Approvata proposta di legge Cammini d’Italia
Il provvedimento passa all’esame dell’altro ramo del Parlamento
ByVins Tramontano
Con la recente legge sui Cammini d’Italia gli italiani sono anche popolo di camminatori.
Il 22 gennaio 2026, segna una data storica per il nostro Paese con l’approvazione, avvenuta all’unanimità, della Legge sui Cammini d’Italia.
La legge tanto attesa da oltre duecentomila camminatori mira a valorizzare l’Italia come meta del turismo lento, sostenibile e culturale, valorizzando un “popolo di camminatori” in crescita. La normativa mira a creare una rete strutturata tra itinerari religiosi, storici e naturalistici.
L’articolo 1 della legge approvata alla Camera dei Deputati, in attesa al Senato, cosi recita: “La Repubblica promuove i cammini come itinerari percorribili a piedi o con altre forme di mobilità dolce sostenibile, senza l’ausilio di mezzi a motore, al fine di valorizzarne caratteristiche ed elementi culturali, storici, religiosi, naturalistici ed escursionistici”.

Di seguito l’intervento integrale della deputata veneta della Lega, Giorgia Andreuzza, alla Camera dei Deputati il 22 gennaio 2026:
“Oggi arriviamo all’approvazione di un provvedimento che interessa il mondo del turismo, della cultura, ma parla anche dell’identità profonda del nostro paese, della sua storia e dei suoi territori.
Ricordo che questa proposta di legge è stata approvata all’unanimità al Senato e qui alla Camera dei Deputati è stata ulteriormente migliorata con il contributo di tutti, maggioranza e opposizione.
Parliamo della promozione e valorizzazione dei cammini d’Italia. E lo facciamo grazie a una proposta di legge a prima firma del senatore Roberto Marti della Lega, Presidente della Commissione Cultura al Senato.
Una proposta che dimostra l’attenzione della Lega verso il valore dei territori, verso le comunità locali, verso quelle risorse culturali e ambientali che l’Italia possiede in una misura unica al mondo.
Questo progetto di legge non inventa un fenomeno nuovo, i cammini possiamo dire che esistono da secoli, le vie religiose, storiche, culturali, naturalistiche, vie corse dai Pellegrini mercanti viaggiatori, vie che attraversano borghi, territori rurali, colline e montagne, coste, lagune e laghi.
Vie che sono parte della nostra memoria collettiva.
Ma la grande innovazione di questa legge è un’altra. E’ creare una rete, un coordinamento nazionale capace di mettere a sistema l’offerta dei cammini.
Riconoscere standard di qualità, valorizzare ciò che già esiste e promuoverlo nel mondo con una strategia efficace.
I cammini generalmente attraversano luoghi meno frequentati dal turismo di massa.
Potranno contribuire ad aumentare i giorni di permanenza dei visitatori nel territorio e soprattutto dare un’offerta complementare a quella che è l’offerta già matura che abbiamo consolidato.
Ma potrà anche arricchire con nuove esperienze e portare alla destagionalizzazione.
Il turismo dei cammini è un segmento in fortissimo crescita in tutta Europa e cresce perché risponde a un bisogno sempre più diffuso: vivere esperienze autentiche, lente, sostenibili, capace di far scoprire un territorio passo dopo passo.
Per il turismo lento che va pensato come un volano economico e sociale.
Per la Lega questo è particolarmente importante perché rafforza le identità locali, preserva le tradizioni raccontando storie sempre interessanti, valorizza e coinvolge le comunità, porta attenzione nelle aree interne, quelle spesso meno attraversate dai grandi flussi, contribuisce alla destagionalizzazione.
E ogni cammino che riusciamo a strutturare potrà diventare un volano economico di cui potrà beneficiare un intero sistema.
Pensiamo all’accoglienza, all’artigianato locale, l’enogastronomia, i servizi dedicati alla mobilità dolce, le guide turistiche, gli operatori culturali, le reti e l’ospitalità diffusa.
Si tratta di un turismo che non consuma il territorio ma lo rispetta, lo custodisce e lo racconta.
E i dati ci dicono che chi cerca queste esperienze è generalmente un turismo di buona capacità di spesa, un turista rispettoso dei luoghi curioso e colto.
E voglio anche essere chiara che le risorse che sono previste in questo provvedimento circa 5 milioni in tre anni non sono un costo ma si tratta proprio di un investimento.
Ho la convinzione che è supportata da esempi Europei che hanno avuto successo che i cammini possono essere un moltiplicatore economico capace di generare nuove micro economie, nuova occupazione, nuove opportunità per tanti piccoli comuni e per le aree meno turistiche e frequentate.
L’Italia è un paese ideale per il turismo lento e per il turismo esperienziale.
Ci sono paesi che costruiscono artificialmente percorsi di itinerari e racconti proprio per attirare il turismo. Bene, noi in Italia abbiamo già tutto questo.
Li abbiamo nella storia, nella cultura, nella natura, nelle tradizioni, abbiamo zone diversificate da proporre: dai mari, monti, laghi e lagune.
Ora nella fase successiva dobbiamo subito impegnarci per trasformare i cammini d’Italia in veri e propri prodotti turistici di qualità, che soddisfano le esigenze di coloro che cercano questa esperienza. Dobbiamo fare un lavoro con il coinvolgimento delle comunità locali e degli operatori.
Noi abbiamo tutte le potenzialità per creare qualcosa di veramente attrattivo. Abbiamo una varietà paesaggistica completa, bellissima che pochi paesi possiedono, abbiamo un patrimonio di beni culturali, artistici, unico al mondo che tocca anche borghi e i luoghi nascosti del territorio, abbiamo una varietà regionale che rende ogni cammino un viaggio sempre diverso.
Un patrimonio enogastronomico che già di per sé è un’attrazione internazionale: “certificata proprio un mese fa con il riconoscimento della cucina italiana patrimonio dell’umanità”. Abbiamo un artigianato vivo identitario che racconta le comunità.
Per questo l’Italia è il luogo ideale per lo sviluppo di il turismo lento ed esperienziale. Il nostro paese ha una vocazione naturale ad essere proprio una grande rete di cammini, dalle vie storiche, religiosi, percorsi lungo le coste e come ho già detto montagne e lagune. Sono tracciati naturalistici splenditi.
Questa legge raccoglie questa vocazione e li trasforma in un grande progetto strategico. L’altro aspetto decisivo del provvedimento è l’introduzione di standard di qualità elevati necessari per riconoscere questi cammini all’interno di questa rete. Non basta che essi esistano ma bisogna garantire sicurezza, accessibilità, accoglienza, segnaletica adeguata e gestione coordinata.
Solo ciò che raggiungerà determinati requisiti entrerà nella rete nazionale e potrà essere promosso all’Italia e all’estero.
Questa è la vera forza della legge e cioè non disperdere, ma rafforzare ciò che buono e portarlo a un livello superiore.
Desidero ricordare con un orgoglio che questa proposta nasce dalla Lega e conferma un tratto che caratterizza da sempre il nostro movimento, la capacità di guardare i territori, di ascoltarli, valorizzarli, di costruire politiche che partono dalle comunità locali e arrivano a dare beneficio a tutto il paese.”

Italiani, zaino in spalla: i cammini in Italia offrono un’esperienza di viaggio lento e sostenibile, adatta a ogni livello di preparazione, con oltre 14.000 km di sentieri che attraversano borghi, parchi e luoghi di fede.
Commento all'articolo