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A RISCHIO 750 LECCI DEL PARCO DELLA REGGIA DI CASERTA
Mobilitazione civile per salvare il patrimonio arboreo vanvitelliano della Reggia

Una vasta coalizione composta da movimenti ecologisti, sigle associative e comuni cittadini è scesa in piazza questa mattina per opporsi fermamente alla decisione della Direzione della Reggia di Caserta di procedere con il taglio di 750 lecci situati all’interno del parco. La manifestazione, coordinata dalla sezione casertana della Lipu guidata da Matteo Palmisani, ha dato voce al dissenso contro un provvedimento giudicato estremo e privo di solide basi.

Il nodo delle perizie tecniche e l’anomalia storica al centro della disputa. Vi sarebbe una marcata discrepanza tra le intenzioni della Direzione e lo stato di salute reale delle piante. Secondo quanto emerso, esistono due perizie specialistiche che indicano come la percentuale di alberi effettivamente deteriorati sia inferiore al 10% del totale. Tale scenario solleva seri dubbi sulla necessità di un intervento così massivo, definito dal deputato Francesco Emilio Borrelli come un’operazione senza precedenti nella storia del Parco. La critica principale risiede nel concetto che la vegetazione storica non sia un elemento intercambiabile, ma un bene da rigenerare attraverso la manutenzione piuttosto che con la distruzione.

La protesta non si limita alla questione ambientale, ma assume una connotazione giuridica e istituzionale. La recente evoluzione dell’articolo 9 della Costituzione dal 2022 impone la salvaguardia non solo del paesaggio, ma anche della biodiversità e degli ecosistemi come eredità per le generazioni a venire. Nonostante la gravità della situazione, l’interrogazione parlamentare presentata a novembre e rivolta al Ministro della Cultura Giuli non ha ancora ricevuto risposta, alimentando la tensione per quella che viene percepita come una decisione calata dall’alto e priva di trasparenza scientifica.

Il fronte del no è ampio e trasversale. Oltre a esponenti politici come Rosario Pugliese e Francesco Mincione di Europa Verde, hanno aderito numerose realtà del territorio e nazionali, tra cui: Legambiente, Italia Nostra Caserta, Alberi Ribelli e l’altra ItaliaAmbiente, Centro sociale ex canapificio, Arci, Arcipelago, Elsa Castel Volturno e Rete no rigass no GNL, Pax Christi, Movimento Blu, Fiab, UISP, Roller e Onda.

Tutti i partecipanti concordano sul fatto che un sito di tale prestigio europeo meriti una gestione improntata alla tutela conservativa, promettendo di proseguire la battaglia per evitare quello che definiscono un “abbattimento indiscriminato”

Luigi Di Nuzzo

 

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