Curia di Benevento e Diocesi di Assisi intrighi vaticani
Curia di Benevento e Diocesi di Assisi
Ennesimo risvolto nel Processo che vedrà proiettato altro capitolo di una saga che riserva ancora colpi di scena, dinanzi al Tribunale, dove Padre Mario Rosario d’Orlando ha convenuto il suo calunniatore Alessandro Grimaldi per una richiesta di risarcimento del danno da lui provocato con la calunnia preferita nei suoi confronti.
Colpo di scena che potrebbe generare un terremoto clericale con un effetto domino che potrebbe originare una rivisitazione di processi già celebrati, coinvolgendo come testimone l’attuale vescovo di Assisi Mons. Felice Accrocca sino a qualche mese fa Vescovo di Benevento.
Il collegio difensivo di Padre Mario d’Orlando presieduto dall’Avv. Mirko Marchione ha incartato un documento riservatissimo, e cioè un interrogatorio reso da Alessandro Grimaldi alla Guardia di Finanza, nel quale egli afferma che l’Associazione “Meter” di Fortunato di Noto, di cui il responsabile della Sede di Benevento era lui, era ospite dei locali della Caritas Diocesana sempre della Curia Beneventana, sotto controllo e vigilanza canonico/ pastorale dell’Ordinario del tempo Mons.Felice Accrocca. Le stanze dove venne redatto il dossier falso da parte del Grimaldi, quindi, erano condivise con il direttore della Caritas Diocesana incriminato poi e condannato per materiale pedopornografico.
Paradossale e sconvolgente la contiguità nella stessa stanza di una Associazione Antipedofilia, il cui rappresentata legalmente da Alessandro Grimaldi che realizza in dossier falso accusando un Sacerdote di festini hard; con il Direttore incriminato e condannato, difeso anche lui dall’Avv. Cornacchione, per detenzione di materiale pedopornografico. Necessariamente il Vescovo Accrocca che a Assisi in questi giorni o si vede sempre accompagnato nelle celebrazioni da Antonio Borgo ora Canonico della Cattedrale Umbra, ma “sempre” il giovane che a 14 anni accusò ingiustamente Padre Rassello nel Rione Sanità a Napoli, sarà presto in aula per chiarire questo aspetto anche in ordine ad una responsabilità oggettiva patrimoniale, invocata dai difensori del d’Orlando, per il danno subito dall’innocente sacerdote napoletano .
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