CARMELO GANCI E LUCIANO PIGNATELLI: GLI EROI DI CASTEL MORRONE
Era il 4 dicembre 1987 quando quattro balordi, poi scopertisi affiliati alla camorra, uccidevano i carabinieri Carmelo Ganci, nato a Siracusa il 30 luglio 1964, e Luciano Pignatelli era nato a Giovinazzo, provincia barese, il 19 marzo 1963.
Quella sera, i balordi, aveva dato luogo ad una rapina di tutti gli avventori del bar alla frazione Balzi di Castel Morrone. Tre delinquenti entrarono nel bar con il volto coperto, verso le 21,00, armati di fucile e pistole, consumato il delitto, si allontanarono a bordo di una Saab turbo di colore grigio guidata da un quarto complice.
I Carabinieri PIGNATELLI Luciano e GANCI Carmelo, in servizio presso quella Stazione Carabinieri, liberi dal servizio ed in abiti civili, avuta notizia della rapina che si era appena consumata si posero alla ricerca della menzionata Saab (con la Fiat Ritmo di proprietà di PIGNATELLI) che intercettarono sulla strada Provinciale Castel Morrone-Palamaggiò, in località Gradilli.
A quel punto, dopo aver cercato invano di bloccarli, esplosero alcuni colpi di pistola a scopo intimidatorio.
La Saab guidata dai ricercati aumentò la velocità e giunta all’incrocio Palamaggiò i malviventi bloccarono la corsa, posizionando l’autovettura in modo da attendere l’arrivo della Fiat Ritmo.
I Carabinieri, giunti all’incrocio del Palamaggiò e accortisi della situazione di pericolo, tentarono di forzare il “posto di blocco” posto in essere dai rapinatori, che nell’occasione esplosero diversi colpi di arma da fuoco all’indirizzo della Ritmo, che continuava a proseguire la marcia in direzione Caiazzo.
A quel punto i rapinatori risalirono sulla Saab ed iniziarono un inseguimento, durante il quale né scaturì un conflitto a fuoco tra questi ultimi e i Carabinieri. Quando la Saab, più veloce, raggiunse la Fiat Ritmo, uno dei malviventi, armato di fucile, esplose in rapida successione almeno due colpi all’indirizzo della Ritmo, colpendo Luciano Pignatelli, alla guida, e perciò l’auto finì fuori strada e si ribaltò. La Saab si fermò, i malviventi scesero dalla macchina e spararono con tutte le armi a loro disposizione contro gli inermi occupanti della Ritmo, per assicurarsi di averli uccisi.
Subito dopo gli assassini risalirono in macchina, ma a Capua furono intercettati da due pattuglie dei Carabinieri della Compagnia CC di S. Maria C.V. che, seppur ancora non a conoscenza della rapina perpetrata in Castel Morrone e dell’omicidio dei Carabinieri, riconobbero la Saab che era stata rapinata la sera precedente e la inseguirono.
I rapinatori, approfittando della potenza della loro auto, imboccarono la strada Carditello – Casal di Principe e riuscirono a distanziare le autovetture militari. Di lì a poco in località S. Antonio, agro del Comune di S. Tammaro, a causa dello scoppio di un pneumatico la Saab fu abbandonata e i killers si dileguarono a piedi nelle campagne adiacenti. La Procura di SMCV ed i Carabinieri si misero subito alla caccia dei 4 delinquenti e la loro caparbietà porto alla sbarra i 3 dei quattro assassini ,in quanto il quarto era stato ucciso durante un agguato camorristico e con sentenza del 25 giugno 2009 furono condannati alla pena dell’ergastolo.
La sentenza è stata confermata dalla Corte D’Assise di Appello di Napoli in data 21 dicembre 2011 ed infine, in Cassazione il 13 gennaio 2012, diventando definitiva e irrevocabile.
La sentenza che ricostruisce i fatti evidenza la ferocia di questi balordi, i quali, pur avendo compreso che si trattava di Carabinieri scelsero di uccidere ed anche di finire i giovani eroi dopo che erano usciti di strada, con un accanimento che ha determinato il carcere a vita per gli assassini.
Una pagina triste e drammatica ,uno squarcio nella piccola cittadina di Castel Morrone che devastò le coscienze, distrusse l’animo di una popolazione semplice, fece comprendere la ferocia di assassini senza pietà che scelsero scientemente di togliere la vita ad altri giovani, quando potevano facilmente allontanarsi .
Il volto radioso di questi due Eroi, due giovani, due vite spezzate, deve sempre essere ricordato ed elevato per le future generazioni .
1 commento