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Barilla vende a Liguori, scoppia il caso Marcianise: i sindacati bloccano la cessione

È scontro aperto sul futuro occupazionale del polo agroalimentare casertano. Nell’incontro che si è svolto presso la sede di Confindustria Caserta, la multinazionale Barilla ha comunicato l’intenzione di cedere lo stabilimento di Marcianise allo storico Pastificio Liguori. Secondo il cronoprogramma presentato dalla direzione aziendale, la transazione dovrebbe concludersi entro il mese di febbraio 2027, all’interno di un piano di dismissioni che prevede anche la vendita dei mulini situati ad Abate Terme e Castelfranco.
La reazione delle sigle sindacali è stata di totale chiusura. I rappresentanti di FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL hanno respinto l’annuncio, chiarendo che il passaggio di proprietà non è affatto un capitolo chiuso ma una scelta unilaterale del Gruppo che verrà contrastata con fermezza in ogni sede, sia sindacale sia istituzionale.
I dubbi sollevati dai sindacati riguardano innanzitutto la strategia economica che si cela dietro il disimpegno. La fabbrica di Marcianise, che opera sul territorio da cinquant’anni, viene descritta dai lavoratori come una delle realtà più efficienti e produttive dell’intero Gruppo, malgrado una dimensione strutturale ridotta rispetto ad altri impianti.
A generare profonda apprensione tra le maestranze è l’indiscrezione secondo cui Barilla manterrebbe la proprietà del marchio Voiello. Privare lo stabilimento del suo principale brand di riferimento significherebbe svuotare il sito della sua storica identità commerciale, lasciando la nuova proprietà senza adeguate garanzie sulla continuità dei volumi produttivi futuri.
La protesta ha già registrato i primi segnali concreti: i dipendenti dello stabilimento hanno scelto di disertare collettivamente la riunione informativa indetta dai dirigenti all’interno della fabbrica, giudicandola un passaggio inutile di fronte a una decisione calata dall’alto.
La vertenza si sposterà ora sui tavoli della politica locale e nazionale. FAI, FLAI e UILA hanno annunciato che richiederanno il coinvolgimento immediato del Sindaco di Marcianise, dei vertici della Provincia di Caserta e della Regione Campania per chiedere un tavolo di crisi istituzionale che fermi la fuga del marchio dal territorio.
La discussione è già stata trasferita al Coordinamento Nazionale di categoria. Il prossimo passaggio decisivo è in programma per il 28 settembre, data in cui si riunirà il Coordinamento di Gruppo per pianificare il calendario delle assemblee interne e organizzare le prossime azioni di lotta a difesa dell’occupazione.

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