle manipolazioni diffamatorie a sfondo sessuale hanno testimoniato di essere state loro malgrado coinvolte in atteggiamenti pornografici divulgati con video e foto in rete.
In piazza anche la Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, che a sua volta ha invitato a denunciare sempre.
Ricordando che nella legge attuale, promossa dal governo e approvata dal Parlamento trasversalmente, è stata introdotta una tutela penale specifica che punisce i responsabili con la reclusione da uno a cinque anni.
La Ministra Roccella ha ribadito: “Questo appuntamento rappresenta un momento di lotta unitaria contro la violenza. E contro quello che offende la dignità femminile.
Tutte insieme diciamo che non siamo e non vogliamo essere vittime: vogliamo denunciare.
Ha ribadito: “Abbiamo fatto una legge importante sull’intelligenza artificiale, e l’abbiamo fatta prima che succedessero questi fatti, proprio perché avevamo ben presente il tipo di rischi che l’AI comporta, insieme anche a tutti i benefici di cui siamo tutti consapevoli.
C’è già quindi una prima risposta legislativa.
Adesso vediamo se basta per almeno arginare questi fenomeni, possibilmente combatterli fino in fondo.
E poi eventualmente penseremo, se non basta, a un altro intervento legislativo.
C’è un retaggio maschilista antico che fa fatica a fare i conti con la libertà femminile e su questo noi ci siamo impegnati con le leggi contro la violenza.
Anche con l’ultima che sarà approvata, spero, all’unanimità, o comunque calendarizzata per il 25 novembre, quindi per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne“.
Per finire la Ministra ha tenuto a precisare: “Noi non siamo vittime.
Non vogliamo essere vittime e la nostra libertà è una libertà che tutti insieme dobbiamo tutelare, perché la libertà delle donne è la libertà di tutti, non è solo la libertà delle donne”.
Tra i tanti interventi a margine dell’iniziativa, le deputate Augusta Montaruli, Elisabetta Lancellotta e Elisabetta Gardini, hanno detto: “Non si tratta di un fenomeno virtuale, ma di una forma concreta di violenza, con effetti reali sulla vita delle donne.
La violenza digitale non lascia lividi visibili, ma colpisce profondamente la reputazione. Il lavoro. La libertà di espressione e le relazioni personali.
Viene spesso minimizzata o ignorata, ma non può essere tollerata..
È fondamentale denunciare subito. Da parte nostra, ci sarà sempre l’impegno affinché la politica fronteggi questa piega e legiferi per rimuovere rapidamente i contenuti lesivi e identificare i responsabili.
La rete non è uno spazio senza regole.
Chi colpisce online deve essere riconosciuto. Perseguito. E fermato“.
Commento all'articolo