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Addio a Emma Bonino: la storica leader radicale si spegne a 78 anni

Si è spenta all’età di 78 anni Emma Bonino. La storica esponente del radicalismo italiano e fondatrice di Più Europa si è arresa dopo una lunghissima e pubblica battaglia contro un tumore polmonare che le era stato diagnosticato nel 2015. La notizia della sua scomparsa lascia un vuoto immenso nel panorama politico del nostro Paese, che perde una delle sue figure più carismatiche, coerenti e controcorrente.

L’annuncio del decesso è arrivato direttamente dal suo partito, che in un messaggio colmo di commozione ha voluto celebrare la sua straordinaria lucidità e il coraggio che l’ha guidata fino all’ultimo. I colleghi di partito hanno promesso di onorare la sua memoria portando avanti i suoi ideali con la stessa determinazione.
La traiettoria pubblica di Emma Bonino è stata segnata da ruoli di primissimo piano a livello nazionale e internazionale:
  • Attivista in prima linea contro le ingiustizie e le discriminazioni.
  • Parlamentare e Ministra della Repubblica, oltre che Commissaria Europea.
  • Paladina transnazionale nelle campagne globali contro la fame nel mondo, le mutilazioni genitali femminili e a favore della giustizia internazionale.

Cresciuta politicamente al fianco di Marco Pannella – con cui ha condiviso un legame profondo, ironico e talvolta spigoloso –, la Bonino ha fatto dell’autodeterminazione delle persone la sua Stella Polare. Dalle storiche e provocatorie battaglie degli anni ’70 contro la piaga degli aborti clandestini, fino al sogno mai nascosto di un’Europa federale e unita sotto la bandiera degli Stati Uniti d’Europa, non ha mai smesso di lottare, anche a costo di posizioni fortemente impopolari.

Fiera delle sue radici piemontesi, Emma Bonino si è sempre distinta per un carattere schietto, riservato sul piano fisico ma di un’onestà intellettuale dirompente. Memorabili le sue pungenti battute sulla propria refrattarietà ai sentimentalismi e la sua ostinata rivendicazione dei propri vizi, come il fumo, vissuti come l’ennesimo piccolo spazio di libertà personale. Una figura poliedrica e stimata trasversalmente, capace di guadagnarsi persino il profondo rispetto di Papa Francesco, nonostante le distanze ideologiche. Con lei se ne va un pezzo fondamentale della storia dei diritti in Italia.

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