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Domenica delle Palme: messaggio per i giornalisti a comunicare come Discepoli
Attenti e fedeli alla verità

Domenica delle Palme: messaggio per i giornalisti a comunicare come Discepoli.

E’ un invito ai giornalisti a un giornalismo “come discepoli”: attenti, empatizzanti, fedeli alla verità e capaci di portare luce e speranza nelle storie di chi è più sfiduciato.

Nella lettura di oggi Isaia descrive la missione del Servo del Signore: ricevere da Dio una “lingua da discepolo” per portare conforto, speranza e parole di sostegno a chi è sfiduciato, stanco o cammina nelle tenebre.

Dal libro del profeta Isaia: “Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato.

Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli.

 Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro”.

Il messaggio biblico offre una guida profonda per il giornalismo contemporaneo, specialmente nel contesto della Settimana Santa, invitando a una comunicazione che sia discepolato, ascolto e costruzione di pace.

Il “Terzo Canto del Servo del Signore”, (Isaia 50:4), offre una profonda riflessione teologica sulla comunicazione, interpretata come una missione profetica e di discepolato.

Per i giornalisti e i comunicatori, questo testo propone un modello che pone al centro l’ascolto, l’empatia e la responsabilità etica della parola.

Alcuni punti per una comunicazione discepola:

  • “Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli”.

 Questo insegna che una comunicazione vera e feconda nasce dall’ascolto attento, inteso come attenzione al contesto, alle persone e alla verità, piuttosto che dal desiderio di imporre la propria opinione o fare rumore.

  • La missione del comunicatore è definita come l’abilità di “indirizzare una parola allo sfiduciato”.

Non si tratta di vendere illusioni, ma di comunicare speranza, rassicurazione ed incoraggiamento, specialmente di fronte alla sofferenza e alla disperazione.

  • Il dono ricevuto è una lingua istruita, che sa cosa dire e quando dirlo.

È una comunicazione basata sulla verità e non sulla manipolazione o sul carrierismo, finalizzata a costruire anziché distruggere.

  • Il servo “non ha opposto resistenza”, accettando la sofferenza piuttosto che ricorrere alla violenza o al compromesso.

Per un comunicatore, questo implica la capacità di difendere la verità anche quando è scomoda, rifiutando la violenza verbale, la diffamazione o le fake news.

  • Il comunicatore discepolo trova la sua forza in Dio, non nel successo personale o nel consenso popolare.

Questa fiducia assicura la libertà di informare con integrità, certi che la verità prevale sugli insulti e sulle opposizioni.

La Domenica delle Palme è la giornata che nella tradizione religiosa cristiana dà il via alla Settimana Santa.

4e2316b9-255c-4c2e-b647-52deb6cd00c5-300x269 Domenica delle Palme: messaggio per i giornalisti a comunicare come Discepoli

La domenica delle palme e i successivi due-tre giorni sono gli ultimi momenti di gioia, per Gesù Cristo, prima della Passione e poi della crocifissione.

Le palme, in Medio Oriente, erano considerate simbolo di vittoria, pace e regalità.

Visto che le palme in molte regioni non crescevano, il cristianesimo virò poi sull’ulivo, e così si diffuse la tradizione di benedire, nel giorno della domenica delle palme, i rami di ulivo e portarli nelle proprie case.

A tutti Buona Domenica delle Palme.

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