Caso Domenico Caliendo: al via la perizia sui cuori. Sotto la lente i “silenzi e le bugie” della sala operatoria
È iniziato ufficialmente presso il Policlinico di Bari l’incidente probatorio per fare luce sulla tragica morte di Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio scorso al Monaldi di Napoli. Un passaggio cruciale che vede contrapposti i periti del GIP, i consulenti della Procura e i legali delle parti coinvolte per rispondere a 12 complessi quesiti tecnici.
Al centro dell’indagine, coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante, c’è la ricostruzione di quanto accaduto il 23 dicembre 2025. Il collegio peritale, composto dai dottori Ugolino Levi, Ferdinando Luca Lorini e Biagio Solarino, deve stabilire se vi siano state “difformità non giustificate” rispetto alle linee guida.
I punti di maggiore criticità riguardano: la gestione dell’organo, l’analisi del cuore giunto da Bolzano serve a confermare la tipologia di lesioni presenti, l’ipotesi è che l’organo sia stato danneggiato durante il trasporto, forse a causa di un errato congelamento.
Il GIP ha chiesto di verificare se l’asportazione del cuore malato di Domenico potesse essere effettuata in un momento diverso, valutando se una scelta differente avrebbe garantito una “diversa evoluzione clinica”, ai periti è chiesto di individuare quali manovre avrebbero potuto salvare il piccolo dopo il palese fallimento del trapianto.
L’inchiesta vede indagati sette medici.: tra le figure centrali figurano Guido Oppido, che eseguì il trapianto a Napoli, e Gabriella Farina, responsabile dell’espianto a Bolzano e del trasporto.
Per Oppido e la sua vice, Emma Bergonzoni, la posizione è aggravata dall’ipotesi di falso in atto pubblico: gli inquirenti sospettano la manomissione della cartella clinica per occultare errori procedurali, l’8 maggio prossimo i due chirurghi dovranno affrontare un secondo round di interrogatorio preventivo in merito alla richiesta di misura interdittiva.
“È iniziato un percorso che porterà luce sulla verità dopo mesi di silenzi e bugie”, ha dichiarato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori di Domenico. Il consulente della famiglia, Luca Scognamiglio, ha rincarato la dose sottolineando le “numerose doglianze” sulla gestione post-trapianto e l’importanza di definire lo stato di salute di Domenico prima dell’intervento.
Durante la sessione a Bari sono stati effettuati gli “esami di apertura” su entrambi i cuori (quello malato di Domenico e quello del donatore), il consulente della difesa, Vittorio Fineschi, ha predicato prudenza: “Adesso diremmo cose senza fondamento scientifico. I primi dati certi arriveranno il 10 giugno”.
Entro quella data, la verità scientifica dovrà provare a spiegare perché il sogno di una nuova vita per Domenico si sia trasformato in un calvario di due mesi terminato nel peggiore dei modi.
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