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Destino “La Sonrisa”: la battaglia legale di Donna Imma per salvare il Castello delle Cerimonie

SANT’ANTONIO ABATE  Non si ferma la battaglia giudiziaria intorno al Grand Hotel “La Sonrisa”, l’iconica struttura di Sant’Antonio Abate diventata celebre in tutto il mondo grazie al programma televisivo “Il Castello delle Cerimonie”. Mentre la macchina amministrativa procede verso l’acquisizione pubblica, la famiglia Polese gioca una nuova carta legale nel tentativo di ribaltare una sentenza che sembrava definitiva.

L’avvocato Dario Vannetiello, legale di Concetta Polese (nota al pubblico come “Donna Imma”), vedova dello storico “Boss delle Cerimonie” Don Antonio, ha depositato oggi presso la Corte di Appello di Roma una nuova richiesta di revisione della sentenza.

Il fulcro del ricorso mira a dimostrare un vizio procedurale tecnico: secondo la difesa, il reato di lottizzazione abusiva contestato alla struttura sarebbe già stato prescritto prima ancora che il processo del 2016, conclusosi con la confisca definitiva, avesse inizio. Se questa tesi venisse accolta, l’intero procedimento che ha portato alla perdita della proprietà degli immobili potrebbe essere dichiarato nullo, in quanto “non avrebbe mai dovuto iniziare”.

La partita si gioca su più tavoli: oltre alla nuova istanza a Roma, il prossimo 9 luglio la Corte di Cassazione sarà chiamata a decidere sui ricorsi presentati per Donna Imma e per Agostino Polese. L’obiettivo è annullare la precedente dichiarazione di inammissibilità della prima richiesta di revisione, cercando di riaprire uno spiraglio per il mantenimento della struttura nelle mani della famiglia.

Nonostante le manovre legali, l’amministrazione comunale di Sant’Antonio Abate, guidata dalla sindaca Ilaria Abagnale, prosegue nell’iter burocratico per l’acquisizione del bene al patrimonio dell’Ente. È stato infatti reso noto che presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Napoli è stata formalmente completata la trascrizione del passaggio di proprietà al Comune, questo atto infatti  certifica che, dal punto di vista amministrativo, i terreni e gli immobili della Sonrisa appartengono ora alla collettività, sono state infatti avviate le procedure per liberare gli immobili adibiti a uso abitativo dei membri della famiglia Polese.

Si attende ora la decisione del TAR in merito al ritiro delle licenze per l’attività ristorativa e alberghiera, provvedimento attualmente sospeso.

 

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