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C’era una volta…

Napoli – Volti tristi per l’omicidio perpetrato durante una rissa tra le tante che si svolgono ogni giorno in località Porta Capuana che ricorda le periferie abbandonate dagli uomini a se stesse, come il Bronx a New York o il cartello di Sinaloa in Messico.

Dinamiche di sopravvivenza come reflui della società dell’apparire, senza pudore alcuno, alimentate dall’assenza della politica e di un sociale in ogni senso.
“Da anni” – ci dicono appartenenti ai comitati civici della zona – “suoniamo l’allarme ogni giorno per avvisare vittime e colpevoli dello sgretolamento della politica immigratoria scellerata che pone a contatto sbandati in ogni senso con l’emarginazione ed la miseria sempre più in crescita a Napoli”. Invano.

È paradossale che l’esplosione di violenza, culminata con un morto, avvenga proprio nel periodo in cui lo Stato ha deciso di riqualificare l’ex Pretura affidandone la gestione alla Guardia di Finanza. Un presidio di legalità necessario che da solo non basta. Comune ed istituzioni inesistenti alimentano bande e gruppi etnici di delinquenti contrapposti.

Polizia in numero insufficiente, e lo sarà sempre, dove c’è Prevenzione zero. Contrappasso cittadino all’altro versante della Città proiettato sulle vele dei miliardari.

Lo Stato li investe perché la vetrina per il capitalismo è tutto. La deriva sarà obbligatoria. Troppo tardi per tutto. Napoli sempre meno Paradiso con sempre più diavoli disperati, come avrebbe detto Ghoete .

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