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Concertone del Primo Maggio: tra musica, provocazioni e il “caso” Bella Ciao

ROMA Si è concluso con un bagno di folla il tradizionale appuntamento di Piazza San Giovanni, promosso da CGIL, CISL e UIL. Un’edizione che, oltre alle riflessioni sui diritti del lavoro, verrà ricordata per le accese polemiche scoppiate sui social e per alcuni momenti diventati immediatamente virali.

Il momento più discusso della giornata è stata l’esibizione di Delia Buglisi. L’ex concorrente di X-Factor ha stravolto il testo di “Bella Ciao”, sostituendo la parola “partigiano” con “essere umano“. Una scelta che ha scatenato una tempesta di critiche online, con molti utenti che hanno definito l’operazione una “schifezza” e un insulto alla Resistenza.

Non sono mancati i momenti di satira e omaggio istituzionale come nel caso di  Piero Pelù, sul palco per l’atteso ritorno dei Litfiba, ha lanciato una provocazione frontale definendo Benito Mussolini “un traditore morto sul lavoro”, negando con forza qualsiasi merito storico al dittatore: “Fece qualcosa di nuovo? Di sicuro no, tranne le leggi razziali”.Levante ha invece scelto la via dell’omaggio pop, indossando una maglietta con la scritta “Mattarella” nel font dei Metallica. Il capo è diventato un instant-cult, andando sold out sul web in pochissimi minuti.

Oltre alla musica, a far parlare è stato il dietro le quinte. Ha destato curiosità e ironia l’arrivo di Geolier (ribattezzato scherzosamente “Gioiellier” per i suoi accessori), presentatosi con una vettura di dimensioni imponenti. “Ma chi si crede di essere, Trump?”, è stato il commento più tagliente rimbalzato tra gli addetti ai lavori nel backstage.

Tra mappamondi lanciati sulla folla dal rapper Sayf e bandiere della Palestina sventolate sotto il palco, il Concertone ha confermato la sua natura di piazza aperta. Oltre 40 artisti, tra cui i Pinguini Tattici Nucleari, Emma e Madame, hanno alternato l’intrattenimento a messaggi di solidarietà internazionale, ribadendo che il Primo Maggio resta, prima di tutto, un momento di espressione politica e sociale.

Sotto il palco sono sventolate anche bandiere della Palestina e diversi artisti hanno espresso solidarietà alla Global Sumud Flotilla, confermando il Concertone come spazio di espressione non solo musicale ma anche sociale e politica.

 

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