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Bambino sul bus e crisi del Nord capitalista
L’episodio del bambino fatto scendere dal pullman diventa simbolo di un Nord piegato al capitalismo, tra perdita di umanità, disuguaglianze e spettacoli che distraggono dalle tragedie globali.

crisi del Nord

Il caso del bambino fatto scendere dal pullman in Veneto è il simbolo della crisi del Nord, un territorio che ha smarrito umanità e senso civico sotto il peso del capitalismo e dell’indifferenza sociale.

Padania – Provo un senso di rabbia nello scrivere queste poche righe che definire articolo forse è troppo. Vorrei non dovere commentare questo fattaccio che offende “ogni dignità” ed ogni buon senso, perché l’annichilimento dell’una determina la totale assenza dell’altro. Mi riferisco all’episodio accaduto in Veneto dove un bambino di appena undici anni è stato fatto scendere dal pullman perché sprovvisto di biglietto. Crudeltà che la dice lunga contro il deterioramento dei rapporti ed il tramonto di una falsa cultura costruita su di un benessere rubato, sangue versato e bugie dette. Questo è il nord carissimi lettori dell’inviatonews che il capitalismo mondialista ha voluto creare nell’ottica di un disegno universale di soggezione di molti da parte di pochi, le élite. Questo è il nord che fa scendere dal pullman l’umanità nel rispetto però del guadagno del Money rappresentato da un incasso decuplicato per quel baraccone di tossici da infermeria e case farmaceutiche che credendo di vestire i panni del superuomo indossano quelli di pagliacci senza un pubblico, patetici innanzitutto per loro stessi senza remore nel proporsi ad un mondo di stupidità che crede ancora allo sport alla competizione. Istanze lontane da Milano Cortina anni luce, un Nord prostituito al Capital game che arricchirà di tristezza e danaro i ristoratori e quella borghesia che sarà lì ad applaudire come scimmie ammaestrare atleti che vedono ricostruire le proprie ossa in venti giorni mentre nel resto del paese per una radiografia pubblica bisogna aspettare mesi. Le Olimpiadi protette dai macellai dell’ ICE che servono per distrarre, drogare di nulla la gente che si distrae da Gaza e Kiev. Un mondo serio non avrebbe celebrato i giochi di fronte alle tragedie nel mondo. Uno sfalsato non ci pensa più . Scho must go One cantava Freddi Mercury, gli sponsor non ammettono ritardi aggiungo io. I morti non contano i bambini trucidati danno fastidio. Gaza alluvionata non fa notizia come i calzini in materiale temperato degli sciatori che vogliono infrangere tempi di un tempo già morto perché ucciso dall’interesse dall’oppressione e dal pressappochismo di politici che faranno la solita passerella ipocrita tra i cadaveri, che non sono quelli del Sud Sudan ma quelli di atleti e partners uccisi dal loro arrivismo e dalla sete di potere dato dalle televisioni, a cui nessuno si sottrae per apparire, solo per quello.

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