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“Buen Camino” è un augurio universale
È il saluto tra i pellegrini che percorrono il Cammino di Santiago

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By Vins Tramontano

Come per i precedenti lavori, Checco Zalone nel film “Buen Camino” analizza vizi e contraddizioni della società italiana contemporanea, in quest’ultimo lo fa con un tono che alcuni critici descrivono come più moderato e ricco di buoni sentimenti.

L’ambientazione reale del film sul Cammino di Santiago ha stimolato enormemente la curiosità del pubblico italiano verso l’iconico percorso di pellegrinaggio, tanto che nelle prime due giornate ha segnato un successo straordinario al botteghino.

Ma dietro al titolo “Buen Camino”, come possono testimoniare quanti lo hanno fatto, si nasconde la realtà vera del Cammino di Santiago.

“Buen Camino” è molto più di un semplice augurio tra pellegrini; è diventato un linguaggio universale che incarna lo spirito di solidarietà, resilienza e connessione umana lungo il Cammino di Santiago.

Da esperto confermo che non è solo un saluto, è la chiave simbolica che apre le porte della comunità dei pellegrini.

È il rituale fondamentale e per questo usato da tutti per entrare in sintonia con gli altri. È il riconoscimento reciproco.

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Pronunciarlo significa dire “Ti vedo, so cosa stai provando”. Crea un legame immediato tra sconosciuti che condividono la stessa fatica, le stesse vesciche e la stessa meta.

Abolisce le gerarchie. Sul cammino non contano titoli o professioni. Il saluto livella le differenze sociali: si è tutti semplicemente pellegrini (“peregrinos”) in cammino verso Santiago de Compostela.

È un augurio di protezione. È una forma di solidarietà empatica. Augurare “Buen Camino” implica sperare che l’altro non si faccia male, non si smarrisca e trovi ciò che cerca.

È il linguaggio universale. Anche se i pellegrini provengono da tutto il mondo, queste due parole spagnole sono il codice comune che supera le barriere linguistiche, permettendo un primo contatto amichevole.

Gli italiani negli ultimi anni sono la nazionalità più rappresentata (dopo spagnoli e statunitensi), costituendo circa il 6,5% del totale dei pellegrini.

A chi pianifica il pellegrinaggio di Santiago serve principalmente: una buona preparazione fisica, l’equipaggiamento giusto (zaino leggero e scarpe adatte), e i documenti essenziali come la credenziale del pellegrino.

La Credenziale del Pellegrino è il documento fondamentale che attesta lo status di pellegrino e serve per accedere agli ostelli pubblici (“albergues”) e ottenere la “Compostela” finale.

In Italia, si può richiedere contattando la Confraternita di San Jacopo di Compostella (Perugia): È l’ente principale in Italia per il rilascio della Credenziale ufficiale.

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Le regole d’oro da sapere per pianificare il Cammino di Santiago:

  • La preparazione fisica e mentale, l’equipaggiamento e l’abbigliamento. È altamente consigliato iniziare un allenamento fisico un paio di mesi prima della partenza includendo camminate settimanali per abituare il corpo.
  • Sotto l’aspetto psicologico, considerare il pellegrinaggio un’esperienza che arricchisce, quindi dimostrare massima flessibilità e capacità di adattamento. È bene avere una pianificazione di massima, ma lasciare spazio alla spontaneità e agli incontri casuali.
  • Per lo zaino attenersi alla regola: non superare il 10% del proprio peso corporeo. Un modello da 30-40 litri con un buon supporto lombare è l’ideale. Deve essere leggero e possibilmente avere un coprizaino antipioggia.
  • Un buon paio di scarpe da trekking basse o scarpe da running robuste, già rodate prima di partire, sono cruciali per evitare infortuni.
  • Scegliere indumenti leggeri e traspiranti, preferibilmente tecnici. Prevedere un guscio impermeabile/antivento e un pile per le serate più fresche.
  • Sacco a Pelo o Sacco Lenzuolo? Mentre il primo permette di scegliere strutture con stuoie, il secondo è essenziale per dormire negli ostelli.
  • Un kit di Pronto Soccorso contenente l’essenziale per vesciche, dolori muscolari e piccole ferite.

Tra gli accessori utili ma non indispensabili: la borraccia, il cappello, la crema solare, la power bank e una luce frontale.

Per la scelta della logistica; scegliere il percorso più adatto alle proprie esigenze e al tempo a disposizione. Il Cammino Francese è il più popolare e ben servito, ideale per chi fa il primo cammino.

Un consiglio: stabilire un budget giornaliero aiuta a gestire le spese lungo il Cammino.

Gli albergues (ostelli per pellegrini) si dividono principalmente in tre categorie: Municipali, Parrocchiali e Privati. Mentre per questi non è richiesta alcuna prenotazione, per gli hotel o pensioni private può essere utile pianificare, soprattutto in alta stagione.

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Il Cammino di Santiago è un viaggio psicologico e spirituale “interiore”, che avviene parallelamente a quello fisico. Molti pellegrini partono per una sfida sportiva, ma scoprono una dimensione profonda legata al silenzio, alla resilienza e alla spoliazione dell’ego.

Infine la Compostela; a partire dal 2025, sono state introdotte piccole modifiche procedurali per la richiesta della Compostela. Ora è possibile percorrere i 100 km minimi (a piedi) in qualsiasi tratto ufficiale del Cammino, purché l’ultima tappa fino a Santiago sia completata a piedi. Non è più obbligatorio che gli ultimi 100 km siano consecutivi e finali (ad esempio, si possono camminare 100 km altrove e poi fare solo gli ultimi 5 km fino alla Cattedrale).

Mentre per i timbri (sello in spagnolo) sulla Credenziale resta necessario apporre due timbri al giorno per ogni 100 km percorsi in Spagna per dimostrare la continuità del pellegrinaggio.

Nota: Chi desidera approfondire la propria organizzazione pratica, può chiedere tutte le informazioni allo scrivente, Vins Tramontano, pellegrino di più cammini e Commendatore della Orden del Camino de Santiago in Italia.

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E ora che conoscete tutto: “Buen Camino”.

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