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Decreto legge sulla separazione delle carriere nell’ambito giudiziario

separazione delle carriere

Roma, ultima lettura oggi in parlamento del decreto legge sulla separazione delle carriere nell’ambito giudiziario. poi la conta e la Conversione in Legge dello Stato. Berlusconi non c’è più più ma questo potrebbe essere il suo D Day perché il primo a chiedere consensi per un provvedimento che venti anni fa risultava reale come Alice nel paese delle meraviglie fu lui, prima di chiedere in eccesso di eloquenza per quei tempi, consulenza psichiatrica per i magistrati.

Tempi nei quali il Cavaliere non solo doveva difendersi dalle Procure rosse ma non arrossate di vergogna per la notifica di un avviso di garanzia al G8 a Napoli ma anche dai tanti complotto di squali camuffati da delfini come Casini,Fini,Buttiglione, Angelino Alfano e Lupi, in una ressa da Colosseo dove gli rimase fedele ina ragazzina borgatara romana che venne nominata questore alla Camera.Giorgia Meloni non è mai stata ad Arcore ma non si è mai mossa allo stesso tempo da Roma cercando di comprendere come non esondare dall’alveo della destra sociale inventando Fratelli d’Italia.

Dicevamo di Berlusconi che ha subito la più grande persecuzione giudiziaria in tempi di pace da parte di un ANM, che ha visto il suo dawn con Palamara oltraggiato pubblicamente da Cossiga. Sembrava che il Giustizialismo avesse la meglio, anche se la sua pesca a strascico faceva danni, e molti; nonostante Piero Grasso voleva fare comprendere all’opinione pubblica che anche un magistrato può fare politica.

E farla bene.

Oggi con la separazione delle carriere tutto cambia irrimediabilmente, e sarà un sassolino che produrrà una valanga .

La civiltà è la sua ripartizione di poteri via Montesque’ potrebbe avere un duro colpo. Ben presto l’ufficio inquirente verrà smantellato, sul modello anglosassone caro a Giorgia, anche se nessuno ha il coraggio di dirlo, e questo attraverso alchimie politiche a cui gli italiani sono abituati.

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