Castellammare di Stabia – Il Comune emette una ordinanza contro la pipì dei cani
prossima legge comunale stabiase - si fa divieto di abbaiare ai cani, nell'ora della pennichella pomeridiana
Eco di dissensi verso il Sindaco di Castellammare di Stabia per l’ordinanza restrittiva sulla pipi’ dei cani.
Criptica l’Ordinanza perché favorevole alle cagnette perché lo si sa sono i maschietti che “alzano la zampa” su di una superficie rigida. Orfinanza da censurare per eccesso di potere, a meno che non vengano piantati pali dedicati alle deiezioni canine. Altri rumors infuocano l’Estate Stabiese .La Società Civile affila le armi per la battaglia finale contro l’immobilismo politico della maggioranza in Consiglio Comunale. Rabbia e delusione sono da tempo giunti ai limiti della sopportazione, per cui monta la protesta del popolo stabiese che attende spasmodicamente l’emanazione dei provvedimenti Ministeriali a seguito di vaglio e riscontro delle risultanze della Commissione di accesso Prefettizia, per comprendere l’esito del suo oramai sopravvivere da ostaggio di una speranza oramai alla deriva e di una realtà sociale in frantumazione progressiva.
Sotto accusa il Sindaco Luigi Vicinanza e la sua Giunta che a dire convinto, sia da parte degli esuli di una maggioranza logora e logorata da implosioni interne, e sia dalla opposizione, approfittano dello struggente lasso di tempo che intercorsi tra l’invio della relazione Commissariale Prefettizia al Ministro dell’Interno, e la decisione prossima che sara’ adottata conseguentemente dal Consiglio dei Ministri riguardo lo scioglimento o meno del Comune Stabiese per le acclarate infiltrazioni camorristiche.
Vox Populi la fortezza che l’unico fine della compagine di governo, opinione condivisa sia da osservatori politici e gente comune, sia il continuare ad operare in violazione dei principi da osservare come pater familias per il buon andamento della PA.
In particolare l’Amministrazione continua ad operare nella totale assenza di programmazione, ricorrendo sistematicamente all’uso sistematico dello strumento degli “affidamenti diretti”, previsto dalla normativa di settore, ma non utilizzabile costantemente in supplenza di una determinazione politica che passi attraverso il contraddittorio consiliare.
Va ribadito che spesso gli “affidamenti” vengono assegnati attraverso il metodo dello “spacchettamento”, quasi a volere agirare la normativa sugli appalti pubblici.
Costume consuetudinario indossato da Sindaco e Giunta, tentativo individuato da molti per distrarre la Comunità dalle ultime vicende giudiziarie risaltate dalla cronaca inerenti le condanne inflitte ad esponenti del clan camorristico dei D’alessandro, le cui mani sono state individuate in forma non tanto larvata sull’evento della promozione della Juve Stabia e sulle liste elettorali che hanno candidato impresentabili.
Situazione fluida ed in evoluzione, ma allo stesso tempo inequivocabilmente drammatica quella della città stabiese che oramai alla luce delle ultime vicende giudiziarie, vede innestare nell’albero della illegalità semi di malaffare e pressappochismo legislativo, per l’abdicazione della politica alle logiche di clan che hanno disegnato in questo nefasto periodo, un triangolo composto da reflui malavitosi senza fissa dimora, imprenditori sempre meno manager e sempre più capitani di ventura, e politici da clan e da clawn perché orientati a trasformare la res pubblica in cosa privata al popolo che oramai vedevo sfaldamento di ogni prospettiva di rinascita.
La commissione di accesso ha individuato un preciso quadro operativo di gangli infetti che oramai condiziona la vita pubblica e quella politica. Castellammare di Stabia ed i suoi figli lo meritano in ogni senso.
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