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Data Center in Campania, la grande sfida: quali sono i rischi

Ogni gesto compiuto quotidiano sugli schermi dei nostri smartphone, dall’invio di un messaggio alla consultazione di un’applicazione pubblica  mette in moto una macchina colossale e silenziosa. Si tratta dei Data Center, i veri e propri templi fisici della rete globale, sebbene queste imponenti infrastrutture gestiscano i flussi vitali della società moderna, come i servizi della pubblica amministrazione, della sanità e dell’istruzione, la loro importanza strategica rimane ancora sconosciuta a gran parte della popolazione.

Per colmare questo deficit di consapevolezza e aprire un canale di comunicazione diretto con le istituzioni nazionali, all’inizio del 2026 è nata IDA (Italian DataCenter Association). L’organizzazione unisce i principali colossi tecnologici e infrastrutturali operanti in Italia,  tra cui Microsoft, Equinix Italia, Rai Way, STACK Infrastructure, Digital Realty, Vantage Data Centers, CBRE Data Centers e Data4, con l’obiettivo comune di governare e valorizzare lo sviluppo di questo settore cruciale.

L’espansione dei Data Center deve tuttavia fare i conti con un rovescio della medaglia di natura ecologica, oggi esacerbato dal boom dell’intelligenza artificiale generativa. I processori ad altissima potenza richiedono una refrigerazione costante per evitare il surriscaldamento, un processo che consuma volumi impressionanti di energia elettrica e di risorse idriche, impiegate per evaporazione nei circuiti di raffreddamento. Negli Stati Uniti, dove la densità di questi impianti è storicamente più elevata, si registrano già forti criticità sui territori: alterazione dei suoli con l’apertura dei cantieri che ha imposto ampi disboscamenti e l’uso di cariche esplosive per livellare i substrati rocciosi, inquinamento delle risorse idriche, inquinamento acustico.

Ma quali sono i data center presenti in Campania? La Campania consolida il proprio ruolo digitale nel Mezzogiorno con ben sette Data Center attivi, distribuiti tra Caserta, fulcro principale con Data Felix  nella zona industriale di Ponteselice, estesa su oltre 1.300 metri quadrati e sede del punto di interscambio Mix Caserta, il futuro polo DATA for MED e nodi periferici a Napoli, Avellino  e Salerno.

 

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