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A Napoli per il bambino a cui è stato danneggiato il cuore da trapiantare è stato organizzato un “Heart team”

La storia ingiusta del piccolo Simone ( nome di fantasia) al quale, ricordiamo, è stato trapiantato un cuore gravemente danneggiato nel corso del trasporto e che ora è ricoverato al Monaldi di Napoli in terapia intensiva, ha mobilitato un intero pool di esperti nel tentativo di aiutarlo in tutti i modi.

Un pool di esperti di trapianti da tutta Italia al capezzale del piccolo.

L’Heart Team lavorerà per valutare “anche ulteriori trattamenti terapeutici in aggiunta al trapianto“.

Nonostante un quadro clinico di grave criticità, il bimbo è ritenuto ancora idoneo a permanere in lista trapianto dai medici dell’ospedale Monaldi di Napoli.

Ieri sera l’Azienda Ospedaliera dei Colli ha reso noto che” si è attivata sin da subito nel coinvolgere i maggiori specialisti in campo pediatrico, anche attraverso le professionalità dell’Ospedale Santobono Pausilipon.

Il Polo di Cardiochirurgia dell’Azienda dei Colli è in rete con le principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico e ha lavorato  per organizzare un Heart Team che porterà al Monaldi gli specialisti delle strutture italiane con i maggiori volumi in termini di trapianto pediatrico per una rivalutazione congiunta al letto del paziente.”

Tra le strutture coinvolte ci saranno sicuramente l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, che è centro di riferimento europeo e parteciperà nonostante il  iniziale parere negativo ad un nuovo trapianto di qualche giorno fa e ci saranno anche esperti di altre importanti realtà nazionali; tra questi, dovrebbe esserci anche l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino.

L’Heart Team si riunirà domani, quando gli esperti visiteranno a Napoli il piccolo paziente per «valutare anche ulteriori trattamenti terapeutici in aggiunta al trapianto». Dunque, la priorità resta un secondo trapianto di cuore, con una apposita terapia post operatoria che sarà discussa dal collegio di esperti nazionali.

Ovviamente, non si arrende Patrizia, la madre del bambino.

Ieri pomeriggio, dopo aver parlato con gli esperti dell’Heart Team dell’ospedale Monaldi di Napoli, ha ribadito con forza che “la speranza c’è sempre, aspettiamo un nuovo cuore per mio figlio, che continua a lottare come un guerriero”.

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