Controlli nelle scuole con i metal Metal detector, voluti da Valditara e Piantedosi
Cautela nelle dichiarazione del presidente dei presidi.
I controlli nelle scuole tramite metal detector stanno per diventare realtà: la circolare, per contrastare la violenza nelle scuole ed in particolare l’utilizzo dei coltelli tra i giovani, è già stata firmata ed è in arrivo nelle scuole.
Valditara e Piantedosi, rispettivamente ministro dell’Istruzione e ministro dell’Interno, hanno sottoscritto l’atto amministrativo in cui si prevede l’uso dei rivelatori di oggetti metallici agli ingressi degli istituti su richiesta dei dirigenti scolastici nell’ambito di interlocuzioni con prefetture e questure che vengono rese sistematiche.
“Significherà che su richiesta dei dirigenti scolastici – spiega il ministro -, nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica, insieme ai prefetti si potrà decidere di fare dei controlli nelle scuole, davanti, all’ingresso, in connessione al fenomeno crescente dell’utilizzo di coltelli da parte dei ragazzi. Potrà essere fatto a sorpresa quando sarà richiesto dai dirigenti, resta fermo che se ci sono problemi di commissione di reati, di indagini giudiziarie, potrà essere fatto in maniera diversa”.
Sul provvedimento usa prudenza Antonello Giannelli, presidente Anp, Associazione nazionale dirigenti pubblici: “Stiamo parlando di qualcosa di completamente nuovo, lo stesso ministro ha chiarito bene che si tratterebbe di situazioni da valutare caso per caso, con il prefetto, non di un utilizzo massivo che tra l’altro comporterebbe spese non indifferenti. Tra l’altro nel caso in cui venissero individuati oggetti metallici all’interno di borse o zaini, la perquisizione non potrebbe essere certo fatta dal personale scolastico, va previsto l’impiego di operatori delle forze dell’ordine. Certo, ci si può pensare, tutto ciò che può servire a salvare vite umane è benvenuto, ma non bisogna nemmeno dimenticare la responsabilità delle famiglie: un ragazzo non può andarsene in giro con dei coltelli né tantomeno introdurli a scuola, non è una misura di sicurezza ma una regola basilare di comportamento civico”.
Nascono ulteriori evidenti perplessità sulla possibilità concreta di applicare questa proposta: in un istituto con mille studenti, come sarebbe possibile controllarli tutti? Con quale personale, visto che già mancano insegnanti e collaboratori?
Una scuola militarizzata non può risolvere il problema della violenza tra i giovani, ma può contribuire ad un miglioramento dello status quo proprio esercitando il suo primario ruolo educativo, sempre in collaborazione con le famiglie degli studenti.
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