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Afragolese Vives, quando il calcio diventa riscatto: giovani, sacrifici e valori nel cuore del territorio

Afragolese Vives

Afragolese Vives, quando il calcio diventa riscatto: giovani, sacrifici e valori nel cuore del territorio

CASORIA – Non è solo una scuola calcio. È un presidio educativo, un punto di riferimento per decine di ragazzi che, ogni giorno, trovano nel pallone una strada diversa.

La Vives Calcio nasce nel 2015 dalla volontà dei fratelli Giuseppe e Raffaele Vives, con un obiettivo preciso: portare lo sport dove spesso mancano opportunità.
Fin dall’inizio il percorso è stato in salita. Strutture da costruire, risorse limitate, ma soprattutto una sfida più grande: sottrarre i giovani a contesti difficili e offrire loro un’alternativa concreta.

Ed è proprio su questo terreno che la Vives ha costruito la propria identità, fondata su cooperazione, rispetto e senso di appartenenza.
Valori che non sono rimasti confinati al campo di gioco.

Negli anni, infatti, il progetto ha attirato l’attenzione dell’Afragolese Calcio, dando vita a una collaborazione che oggi rappresenta un modello di crescita sportiva e sociale.
La svolta arriva nel 2024, con un nuovo progetto fortemente voluto dal direttore tecnico-sportivo Mirko Iazzetta insieme ai fratelli Vives: creare un settore giovanile di alto livello, capace di formare non solo calciatori, ma cittadini consapevoli.
Qui il calcio è solo il punto di partenza. L’obiettivo vero è insegnare ai ragazzi a stare insieme, a rispettarsi, a sostenersi nei momenti difficili. Una palestra di vita, prima ancora che sportiva.
E non è un caso che il prossimo 21 aprile, alle ore 18:00, la realtà Afragolese Vives sarà presente alla Santa Messa dedicata allo sport e ai giovani, presso la Parrocchia Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Casoria, su invito di Don Jonas Gianneo.

Un momento simbolico, ma significativo, per ribadire il valore educativo dello sport.
In un territorio spesso raccontato solo per le sue criticità, esperienze come questa dimostrano che esiste un’altra strada.

E passa, ancora una volta, da un pallone e da chi ha scelto di non arrendersi.

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